Giorgio Napolitano: "Una cariatide yankee e guerrafondaia al quirinale"

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10 Risposte

  1. Tonguessy ha detto:

    Non è vero che Napolitano sia stato prima comunista e poi socialista. Napolitano è stato prima fascista e filo nazista e poi per convenienza si è traghettato sul piroscafo comunista, sostenendolo oltre ogni ragionevolezza (sua la linea dura a favore dei carrarmati russi in Ungheria).

    “L’ Operazione Barbarossa civilizza i popoli slavi” non fu un'affermazione di qualche gerarca fascista o nazista. Fu proprio lui ad affermarlo nel lontano 1941 (Giorgio Napolitano – “BO’ “, Luglio 1941, giorn. univ. del GUF di Padova). Insomma già in tenera età se ne intendeva di imperialismo e sapeva come sostenerlo. Nei giorni nostri ha dimostrato identica perorazione nei confronti della Libia. Quelli sono barbari da civilizzare a suon di bombe, proprio come i slavi. Gli unici che si salvino sono gli ariani.

  2. Angelo ha detto:

    Provo a sintetizzare qualche dubbio che il post mi ha fatto venire. innanzitutto non condivido in toto quanto affermato da Tonguessy: tanta gente e' stata fascista nel ventennio anche per necessita', e non dimentichiamo che c'e' stato chi da fascista e' passato nelle fila della  Resistenza e ci ha rimesso la vita. Non mi convinvce in particolare l'accenno al "socialismo" di Napolitano. Sembra quasi che con cio' si voglia giustificare l'accettazione supina e meschina dell'ideologia americana da parte di questo squallido personaggio con il fatto di essere diventato socialista. E non mi convince perche', come viene spiegato, lui fa carriera anche all'interno del partito. Allora mi chiedo? Come mai nessuno si fosse mai accorto nel PCI di avere un "interlocutore privilegiato" degli americani? Che i socialisti da almeno un centinaio di anni siano socialisti solo di nome, penso che non ci siano dubbi, almeno per chi ha studiato un po' la storia di quel partito. La vicenda di Napolitano, che e' solo l'ultima di una lunga serie, forse ci mostra che vi era qualcosa che non andava anche nel partito nuovo togliattiano.   

    • Tonguessy ha detto:

      Scrive Angelo che Napolitano fornisce la prova che vi era qualcosa che non andava nel PCI. E’ un problema comune a TUTTE le forze politiche di un certo peso. Vedi un po’ come sta andando con il PDL ora. La chiara visione di un programma politico viene spesso contrastata da chi ne condivideva lo spirito iniziale salvo poi allontanarsene per una serie di motivi. Fini, ad esempio. E non è detto che allontanare quella corrente sia cosa utile e saggia. La DC aveva importanti correnti eppure riuscì a dominare incontrastata la scena politica per lunghi decenni. Forse il PCI pensava di fare lo stesso. Doveva forse spezzare l’unità politica collassando come partito? Con il senno del poi si vede che il collasso è avvenuto comunque, e dall’interno; quindi avrebbero solo anticipato quello che la Bolognina ha poi sancito.

      Parlando del senno di poi è questo il mio riferimento sul commento di Napolitano razzista e nazista. La sua storia personale è una lunga attività per stabilizzare e rinvigorire le istanze imperialiste. Certo, all’epoca in cui scriveva quei commenti deliranti sull’Operazione Barbarossa aveva 16 anni. Ma adesso che ne ha 86, in cosa è cambiato?

  3. stefano.dandrea ha detto:

    Caro Tonguessy,

    la polemica contro i fascisti e non contro il fascismo, proprio lo la capisco.

    Togliatti insisteva sistematicamente, durante i lavori dell'assemblea costituente, che si doveva essere antifascisti nel senso di contrari al fascismo; non antifascosti nel senso di contrari ai fascisti.

    Tutti erano stati fascisti, compresa Nilde Iotti; compreso il comandante Bulov della garibaldi (era stato capo manipolo! Un guerriero è un guerrioro) compreso Longo (futuro segretario del PCI), compreso Vittorini, compreso Ingrao, compreso Dario Fo, compreso Mario Alicata, compresi Moro e Fanfani (i giovani fascisti cattolici erano antiebraici ed è dato rinvenire frasi apertamente razziste di entrambi). Soprattutto i giovani erano stati quasi tutti fascisti.

    Il fascismo aveva avuto un consenso pressoché totale. Se lo conquistò e poi lo perse. Gli antifascisti amano da sempre snocciolare le ragioni per le quali lo perse. Non amano interrogarsi per quale ragione raggiunse un consenso totale (diciamo nel 1935). Il partito unico, non è un blocco monolitico comandato da un capo che ti getta ai coccodrilli se non ubbidisci (così gli Usa descrivevano Saddam). Il partito unico (qualsiasi partito unico) è la struttura che unifica la pluralità delle posizioni. E dura quando la struttura, l'organizzazione, le elite e il capo sono di alto livello. Il partito unico serve ad evitare l'ostruzionismo, il c.d. parlamentarismo, le finte battaglie di uno schieramento contro l'altro, tipiche della democrazia. Il partito unico non è l'eliminazione del pluralismo. Anche se, ovviamnte, è un pluralismo che si iscrive all'interno di dati principi.

    Tieni conto che tutti i futuri intellettuali di sinistra che gravitavano attorno a Bottai scrivevano su una rivista che doveva proprio servire a teorizare il valore e l'importanza della guerra.

    Dunque, la posizione di Togliatti era giusta, logica, opportuna, pratica, sensata e incontestabile.

