Noi vogliamo l’uguaglianza (parte II)

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Una risposta

  1. max ha detto:

    Sullo slogan dei pacchi, aggiungerei che non mi risultano ne denunce per maltrattamenti, ne provvedimenti, ne ostacoli alle madri che autonomamente, dopo la separazione, decidono di portare i figli a centinaia di km di distanza, dove però il bonifico arriva comunque..i figli non sono pacchi solo quando devono vedere il padre.
    Più in generale, a leggere l articolo 36 della costituzione, non deve esistere un lavoratore che nonostante abbia un lavoro non possa vivere una vita dignitosa ( e la dignità prevista dalla costituzione, non era certo un tozzo di pane, ma comprendeva, fra le altre cose, l’abitazione e la possibilità di formazione del risparmio..). tutto questo a prescindere dalla situazione matrimoniale. Invece abbiamo padri separati con doppio lavoro che dormono in macchina….forse non sarà possibile garantire tutto questo ( io non lo so) ma è chiaro per me che se non si può garantire tutto, quello che deve soccombere non è la dignità del lavoratore, ma per esempio il diritto all’assegno di divorzio. Un paese civile non può più permettere la schiavitù, condizione a cui oggi il capitale vuole avvicinare un po tutti i lavoratori, ma vissuta pienamente dai padri separati e solo da loro: un pluriergastolano vive una condizione più desiderabile.

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