Un esperimento

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Nessuna risposta

  1. Tonguessy ha detto:

    L'articolo non specifica per quale motivo il "fanatismo monetarista della BCE" dovrebbe portare alla "guerra civile interetnica". 

    Quello che sta succedendo in Grecia, ad esempio, è solo ribellione dei cittadini contro le misure draconiane pretese dai garanti del credito verso Atene, e non mi risulta ci sia alcun aspetto etnico correlato, a meno che non consideriamo i bankster un'etnia. Perchè e come ciò potrebbe portare i Greci ad "agire in maniera folle" non è dato sapere.

    Bifo manca totalmente di analizzare la dura reazione dei Greci (seguita a quella degli Islandesi) che ha gran poco da condividere con l'atteggiamento remissivo e depresso delle italiche genti (troppo simile alla "impotenza riflessiva" inglese) e che trova invece paralleli con certa bellicosità dei Francesi.

    Tra i presupposti dell'attuale crisi non cita l'attacco preordinato da parte degli USA per mantenersi a galla a spese dell'Euro, nè  una possibile deriva di tipo speculativo globale, ma lascia piuttosto intendere che sia tutta una questione interna alle politiche economiche dell' UE. 

    Il punto di forza dell'articolo è il penultimo capoverso, Facebook e la virtualità che appaga mentre la realtà immiserisce

  2. Cruciani Battista ha detto:

     
    L'articolo di “Bifo” è scritto sull'onda emotiva degli eventi “straordinari e terrificanti” i quali, a suo dire sarebbero l'inizio di un possibile collasso europeo. Quali sarebbero i sintomi del collasso? La crisi finanziaria della Grecia la quale non potrebbe sopportare “il diktat delle agenzie finanziarie” che l'avrebbero spinta nel baratro della crisi. Forse l'Autore avrebbe potuto spendere due parole sul fatto che la Grecia ha per anni fornito dati falsi; che i cittadini greci hanno sostenuto un sistema dal quale avevano una serie di benefici che erano pronti a prendere a piene mani (comprese le pensioni di reversibilità agli eredi). Naturalmente non sono difendibili gli speculatori, non sono difendibili le agenzie di rating che sembrano al servizio degli speculatori; ma sono difendibili i greci? In queste condizioni perché si dovrebbe passare dal rischio del collasso europeo all'opportunità di una democrazia migliore? Non si possono riscontrare nelle condizioni attuali delle formulazioni democratiche avanzate in Europa; le democrazie nazionali sono in crisi e non sono in grado di difendersi dalle speculazioni; la soluzione alle crisi non sembra richiedere né proporre maggiore democrazia, ma maggiore controllo, maggiore concentrazione di potere assegnato agli Stati più solidi economicamente.

  3. Atragon ha detto:

    provo a dire la mia. in maniera molto esemplificata, le banche ti possono "strozzare" solo se tu sei debitore nei loro confronti.e sei debitore solo se hai speso più di quanto guadagnavi, chiedendo prestiti per spendere soldi che non avevi in tasca.molto semplice, molto vero. nessuna banca ti può ricattare se non hai debiti. e non hai debiti se spendi i soldi che hai, e non quelli che hai preso in prestito. se lo stato è formato da milioni di cittadini che contraggono debiti, rappresentati da politici che contraggono debiti, si arriva ad un punto in cui il creditore può fare di te ciò che vuole. siccome non ha convenienza a farti fallire, ti presta altri soldi e intanto riscuote gli interessi.

  4. marco ha detto:

    Controbatto l'ultimo commento (atragorn): non è vero che le banche possono strozzarti solo se sei loro debitore.
    Semplificando parecchio, l'acme della crisi greca arriva quando lo Stato ellenico non può più pagare i suoi titoli di credito che per anni hanno garantito rese molto alte rispetto a quelli di Paesi più "solidi" (la famosa forbice coi titoli tedeschi).
    Quei titoli sono stati acquistati a prezzi bassi dalle banche, e rivenduti sotto forma di investimenti ai clienti delle banche. Quando andiamo a fine mese a mettere lo stipendio in banca e ne stiviamo una parte in fondi d'investimento che hanno rese migliori del semplice conto corrente, i soldi finiscono in Grecia. Sempre che non finiscano in droga afgana o in armi italiane vendute alla Turchia, ma questo è un altro discorso.
    Quindi siamo corresponsabili dello stringimento del nodo della cravatta. Oggi è toccato ai greci (alquanto allegrotti peraltro nella gestione dei loro stipendi), domani chissà.
    Il modello che riposa dietro a quest'apparenza è fallimentare. Questo Bifo non lo dice, per il resto, a parte qualche semplificazione eccessiva, concordo
    marco

  5. Atragon ha detto:

    caro Marco,
    lo stato ellenico resta strozzato perchè è debitore delle banche. se non avesse creato debito chiedendo a prestito tramite il sistema bancario i soldi per pagare i suoi impiegati, politici, medici, insegnanti, ecc., non avrebbe nessune debito da restituire alle banche stesse. e quindi siamo sempre lì. quando spendi più di quello che guadagni, devi chiedere un prestito. e chi ti finanzia? alla fine del percorso le banche, che possono farti fallire chiedendoti il rimborso del prestito. e non certo il singolo risparmiatore che ha investito in titoli di stato greci. esemplifico al massimo, ma il processo è questo. non siamo noi risparmiatori di fine mese che possiamo determinare il fallimento della grecia, ma i grandi investitori e cioè le banche. e possono farlo in quando lo stato greco è loro debitore.
    un saluto cordiale.

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