La Rivista di Riconquistare l'Italia

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Ai giovani delle Università italiane*

O giovani, voi siete d’una terra che fu grande oltre ogni altra, grande, essa sola nella storia d’Europa, due volte, e sarà grande la terza. Le vostre Università diffusero istitutori e scienza a tutti i popoli. Le vostre scuole filosofiche cacciarono fin dal XVII secolo i germi, pur troppo inavvertiti fra noi, delle dottrine che diedero e danno vita alle scuole Francesi e Tedesche. Il vostro intelletto, potente quanto quello d’ogni altra contrada, è più...

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Sovranismo e forma. Teorie dialettiche e Costituzione (1 parte)

di JACOPO D’ALESSIO (FSI Siena)   Le norme morali sono nate per facilitare la coesione e la sopravvivenza del gruppo nelle difficili condizioni delle società primitive, e la religione è intervenuta (…) per garantirle e dare loro appunto una fondazione originaria inattaccabile dallo spirito del tempo Costanzo Preve     Di questo moto costruttivo, di questo divenire della classe come soggetto, nell’impostazione di Fortini, l’estetica, l’arte in generale, è componente fondamentale. E per due ragioni: innanzitutto, per...

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La politica in TV*

di ANDREA FRANCESCHELLI (FSI Pescara) Il declino delle classi dirigenti politiche è un fatto innegabile. E non è un fenomeno solo italiano, ma internazionale. Al declino delle classi dirigenti si è ovviamente accompagnato un declino, anzi, un imbarbarimento della base e dell’elettorato. E mi sembra che anche questo sia un fatto innegabile. In questa trasfomazione in peggio, sia di chi è preposto al governo della cosa pubblica, sia di chi è preposto alla sua (s)elezione,...

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L'Unione europea e la proliferazione delle scommesse in Italia

GIOCHI E SCOMMESSE La necessità di occuparsi della disciplina dei giochi e delle scommesse è data dall’ampiezza raggiunta dal fenomeno e dalle notevoli, ancorché non adeguatamente percepite dall’opinione pubblica, problematiche poste dal cosiddetto “gioco pubblico”. In effetti, nell’arco di poco più di un ventennio in Italia si è assistito a una radicale trasformazione del rapporto fra i cittadini e il gioco d’azzardo e le scommesse, che tradizionalmente erano oggetto di una disciplina restrittiva. Dal 1993...

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La lezione di Giovanni Gronchi

di LUIGI LONGO (www.conflittiestrategie.it) Sul “Corriere della Sera” del 5 luglio 2011 Sergio Romano, nel rispondere alla lettera di uno studente universitario, che si chiedeva perché, nel 1957, l’allora ministro degli Esteri Gaetano Martino, d’intesa con il presidente del Consiglio Antonio Segni, avesse bloccato la lettera del presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, indirizzata al presidente Dwight D. Eisenhower in cui proponeva “consultazioni speciali tra i due Paesi nel Mediterraneo e nel Medio Oriente” in seguito...

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La rivolta per i compiti a casa

di PAOLO DI REMIGIO (FSI Teramo) Il rifiuto di fare i compiti per le vacanze voleva essere un ultimo gesto contro l’autorità della scuola[1], ma è sprofondato nelle sabbie mobili di una imperturbata tolleranza: la scuola non ha reagito punitivamente; configurata infatti secondo il modello dell’ospizio, come potrebbe scomporsi se un suo cliente non segue delle prescrizioni dettate più dall’abitudine che dalla convinzione? Rifiutarle, anziché essere un’azione di impavida rottura, somiglia piuttosto all’accanimento contro un...

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Perché dico no al federalismo*

di STEFANO D’ANDREA * Articolo pubblicato su Appello al Popolo il 30 gennaio 2011, nel quale si trova, tra l’altro, questa chicca: “La crisi economica – si tratta di incertezza per tutti e di povertà per alcuni – potrebbe durare un decennio o due” (Larry Summers ha avanzato la tesi della stagnazione secolare soltanto alla fine del 2013!). *** Non ho obiezioni di principio contro il federalismo, anche se, a rigore, il federalismo vero è quello...

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Le chiamano "foglie morte"

di LUCIA BIASCO (FSI Foggia) Le chiamano “foglie morte”. Non sanno che quando muoiono nutrono la terra. Non sanno che una volta a terra rendono più forti le radici e fanno sbocciare frutti più succosi e fiori più tenaci. Così i figli di quest’Italia. Vi sono figli che non si stanno arrendendo. stanno seminando. senza fretta, senza clamore. non si illudono e non illudono che sia semplice. la terra è arsa. da tempo la democrazia non...

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Il contributo dei patrioti Arbëresh al Risorgimento (2a parte)

di GIUSEPPE FERRARI (storico e teologo) Nel primo parlamento partenopeo siedono vari deputati albanesi, tra i quali Domenico Mauro e Muzio Pace. Con questi partirono alla volta di Napoli un bel nucleo di loro amici di fiducia, una specie di guardia del corpo. Nella famosa rivolta della Capitale erano più d’uno i nuclei albanesi di agitazione. Famoso si rese un prete albanese di Plataci: Angelo Basile, autore della tragedia Ines de Castro, composta in albanese...

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La storia lagnosa, la storia orgogliosa e la storia vera*

di  STEFANO D’ANDREA Ecco, in sintesi, la narrazione ormai dominante della storia d’Italia. Il risorgimento fu una conquista. L’Italia liberale fu un’italietta dai mille difetti. Il fascismo fu una dittatura che instaurò un sistema politico autoritario e imperialista e che condusse il popolo italiano alla catastrofe della seconda guerra mondiale. Alcuni resistenti non erano democratici e volevano instaurare la dittatura del proletariato; inoltre, dopo la fine della guerra, una parte di essi si vendicò nei...

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Il contributo dei patrioti Arbëresh al Risorgimento (1a parte)

di GIUSEPPE FERRARI (storico e teologo) Parlare del contributo degli Arbëresh [gli Albanesi d’Italia, ndr] alla grande Causa Nazionale non è soltanto fare la storia del gesto di Agesilao Milano o delle gesta di Pasquale Baffi, di Mons. Bugliari, dei Pace, dei Mauro, di Damis e di tanti e tanti altri. Costoro non furono che dei valorosi capi di numerose schiere di combattenti, condotti sì da essi alla battaglia, ma non sempre da essi organizzati....

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Piero Calamandrei su quel che resta da fare

«Gli uomini della Resistenza devono aiutare i nostri giovani» No, il compito degli uomini della Resistenza non è ancora finito. Bisogna che essa ancora sia in piedi. È difficile determinare i suoi compiti; ma tutti sentiamo che c’è ancora qualche cosa da fare. Intanto, c’è ancora da far conoscere, dopo dieci anni, che cosa la Resistenza fu. Gli italiani ancora non lo sanno; anche coloro che ne fecero parte non sanno appieno quanta ne fu...