Chi non lavora non mangerà

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  1. Tonguessy ha detto:

    Sono d'accordo con queste osservazioni. Pare che le cose "succedano da sè", basta pensarle. Il cambio di paradigma tanto auspicato avviene per spostamento di "massa critica" dove questa non è, come nella realtà, frutto di un braccio di ferro estenuante tra le due parti (tipicamente padronato e lavoratori), ma miracolo del pensiero pensato.

    Non serve quindi lottare mettendo in conto non solo successi e sconfitte ma soprattutto tempo ed energie spese. Secondi questi pensatori del nuovo millennio il buonismo, il politically correct da salotto è la chiave che aprirà le porte del cambiamento.

    Questi signori si dimenticano le forze oscure che stanno manovrando affinchè tale cambiamento non avvenga. Tali forze oscure usano tanto violenza che propaganda.

    La violenza serve ad ammazzare chi si oppone fieramente contro gli interessi del capitale e si muove per favorire gli interessi delle genti. Il teatro odierno è in sudamerica, fucina di cambiamenti epocali mal graditi dalle multinazionali e dai politici da loro pagati.

    La propaganda invece fa credere che con il buonismo, il profilo basso, le voci sussurrate, le tecniche new age si raggiungano i risultati migliori.

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