Categoria: Costume e Società

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Dallo stato sociale allo stato carceriere: la criminalizzazione della miseria negli Stati Uniti

di LOIC WACQUANT (sociologo; University of Californa) Conosciamo bene i costi diretti, sul piano sociale e umano, del sistema di insicurezza sociale offerto al mondo come “modello” dagli Stati Uniti. Meno noto è il suo complemento sociologico: l’ipersviluppo delle istituzioni con le quali si cerca di rimediare alle carenze della protezione sociale (safety net) dispiegando, negli strati inferiori della società, una rete poliziesca e penale (drag net) dalle maglie sempre più fitte. Alla deliberata atrofia...

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Dentro il popolo, per il popolo: la vita piena di una militanza

di Rossano Ferrazzano (FSI Lombardia) Abbiamo consegnato i nostri volantini e scambiato opinioni appassionate con commercialisti spocchiosi che si dichiaravano di sinistra, antidemocratici, castristi ed oligarchici e spiegavano a noi che avevamo le idee confuse; vivacissime signore ottuagenarie memori della profonda dignità civile dei decenni del dopoguerra ed oggi convinte dalla tv che la colpa della decadenza italiana sia del ping pong fra camera e senato, ma ancora capaci di salutarci con un salatissimo “però...

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Perché la sinistra non ha futuro

di CHRISTOPHER LASCH (1986) Incapace di spiegare la persistenza della religione, l’attaccamento alla famiglia e un’etica della responsabilità personale se non come espressioni di falsa coscienza, la sinistra si ritrova oggi senza un seguito. Dato che rifiuta di prendere sul serio le idee della gente comune, ovvero, nella curiosa e rivelatrice formula usata da Lillian Rubin, di «arruffianarsi la coscienza popolare esistente», essa può sperare di riformare la società solo contro l’opposizione (o l’indifferenza) popolare....

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Il Padre, l'assente inaccettabile: intervista a Claudio Risè

Intervista a cura di Anna Riva; fonte: “Il filo di Arianna”, ottobre-dicembre 2004. Nel suo libro Il Padre. L’assente inaccettabile [ed. San Paolo, 2013, ndr] sostiene che la figura del padre sia stata rimossa dalla nostra società e quindi dall’educazione dei figli lasciando un grande vuoto. Ci può spiegare meglio quali conseguenze comporta per l’individuo questa ”inaccettabile assenza”?  In prima istanza il padre rappresenta la figura del creatore. Venendo meno la figura paterna viene a...

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La "nuova cosa" del cinema Italiano

di RICCARDO PACCOSI (FSI Bologna) Con un certo ritardo, ho finalmente visto anch’io il film italiano di cui più si è parlato negli ultimi mesi, ovvero “Lo chiamavano Jeeg Robot”. Beh, sono rimasto letteralmente SCONVOLTO dalla visione di quest’opera. Non mi pare il caso di aggiungere una recensione alle tantissime che già sono state scritte, però mi premono quattro considerazioni generali: 1) Ritengo che “Lo chiamavano Jeeg Robot” sia il più grande film italiano degli...

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Il concetto di "spreco" come estremismo ideologico del nostro tempo.

di RICCARDO PACCOSI (FSI Bologna) I tagli alla sanità sono dovuti alla spending review della Regione, che è dovuta ai tagli sui trasferimenti dello Stato agli enti locali, che sono dovuti ai vincoli di riduzione della spesa imposti dal Trattato di Stabilità dell’Unione Europea. A parte le conseguenze che andrebbero tratte rispetto a quest’ultima, è bene ricordarsi che tutto questo avviene nell’indifferenza generale grazie a un dispositivo ideologico-narrativo: il concetto di “spreco”. Grazie al teorema...

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La città infinita: intervista ad Aldo Bonomi

di ANTONIO MORRA (infonodo.org) Certo non è facile immaginare quale sarà il futuro di Milano e della Lombardia. Perché è già molto difficile capire (o intuire) un presente in continuo movimento. Aldo Bonomi, sociologo dell’economia e del territorio, una faccia squadrata di valtellinese, gran cacciatore di comportamenti, ha voluto provare a darci una chiave di lettura del «presente che avanza», ha scomposto e ricomposto quello che noi abbiamo sotto gli occhi. Ha battezzato questa realtà...

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Note sulla postmodernità: intervista a Michel Maffesoli

di VINCENZO SUSCA (politicaonline.it, 28.4.2005) Maffesoli è uno degli intellettuali europei maggiormente disposti ad interpretare i fermenti del tempo nuovo sfuggendo da una griglia di lettura oscura e tendenzialmente apocalittica. Insignito della carica di professore ordinario alla Sorbonne di Parigi alla fresca età di 38 anni, non ha mai smesso di assegnare dignità scientifica ai fenomeni verso i quali abitualmente le discipline scientifiche riversano più scetticismo se non indifferenza: i lati banali e tragici che...

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Il protestantesimo alla conquista di Roma

di don CORNELIO FABRO (teologo; 1911-1995) Sembra che i nuovi teologi siano convinti che il magistero stesso di fatto abbia rinunziato alla funzione di guida e di giudizio inappellabile per i credenti, quale finora era stata esercitata e quale è stata nuovamente dichiarata a proposito del Vaticano II. È bastato che, nella mutata condizione dei tempi, il magistero sopprimesse l’Index librorum prohibitorum e fossero tolte o mitigate alcune censure, perché i nuovi teologi si sentissero...

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Il principio di irrealtà

di MARIO PEZZELLA (filosofo) La società dello spettacolo tende a dissolvere i rapporti personali della famiglia patriarcale, che era il modello di Freud. Depotenziando la relazione edipica, diviene possibile creare una psiche più duttile, alleggerita dal peso della rimozione, disponibile alla fascinazione. Nessun bambino si scontra ormai col potere cupo e grandioso dei padri kafkiani: la società gli si presenta quasi subito, dalla scuola alla televisione, come “madre dispensatrice di doni”. Così Benjamin definiva il...

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Il gioco d'azzardo, eroina del nuovo millennio

di ANDREA MALAGUTI «Il gioco d’azzardo è l’eroina del nuovo millennio. O forse è anche peggio. Perché negli Anni 70 l’eroina rovinava i ragazzi, mentre l’azzardo avvelena anche gli anziani». La Casa del Giovane, a Pavia, è un’oasi di civiltà a due passi dalla stazione, dove chi ha perduto il senso di sé si rivolge allo psicologo Simone Feder e ai suoi collaboratori per tornare ad avere una vita decente. E spesso, Feder, una vita...

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Il multiculturalismo forzato e l'immigrazione di massa rallentano l'integrazione: considerazioni sociologiche

di MARTINA CARLETTI (FSI Umbria) Quali sono i parametri etici attraverso i quali si possono valutare i diversi effetti sociali dell’immigrazione di massa? Secondo l’utilitarismo universalista degli economisti, il voler perseguire il massimo della felicità per il massimo numero di persone: quindi, ciò che accade alle popolazioni autoctone dei paesi ospitanti non ha alcuna importanza fintanto che nel complesso le migrazioni producano benefici a livello mondiale. In realtà, alcune ricerche hanno evidenziato che, a livello sociale,...