Il peggiore errore nella storia della razza umana-1

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Nessuna risposta

  1. stefano.dandrea ha detto:

    Caro Tonguessy,

    ti confesso che non riesco a giungere fino a questo livello di antiprogressivismo. Forse mi sento legato alle grandi opere della poesia antica concepite quando già vi era agricoltura e pastorizia. Forse do troppo valore a opere umane – soprattutto opere dello spirito – concepite dopo quello che sarebbe stato il più grande errore. Forse credo che dovevamo giungere persino al punto in cui siamo giunti, per poi sollevare i dilemmi sui quali si interroga questo blog, tracciare una linea e cercare di percorrerla. Forse perché fino a pochi decenni fa erano ancora "molti" gli uomini coraggiosi, colti, nobili d'animo e profondi di spirito.

    Dal saggio rafforzo l'idea che bisogna stare attenti alle comodità: in pochi millenni si arriva facilmente dall'agricoltura (e ci può stare) al "tutto incluso" nei villaggi vacanze. Dove "tutto" (incluso) è tutto ciò che il gestore decide di offrire: molto di più di ciò che tu avresti capricciosamente desiderato se non ti fosse stato offerto.

  2. Tonguessy ha detto:

    Carissimo Stefano,

    i tuoi dubbi sono assolutamente significativi e comprensibili. Quanto a fondo siamo disponibili ad andare? Quanto siamo diposti di portare all'interno della nostra consapevolezza nozioni e fatti significativi senza rischiare di perdere le coordinate che ci permettono di navigare nel tempestoso oceano della vita?

     

    Occorre a questo punto una precisazione: cio' che il Progresso ha donato all'umanita' in tempi antichi (la "conquista" del"benessere" agricolo) e' ben misera cosa rispetto alle "conquiste" ed al "benessere" attuali. La situazione si e' evoluta al punto da far rimpiangere anche alle menti piu' brillanti come la tua i valori ancora presenti nel periodo aureo dell'agricoltura. Tutto vero. Ma se la progressione e'questa (e purtroppo noi abbiamo perso qualsiasi traccia dei riferimenti originali) cosa pensi che fossero i valori originali di prima dell'avvento del peggiore errore?

    Non pretendo di avere la risposta ultima, ma saggi come questi che sono costretti a vivere nel limbo dei pensieri troppo radicali per poter essere adeguatamente pubblicizzati, possono almeno offrici delle prospettive che noi, avezzi da millenni a strutturalismi logici di un certo tipo, mai avremmo potuto affrontare. E di questo bisogna ringraziare certi ricercatori.

     

    La Vita non e' esattamente cosi' come ce l'hanno insegnata. Se ne sei consapevole, cio' che viene contrabbandato per enorme avanzamento puo' diventare una enorme truffa.

  3. buzz ha detto:

    Molto interessante, sotto il profilo storico. Ovviamente utopico trarne ispirazione sociale.
    D'altro canto, non credo che agricoltura e pastorizia siano nate per caso. Un vantaggio, almeno nell'immediato doveva pur esserci.
    Credo che la maggior parte dei problemi che l'agricoltura sembrerebbe aver portato con sé non dipendono in maniera diretta dall'agricoltura, quanto da una serie ci circostanze rese possibili da essa. La concentrazione di molti esseri umani nello stesso luogo ad esempio (le città). Le divisioni del lavoro. L'accumulo di ricchezza, la stratificazione sociale. Eccetera.
    Tutte cose che cacciare/raccogliere non permette. E tuttavia, la maggior sicurezza inerente all'accumulo permesso dall'agricoltura è evidente. Poi questo porta con sè il bene, ma anche il male, in seconda battuta.
    Quindi avere una posizione ideologica su questo argomento è un po' assurdo.
    Sarebbe necessario imparare la lezione… ma chi sarebbero i discepoli in grado di applicarla?

  4. Andrea T ha detto:

    Interessante davvero! Sostengo la tesi di Tonguessy…
    Credo che i popoli indigeni (relitti) sul nostro pianeta ancora presenti, se pur in via d'estinzione, possano insegnarci molto. Da qualunque punto di vista li si osserva. Sono culture remote così meravigliosamente distanti dal pensiero moderno. I loro riti, i loro usi e tradizioni, il loro conoscere la natura in cui si mouvono come noi ci muoviamo in casa nostra.
    Per quanto riguarda l'agricoltura e l'allevamento, credo che sicuramente la concentrazione di molti uomini in spazi ristretti (perchè le provviste non mancavano) abbia causato l'inizio dei flagelli e delle malattie che tutt'oggi colpiscono tutti. Ma la cosa grave è che queste malattie (malaria,tifo,tubercolosi,peste,morbillo…) non hanno ucciso solo noi civili! Anzi ora noi ne siamo praticamente immuni…La cosa inaccettabile è che dopo esserci sedentarizzati, aver generato i malanni, averli debellati, li abbiamo esportati alle popolazioni di selvaggi! Questi ultimi, in grandissime percentuali, sono state sempre spazzate via dal contatto con l'uomo bianco! Questa è la dimostrazione che il progresso ha portato sofferenze prima a chi lo ha creto, ma soprattutto a chi se ne è ben vuoluto tenere distante, ma che lo ha subito disastrosamente…

  5. Giorgio Buquicchio ha detto:

    Sono d’accordo con i ‘paleo’ sull’alimentazione, che deve essere varia a base soprattutto vegetale, senza giungere agli eccessi ‘vegani’! Quindi poca carne soprattutto di polli ruspanti o comunque di animali che si alimentano brucando l’erba o autentica cacciagione! Teniamoci però il più possibile i vantaggi culturali, medici, civili e moderatamente anche tecnologici…Senza eccessi però! E soprattutto riprendiamoci la nostra Sovranità! Politica e soprattutto economica! Ci serve una Banca Centrale che protegga una nostra peculiare Moneta!!

  1. 6 gennaio 2012

    […] Jared Diamond nel Maggio 1987 scrive (Traduzione a cura di  Tonguessy) […]

  2. 4 agosto 2012

    […] [1]http://www.appelloalpopolo.it/?p=3533 […]

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