Categoria: Editoriale quotidiano

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Più Stato meno mercato

1)CHI È, OGGI, IL NOSTRO NEMICO? Fino a qualche secolo fa era semplice individuare il nemico del popolo. Esso era il nobile di ogni villaggio, colui che viveva di rendita e che non era quindi costretto a lavorare. Colui che riscuoteva le tasse ma che non le pagava, colui che girava a cavallo per il villaggio e ti guardava dall’alto in basso, colui che spesso aveva anche funzione di giudice. Oggi non è così semplice...

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Nuove frontiere della Propaganda

1)L’IMPORTANTE È POLARIZZARE Questo è il mio ultimo post su Salvini. Le ultime due vaccate (quella sulla sentenza Cucchi e quella sugli ospedali di notte) mi hanno definitivamente confermato che parlare di Salvini è assolutamente controproducente. La tecnica (non sua, ma affinata da tanti in almeno un trentennio e che lui, o meglio chi lo guida, sfrutta egregiamente) è questa: dare in pasto alla gente e agli oppositori ciò che ognuno vuole sentirsi dire e...

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Lo Stato

di STEFANO D’ANDREA (Presidente FSI) Il lavoro lo crea lo Stato. Quindi la quantità di occupati e disoccupati dipende dallo Stato. Il cittadino lo forma lo Stato. L’uomo lo forma anche lo Stato. la nazione la fa lo Stato. Il livello generale di ricchezza dipende dallo Stato. Il livello generale di giustizia redistributiva dipende dallo Stato. La quantità generale di depressione, di narcisismo, di debolezza psicologica dipende dallo Stato. La situazione demografica dipende dallo Stato....

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Il Partito Unico Liberale fa affondare Venezia e l’Italia

1)SOLUZIONI SEMPLICISTICHE PER PROBLEMI COMPLESSI La disastrosa alta marea di ieri notte a Venezia è l’occasione per molti di ribadire come il Mose sia stata un’occasione di malaffare e ruberie. Questo è vero, ma il problema è in realtà più profondo. Il Mose è paradigmatico di un approccio violento e semplicistico alla gestione dei rapporti tra uomo e ambiente. All’epoca del dibattito sulla necessità del Mose si erano levate anche altre voci, ispirate da una...

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Lavoro e dignità della persona: due tabù per l’Unione Europea

1)IL PENSIERO DOMINANTE OGGI SPIEGATO SEMPLICE SEMPLICE Spremi la classe lavoratrice per estrarre quanto più surplus possibile per destinarlo nel migliore dei casi ad investimenti che serviranno a spremere ancora di più il lavoro a vantaggio del capitale. Le “pezze a colori” per questo sistema? -ce lo chiede l’Europa -bisogna guardare avanti -bisogna competere nella globalizzazione -bisogna razionalizzare i costi del pubblico e renderli più sostenibili (ma il pubblico non deve perseguire il margine, carogne…)...

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Il mio appello al popolo

di MATTEO ROSSINI (FSI Ravenna) Prendo spunto dalle parole del nostro segretario, datate ma sempre attuali. E ripropongo la domanda: “MA COSA ALTRO VI SERVE PER DECIDERVI?” Non siete ancora abbastanza nauseati da trent’anni di neoliberismo spinto durante i quali tutti i politici, sicuramente quelli che siedono in parlamento, ma anche molti di quelli che in parlamento non riescono più ad entrare, da destra a sinistra, senza soluzione di continuità, ripetono la stessa storiella imparata...

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Abbattere il muro delle disparità sociali

1)NON PASSERANNO! Confondere i piani, ovvero concentrare l’attenzione delle masse su una presunta deriva autoritaria/fascista, è una precisa strategia della morente coalizione italiota ed europoide LIBERAL-PROGRESSISTA alla base della fantomatica economia “sociale” di mercato di marca ordoliberista teutonica. Economia che fa leva sulla stabilità monetaria per disintegrare con la deflazione salariale il LAVORO e i LAVORATORI, che dovrebbero essere i poli che la Costituzione è chiamata a difendere. Prova ne è il fatto che il...

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Il grande inganno

1)IL GIOCO È TRUCCATO Hanno creato un mercato senza barriere, dove gli stati aderenti potessero farsi libera concorrenza su tutto. Potrebbe sembrare equo ma non è così. Infatti le economie più forti all’inizio, sono partite avvantaggiate su quelle più deboli. In più per dar loro un ulteriore vantaggio, hanno tolto dal “libero mercato”, che permea tutto il sistema, la determinazione del valore delle diverse valute, avendo fissato il cambio con l’euro. Ma non è tutto,...

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Necessità dello Stato sociale

1)LO STATO SOCIALE Il modello promosso dalla nostra Costituzione è un modello caratterizzato dallo Stato Sociale. Lo Stato Sociale è lo Stato che si occupa prevalentemente e con una legislazione precisa e continuata delle persone che hanno necessità di recuperare un gap, cercando di affrancarle dal bisogno (intervenendo per garantirgli un lavoro, la previdenza sociale e la cura) e di elevarle materialmente e culturalmente (intervenendo per garantirgli la migliore istruzione possibile). Se non partiamo da...

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L’Italia è nelle mani del capitale transnazionale

1)IL CASO ILVA Nella Costituzione italiana del ’48 le tasse erano lo strumento affinché non si creassero poteri economici talmente forti da permettersi di ricattare lo Stato. Lo Stato era sempre in grado di tutelare lavoratori e il lavoro per il semplice motivo che questi poteri non potevano neanche nascere. Era lo Stato italiano interventista, imprenditore e dirigista, era lo Stato che ha fatto grande l’Italia. Oggi una azienda privata compete e sopraffà lo Stato....

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Perché questa crisi non finisce mai?

di GIANLUCA BALDINI (FSI Pescara) L’Unione Europea istituisce un mercato unico basato sulla stabilità dei prezzi, cioè sulla deflazione salariale, attuata coercitivamente grazie alla moneta unica. È scritto sui trattati, spiegato dalla teoria economica su cui si fonda e ribadito dalle centinaia di dichiarazioni dei protagonisti che già a partire dalla seconda metà degli anni ‘50 erano perfettamente consapevoli del risultato che avrebbe raggiunto l’integrazione economica. Questa crisi non finisce mai perché non è un...

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La necessità di un nuovo IRI

di GILBERTO TROMBETTA (FSI Roma) Autostrade, Alitalia e ILVA. Cioè trasporto su ruota, trasporto aereo e produzione di acciaio. Due monopoli naturali e un’industria strategica. Si cercano da anni improbabili soluzioni, quando l’unica cosa da fare sarebbe nazionalizzarle. D’altronde è evidente come i modelli di successo siano quelli dei Paesi in cui lo Stato interviene pesantemente nell’economia. Delle 129 aziende cinesi presenti nella lista delle migliori 500 stilata da Fortune, l’80% è costituto da aziende...