    Perciò mi sembra che rimproverare frasi fasciste pronunciate da un giovane di allora sia comunque un errore dovuto a mancanza di senso storico. In fondo qualche cosa di ingiusto. Perché il 95% di noi allora (non nel 1943, quando la guerra stava mostrando le sue atroci conseguenze!) sarebbe stato fascista. Salvo credere che i giovani di oggi sono migliori di quelli di ieri.

    Ad Angelo dico che anche i componenti della Brigata Maiella furono interlocutori privilegiati degli americani (i quali acconsentirono che la brigata risalisse l'Italia e combattesse con loro); anche Garibaldi e Mazzini furono interlocutori privilegiati degli inglesi; allo stesso modo Cossutta fu interlocutore privilegiato dell'URSS; e Osama Bin Laden degli Usa. In politica ciascuno, per perseguire i propri obiettivi, si appoggia ad alcuni gruppi (e ne combatte altri). quando ciò avviene in buona fede, non vedo rimproveri che si possano muovere. Se Napolitano voleva un avvicinamento al PSI; che il PCI diventasse un partito di governo; e credeva che rassicurare gli stati uniti potesse essere utile, non mi sembra che possa essere contestato. Salvo, appunto, per le idee che aveva.

    Altrimenti cadiamo nel terribile errore di chi dice che Garibaldi e Mazzini erano marionette degli inglesi; che Osama Bin Laden è stato una marionetta della Cia; e allo stesso modo che Cossutta è stato una marionetta dell'URSS, Napolitano degli Stati Uniti e allora, perché no, Ettore Troilo marionetta degli alleati.

    Mi sembra più vero che Garibaldi e Mazzini utilizzarono inglesi e massoneria per i loro obiettivi; Osama Bin Laden la Cia per combattere l'URSS; Cossutta l'unione sovietica per influenzare in senso staliano il partito comunista (con tempo ho rivalutato questa idea); Napolitano rassicurò gli Usa per cercare di realizzare il suo obiettivo (il partito laburista); Troilo combatté al fianco degli alleati per liberare l'Italia dai tedeschi e dai fascisti della Repubblica sociale.

  4. Tonguessy ha detto:

    Caro Stefano,
    non ho ben capito il senso del tuo intervento. E’ verissimo (e non l’ho mai negato) che una forte presenza di antifascisti venissero dal fascismo. Per me esiste un fil rouge che lega quella frase infelice sulla campagna di Russia alla “missione umanitaria” fatta di bombardamenti contro i libici. Si tratta pur sempre di culture “altre” da riportare nell’alveo della Modernità e del Progresso.

    Sulla questione del partito unico come “struttura che unifica la pluralità delle posizioni” dissento fortemente. Tu stesso hai scritto ottimi articoli al riguardo e anche interessanti commenti ultimamente sul fatto che, ad esempio, il maggioritario non offre sufficienti garanzie di rappresentatività. Non riesco a capire quindi perchè da una parte tu abia in odio il partito unico proprio perchè NON PUO’ rappresentare tutte le istanze sociali mentre dall’altra tu lo sostenga. Per me la storia è sempre stata chiara: ho votato CONTRO il maggioritario, consapevole com’ero che sarebbe stato il trampolino di lancio per una politica in puro stile USA: due contendenti che dagli angoli opposti del ring urlano gli stessi slogan.

    Per quanto riguarda le ipotetiche percentuali, devo ammettere che la mia storia personale (intendo con questo anche la storia dei miei genitori e nonni) è sempre stata all’interno di quel misero 5%. Ne ho parlato nell’ultimo mio articolo quando ho spiegato che mia madre doveva elemosinare del cibo ai soldati perchè suo padre era in campo di concentramento. Lì non ci andavano a finire i fascisti (seppure per temporanea convenienza), ma gli antifascisti.
    Forse se ci fosse andato a finire anche Napolitano si sarebbe fatto un’idea diversa di cosa sia l’imperialismo.

    Infine: il fascismo non è un’entità astratta che vive di ontologia propria. Il fascismo è fatto di fascisti, ovvero persone che hanno abitudini, mentalità e modi di relazionarsi di un certo tipo, storicamente identificabili. Non combatto certa metafisica, preferisco combattere specifici atteggiamenti fascisti. Mi sembra una battaglia più sensata.

  1. 13 novembre 2011

    […] * Giorgio Napolitano, nell’aprile 1978 fu il primo dirigente comunista di alto livello, ad avere il visto d’ingresso negli Stati Uniti. Fu ospite in varie università, come Harvard, Yale, Princeton e tenne una conferenza al C.F.R., il Council on Foreign Relations di New York. Al C.F.R. Napolitano affermò che “Il Pci non si oppone più alla NATO come negli anni Sessanta” Nel gennaio 1978, al Dipartimento di Stato USA erano molto preoccupati per una partecipazione comunista al governo Andreotti, che proprio in quei giorni era entrato in crisi, e infatti l’operazione segreta era quella di spaccare il Pci. Nel marzo 1978 Aldo Moro venne sequestrato e il resto è storia… Tornato in Italia Napolitano insieme ad altri “moderati” fonderà una corrente interna al Partito, detta “migliorista”, mentre Berlinguer guardava alla “terza via”, una via capace di andare al di là del capitalismo e della socialdemocrazia. Il progetto di spaccare il Pci formalmente riuscì e grazie a questa corrente, il Partito Comunista sposò la causa della NATO. Tratto da http://www.appelloalpopolo.it/?p=3969 […]

  2. 13 novembre 2011

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  5. 14 novembre 2011

    […] riuscì e grazie a questa corrente, il Partito Comunista sposò la causa della NATO. Tratto dahttp://www.appelloalpopolo.it/?p=3969 —————————- Qualche articolo per approfondire: […]

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