La situazione

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Una risposta

  1. Mourad Imanebasta ha detto:

    Rifletto solo sulla seguente complessa asserzione dell’autore:

    “Siamo appena entrati in una nuova epoca e noi siamo determinate, e credo valide, avanguardie che hanno davanti ostacoli epocali”.

    Mi pare che essa contenga almeno due (2) giudizi infondati (presupposti non spiegati):

    Il primo: siamo in una nuova epoca.
    Se l’epoca è quella inaugurata dal capitale (con la sua società), non siamo affatto in una nuova epoca.
    Se l’epoca è un’altra, bisogna chiamarla altrimenti e spiegarla in base ad una differenza specifica rispetto alle altre epoche.

    Il secondo: siamo avanguardie.
    Le avanguardie (o élites) hanno fatto e stanno facendo cattiva mostra di sé da diversi secoli (in particolare dalla Rivoluzione francese), principalmente perché, nonostante il loro antagonismo “politico”, in profondità si sono ritrovate a condividere le medesime categorie di pensiero degli avversari dominanti…
    Essere avanguardie in questa accezione sarebbe oggi già di per sé disdicevole (per le sorti della specie in quanto tale, non solo per quelle della nostra terra patria…).
    Tuttavia, se questo fosse il caso del FSI non si dovrebbero mai e poi mai produrre quel moto autoconsolatorio e quell’invito alla pazienza che l’autore esterna invece ai sodali: perché un’avanguardia di quel tipo non si consola e non pazienta mai per principio, poiché è tutta e sempre animata dal fervore inestinguibile che le dona il principio-volontà, lo stesso subalterno (al capitale) principio che induce nei suoi esponenti il famoso “coraggio del fare” o, più prosaicamente, il politicistico e subdolo “fare per il fare” (per “avere successo” o per “stare a galla”)…
    Allora: o di avanguardia non si tratta (e allora occorre spiegare cosa di differente può essere) o vi è un profondo fraintendimento teorico e storico circa la natura e il ruolo delle avanguardie alle quali si pretende di appartenere…

    Occorrerebbe appunto fermarsi a riflettere (è anche agosto).
    Saluti.
    Mourad Imanebasta

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