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Nessuna risposta

  1. Claudio Martini ha detto:

    "Qui si apre una questione spinosa: perchè ciò che decide la "maggioranza" dev'essere necessariamente "giusto"?"
    Direi che è Socrate che ci dà una chiara risposta, una risposta per cui si è sacrificato: la Verità non può essere espressione della maggioranza del momento, e il singolo (il filosofo) potrebbe avere ragione pur in contrasto con la propria counità.

  2. Tonguessy ha detto:

    Come ho già avuto modo di dire ci sono stupefacenti analogie tra il processo di Socrate e quello di Galilei. Ad entrambi, ad esempio, furono fatte delle "offerte di pace" che vennero sdegnosamente rifiutate e portarono ai risultati che conosciamo.
    La questione vera salta fuori rovesciando i normali termini del discorso; siamo abituati a vedere come LORO avessero la Verità e gli altri no, ma questo è un lusso che ci viene concesso adesso, e che allora non era minimamente garantito. Se ragioniamo in termini di relativismo culturale (alla Protagora) ci dobbiamo chiedere perchè una società strutturata (nel bene e nel male) debba cedere alcuni princìpi su cui si fonda per dare retta a chi (nel bene e nel male) ne propone di diversi
    Socrate viene quindi ritenuto un pericoloso nemico politico che contesta quei valori di cui i capi del governo credono di avere il sicuro possesso e che vogliono imporre ai cittadini, ci informa Wiki.
    Ora: qualsiasi cultura (quindi sistema politico) si fonda sull'accettazione  dei criteri di valutazione (impianto morale) che la rendono "efficiente". Da questo punto di vista Socrate non era diverso dai politici che criticava. A modo suo era "efficiente" così come era "efficiente" la democrazia ateniese (identica in tutto e per tutto alla società aristocratica-latifondista sotto questo punto di vista).
    Il vero problema quindi non può essere la presunta "verità" e su chi la detiene. Esiste qualcos'altro. E cioè la necessità del cambiamento che va commisurata alla capacità di cambiare. Panta Rei, affermava Eraclito: tutto diviene. Socrate commise un errore madornale: credere di possedere la Verità. Se avesse adottato le tecniche dei sofisti la diatriba sarebbe probabilmente scemata in scaramucce procedurali. Per i sofisti, infatti, non esiste alcuna verità ed è credo impossibile, facendo leva sulla loro famosa dialettica e retorica, non convenirne. Viceversa la Verità mette a nudo nervi scoperti e ferite ancora non rimarginate, ovvero la non ancora digerita parte del Panta Rei. Non dimentichiamoci che Socrate fu maestro di Crizia, aristocratico quindi antidemocratico, che sosteneva gli dei fossero stati inventati per scopi di controllo (potere). Ci sono tanti elementi che vanno valutati e che portano molto lontano dalla vulgata popolare.
    Questo per arrivare ad una conclusione: il cambiamento non può essere forzato da una qualsivoglia minoranza. Le Brigate Rosse sono un'esempio recente di quello che in realtà stava per succedere negli anni '60, ma che ormai negli anni '70 non aveva già più senso. Un partito politico, nello specifico,. ha successo quando cavalca l'onda del cambiamento necessario. Si spiega così il successo di Berlusconi e Bossi e la scomparsa della Dc e del PCI, partiti che non hanno saputo rinnovarsi. Un partito intelligente, poi, sa coniugare le necessità di cambiamento che sono nell'aria con una forte vocazione alle cause popolari (ma non populiste) ma senza la vocazione al martirio. E' tutto da discutere che Socrate sia stato più "utile" da morto che da vivo (se si esclude l'opinione di Santippe, ovviamente)

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