La Rivista di Riconquistare l'Italia

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C'è almeno un falso tra le "foto simbolo del decennio"

di Stefano D'Andrea Il 9 aprile 2003 non c'era nemmeno un iracheno in piazza a festeggiare la caduta della statua di Saddam Hussein: guardate questo video. L’agenzia reuters ha scelto le “foto simbolo dell’ultimo decennio”. Ne dava notizia, qualche giorno fa, il quotidiano La stampa, il quale, sul suo sito internet, ha pubblicato dodici “foto simbolo del decennio”.  Chi sa per quale ragione gli amministratori di una agenzia di informazione si arrogano il titolo di...

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La libertà è un altalena

di Francesca Recchia   Ė venerdì pomeriggio, il giorno dedicato alla famiglia: l’aria è fresca e pulita dopo la pioggia, il parco è affollato. Musica a tutto volume, gruppetti di ragazze che chiacchierano sedute sull’erba, coppie timide che si tengono per mano.    Passeggiando ci fermiamo per una chiacchiera nella parte del parco attrezzata per i bambini: genitori seduti sulle panchine che guardano i bambini correre e andare su e giù su scivoli e altalene....

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Alouin

di Tonguessy     La sindrome del colonizzato è quella malattia sociale che scarta come sottoprodotti culturali tutto ciò che andava localmente bene fino a ieri e pone in sua vece tutto quello che il colonizzatore propone.   Si è assistito così al progressivo svuotamento della festa della befana a tutto favore dell'importato babbo natale (sponsor ufficiale: coca cola) con tanto rosso e le strisce bianche. Peccato si fossero dimenticati le stelle su sfondo blu,...

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La riforma del gattopardo

di Alessandro Dal Lago fonte Il Manifesto Ogni discussione seria sulla situazione dell'università (e quindi sul Ddl Gelmini) non può che partire da un accordo preliminare sulla funzione dell'istituzione accademica. Da un paio di secoli circa, qualsiasi università degna di questo nome si basa su un presupposto semplice: l'unico fine che la formazione superiore dovrebbe servire è la conoscenza in quanto tale. Da Kant e Wilhelm von Humboldt al cardinale Henry Newman, senza dimenticare Max...

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Dobbiamo ribellarci a un sistema economico che invade ogni spazio e non produce più cose, ma marchi

La pubblicità è uno strumento di dominio e conforma i cittadini, concorrendo, forse più di ogni altra forza, a renderli consumatori. Abbiamo già avuto modo di illustrare che nessuna teoria e azione politica radicale è possibile e anzi pensabile, se essa non prevede una "guerra alla pubblicità" (si legga qui ). E mostreremo che la liberazione dalla condizione di consumatori (sulla quale si legga qui) consiste in primo luogo nella liberazione dalla nostra condizione di soggezione nei confronti...

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Statistica: il fondamento della disuguaglianza.

Brevi notazioni sul concetto di normalità di Vincenzo Shibolleth Viviamo nell’era post moderna: da tempo, profeticamente, è stata annunziata la “morte di dio”; drammaticamente, abbiamo già assistito alla “decapitazione dei re” e alla “rovina dei palazzi”. Che il pensiero si articoli non secondo ma “contro il metodo” è dai più avvertito siccome necessità. Eppure in questo scenario, fa ancora parte delle comuni esperienze linguistiche il concetto di “normalità”. E a esso sembra riservato, addirittura, un...

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La "tutela del consumatore" nell'epoca della spoliazione dei diritti

di Stefano D’Andrea Consumatore è termine polisemico. Esprime, almeno, tre concetti: giuridico economico sociologico. Il meno noto dei tre è forse il concetto giuridico. Eppure esso ha una rilevanza notevole, che tuttavia sfugge ai più, i quali sono ingannati dalla propaganda e dalla mitificazione mediatica. Muoviamo dall’interrogativo di fondo, che è il seguente: se le normative di tutela del consumatore ci difendono, nella nostra qualità di uomini, cittadini e lavoratori, come mai quelle normative sono...

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Quando il consenso all'Europa è solo un inconsapevole affidamento acritico. Il caso Spagna.

di Cinzia Bernardini   Sabato 10 ottobre anche il Presidente polacco Lech Kaczynski ha firmato il Trattato di riforma dell’Unione Europea dopo il “si” dell’Irlanda al secondo, imperterrito, referendum a cui la popolazione si è sottoposta dieci giorni fa. Le parole pronunciate da Kaczynski prima della firma, però, hanno voluto precisare il concetto che, nonostante le ultime evoluzioni, l’Unione Europea è e rimane un’unione di Stati sovrani che deve restare aperta per accogliere altri membri...

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Il Fascino del buon tiranno

Finalmente mi ero deciso a scrivere una recensione al libro di Luciano Canfora, “La natura del potere”, Bari, 2009, libro che aveva ispirato il capoverso n. 47 del Manifesto del Fronte Popolare Italiano. Curiosando con google ho scoperto che era stata scritta una eccellente recensione da Sergio Romano, uno degli italiani più intelligenti, recensione che, al tempo, mi era sfuggita e che non avrei mai saputo eguagliare. Perciò, rinuncio a scrivere la recensione e propongo...

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La storia del peshmerga senza naso

di Francesca Recchia A volte capita così che un pomeriggio malinconico si trasforma in una storia da raccontare. Anna mi telefona e mi chiede se ho voglia di accompagnarla a fare un "sopralluogo" nel giardino di un suo collega di lavoro, che le ha chiesto qualche idea per la casa che vuole progettare nel suo villaggio d´origine. E così partiamo, su una macchina che è in sè un´avventura, forse un tempo blindata, con un grande...

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GEAB 38 parte III – Rischio Paese 2009-2014: l’incrocio tra le due fasi terminali della crisi

Fonte: informazione scorretta traduzione di Felice Capretta Cinque gruppi di Paesi, sviluppi molto diversi Secondo i nostri ricercatori, l’ampiezza della fase di impatto della crisi sulle varie nazioni del pianeta è commisurata al loro grado di resistenza all’esplosione del detonatore finanaziario (circa 2 anni fa) e alla loro abilità di fare da cuscinetto all’impatto sociale che è stato, per poco meno di un anno, il nocciolo della crisi. Più una nazione è “immune” a questi...

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GEAB 38 parte II

Fonte: informazione scorretta traduzione di Felice Capretta   – 1 – Quattro vincoli strategici per l'UE  1. Affrontare il fallimento del sistema monetario basato sull' USD e non diventare impotente quando 1 EURO varrà 2 USD Come recentemente sottolineato dagli economisti di Natixis, se non fosse per le enormi quantità di dollari acquistati dalla Banca centrale europea, un euro varrebbe già due USD. La loro analisi risale a diverse settimane fa, cioè prima della fuga...