La Grecia, campanello d'allarme per l'Europa

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  1. Cruciani Battista ha detto:

     
    L'intervento di Brancaccio ha una sobrietà e una chiarezza meritevoli che si contrappone alle sciocchezze tipiche con le quali taluni nostrani economisti fanno interventi abborracciati utili quei candidati che fanno campagna elettorale sopra i covoni di fieno. Il nostro paese come ha già rilevato Stefano ha condotto negli ultimi venti anni una politica di “sottosviluppo” basata sulla riduzione delle condizioni di vita degli italiani al livello di quelle dei cinesi a partire dalla considerazione che se i cinesi vivono con un piatto di riso al giorno gli italiani possono vivere con un piatto di spaghetti, ovvero che «senza le necessarie riforme avremmo perso “competitività”» che «la globalizzazione (il mercato mondiale dei beni e dei servizi) era una necessità o addirittura un dato di fatto (e non un fine perseguito mediante l’emanazione di leggi e la stipulazione di trattati internazionali), che “imponeva” di tener conto della concorrenza internazionale; urgeva dunque ed era anzi necessario rendere “flessibile” (ossia precario) il lavoro subordinato; così come era necessario introdurre una crescente moderazione salariale; la “gobba” della curva delle prevedibili entrate e uscite dell’inps, infine, avrebbe reso necessarie le riforme delle pensioni» (http://www.appelloalpopolo.it/?p=1431)
     
    Putroppo sono scettico sulla possibilità alle possibile prospettive indicate da Brancaccio, non mi sembra di vedere chi possa, almeno in Italia, farsi portavoce di una contestazione contro il libero scambio e a sostegno di politiche protezionistiche. Gli orientamenti nazionali mi sembrano orientati a ridurre ulteriormente le condizioni di vita dei lavoratori; vale a dire che gli imprenditori possono sempre contare su quel vecchio saggio di sfruttamento indicato da Marx, con l'appoggio incondizionato di tutti i partiti politici. D'altra parte la Germania potrà davvero continuare una politica di concentrazione del capitale? I tassi di interesse necessariamente crescenti nei paesi in difficoltà davvero non riusciranno ad attrarre capitali distogliendoli alla Germania? Il tentativo di previsione di Brancaccio mi sembra basato su una valutazione troppo unilaterale che esclude una serie di possibilità alternative. Questo non toglie il fatto che la fase attuale dell'Ue è piuttosto critica.
    Cruciani Battista

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