Dipendenza dell'Italia e 'nodo' sull'evasione/elusione fiscale

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  1. Eugenio Orso ha detto:

    La connessione fra debito pubblico in espansione, evasione ed elusione fiscale e dipendenza totale dell’Italia dagli USA rappresenta certo un punto di vista interessante.
    Mi permetto di fare alcune osservazioni in proposito.
    [a] In primo luogo, per quanto riguarda l’ormai assoluta dipendenza dell’Italia dagli USA, ricordiamo che l’Italia, in quanto paese occupato e soggetto ad un governo collaborazionista dell’invasore, possiamo pensarlo diviso “in settori”, come la Berlino postbellica, poiché la dipendenza è altresì nei confronti del FMI, della UE/ BCE e infine, da un punto di vista squisitamente militare-geopolitico, dalla NATO. Le potenze occupanti del “sacro suolo” della patria sarebbero queste, in luogo degli americani, dei russi, dei francesi e degli inglesi nella Berlino divisa, anche se non c’è una diretta presenza militare sul posto.
    In verità, se è vero che l’intera Europa occidentale per i neocon americani era paragonabile ad un bel magnete (con grande capacità di attrazione) saldamente nelle mani degli Stati Uniti d’America, io sostengo che gli stessi States sono a loro volta uno strumento – economico, valutario e militare – nelle mani della Global class neocapitalistica, che rappresenta il vero potere imperante.
    Gli States sono uno strumento importante (forse ancora per un po’ il più importante), ma pur sempre uno strumento che in futuro i globalista potranno dimettere.
    Gli USA di oggi non sono paragonabili a quelli dello scorso secolo, e non rappresentano un imperialismo autonomo vecchio stile, ma, come detto, uno strumento economico, valutario e militare dell’”imperialismo finanziario privato” (chiamiamolo pure così) del terzo millennio.
    [b] In secondo luogo, la lotta all’evasione(/ elusione) fiscale agitata propagandisticamente dal governo Monti non potrà mai toccare la grande evasione fiscale, che è espressa dai membri della classe dominante globale, o ledere irrimediabilmente gli interessi delle grandi organizzazioni criminali, alleate dei globalisti.
    Una, dieci, cento, mille Cortina, investite dai blitz, non risolveranno il problema né daranno “una boccata d’ossigeno” ai conti pubblici, e questo il rinnegato Monti e i suoi complici locali lo sanno bene.
    Si potrà colpire al più la piccola e la piccolissima evasione, coerentemente con il disegno di “riplebeizzazione” di una parte rilevante dei ceti medi postbellici non legati al lavoro dipendente (perché questi ultimi, quelli legati al lavoro dipendente pubblico e privato, sono stati già da qualche tempo ridotti a mal partito).
    Infine, anche se la lotta contro la piccola evasione fiscale (mai contro la grande, ben fornita di coperture internazionali, disponibilità di paradisi fiscali, servizi delle “stanze di clearing”, eccetera), porterà concretamente a raggranellare qualche risorsa consistente, ciò non rallenterebbe le privatizzazioni, le svendite del patrimonio pubblico, la demolizione del welfare, perché tali risorse finirebbero nella “pancia” della Global class.
    [c] In terzo luogo, crisi e “stato d’eccezione” (ben simboleggiato dagli esecutivi Monti e Papademos) non finiranno mai, perché la crisi è elemento strutturale irrinunciabile del Nuovo Capitalismo.
    Si cercherà di prolungare più a lungo possibile il ricatto del debito nei confronti degli stati (fino a farlo diventare permanente?), e di sottrarre alla cosiddetta consultazione popolare “sine die” le politiche strategiche nella scassata dimensione statuale.
     
    Saluti
     
    Eugenio Orso
     

  2. Francesco Mazzuoli ha detto:

    Mi ricollego a quanto scritto da Eugenio Orso. Io credo – e i fatti sembrano al momento darmi ragione – che la "crisi" sia programmata a tavolino, e lo stato di emergenza sia reso permanente, perchè in nome di esso possono passare provvedimenti che senza tale giustificazione scatenerebbero l'insurrezione popolare.
    Bisogna vedere, però, quale è il punto di rottura, perchè in qualunque fenomeno sociale, c'è sempre una soglia critica. Il punto di rottura è atteso e programmato e in questa chiave bisogna leggere le trasformazioni in atto nell'arma dei carabinieri e la formazione della Eurogendfor, o gendarmeria europea.
    Le manovre economiche a scopo  recessivo, acuiranno la crisi e giustificheranno privatizzazioni del welfare e dei servizi e una cessione totale alla Ue anche della sovranità fiscale.
    La rivolta popolare, a quel punto inevitabile, sarà usata per imporre una dittatura militare che sarà l'unico modo di tenere insieme il regime dittatoriale ed ultraliberistico europeo.
    Francesco Mazzuoli

  3. stefano.dandrea ha detto:

    Francesco, non sono così pessimista.

    O meglio, le cose andranno esattamente come dici tu. Se tuttavia al momento del dunque avremo ogranizzato un Comitato di Liberazione Nazionale, l'esito non è scontato. In questo senso io sono più ottimista. La sotira ci darà la nostra possibilità. Sapremo giungere preparati al momento critico. Sapremo essere valorosi? Sapremo essere disciplinati e coraggiosi? Sapremo rinunciare a declamazioni, punti di vista morali o politici estremistici? Sapremo trovare l'unità?

    Intanto impegnamoci. A presto

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