La Rivista di Riconquistare l'Italia
Nel 1976 i capi di governo e i ministri dell’economia dei sette paesi (USA, Canada, Giappone, Germania, Inghilterra, Francia, Italia) considerati allora i più ricchi del mondo, costituirono il G7. Finora i paesi partecipanti al Gruppo hanno finto di avere pari dignità e di voler fare, più o meno, gli interessi di tutti; ma in realtà hanno svolto il compito di adattare le loro politiche economiche agli interessi degli Stati Uniti d’America. Questa finzione è...
L’arte politica e quella diplomatica impongono alla propaganda di compiere una narrazione non sempre veritiera. Questa dinamica è amplificata a dismisura nell’era in cui viviamo, dove il bombardamento di notizie assorda l’informato, stordendolo e non facendogli capire quale sia il reale gioco delle parti. Al rumore dell’”informazione” va quindi preferito il silenzio delle fonti ufficiali. Il “caso Grecia”, ormai sulla bocca di tutti, ha come protagonisti, da una parte il governo della Rebubblica della Grecia,...
Una volta giunti alla conclusione che si deve uscire, perché l’Unione europea è irriformabile, essendo impossibile prevedere i necessari trasferimenti fiscali – ma in realtà sarebbe comunque meglio tornare a Stati Nazione europei alleati, anche militarmente, punto e basta e metter fine a una castrazione che ha indebolito tutti gli Stati europei, almeno da Maastricht in poi -, la proposta dell’uscita controllata è tanto incoerente da meritare la qualifica di demenziale, ipocrita, pavida o fognatrice....
Come asini sfiniti da carichi pesanti, per un destino infelice versano ai loro padroni la metà dell’intero raccolto che la terra produce… E’ bello per l’uomo valoroso morire, cadere combattendo in prima linea per la patria; ma lasciare la propria città e i campi fertili, diventare un mendicante vagabondo insieme alla madre e al vecchio padre, ai figli piccoli e alla moglie, è la fine più triste di tutte. Lo odieranno tutti quelli presso i...
Il ministro Giannini, di fronte alle proteste contro la riforma della scuola, ha dichiarato alla stampa: “Sbagliato protestare, l’autonomia è di sinistra; vogliamo una scuola autonoma, responsabile e valutabile. Sono i principi della sinistra italiana progressista e illuminata che già aveva indicato Luigi Berlinguer”. È una frase che merita una riflessione. “Sbagliato protestare, l’autonomia è di sinistra”. Di fatto l’autonomia scolastica è stata introdotta con un governo di sinistra, cioè dalla legge Bassanini nel 1997...
Se vincono i si, Tsipras dovrà rispettare la promessa solennemente fatta: “E prendo io personalmente l’impegno di rispettare il risultato di questa vostra scelta democratica qualsiasi esso sia”. Dovrà quindi accettare le condizioni dell’Unione europea e non avrà più margini di trattativa, a parte briciole. Quindi, continuando a governare dovrà attuare una politica economica nell’ambito dei vincoli assunti e, se non sarà più primo ministro o al governo, perché il suo governo sarà stato sostituito...
Come avevo preannunciato in precedenti miei articoli, usciti sia su “Conflitti&Strategie” sia su “Appello al Popolo”, la Grecia si avvia verso il default e molto probabilmente verso l´uscita dall´euro. Ma non lo fa andando via a testa bassa da debitore insolvente ed umiliato. Come nella scena finale di un antico dramma greco, ”Hellas” sta per uscire di scena a testa alta, vincitore morale di una trattativa con la troika durata 6 mesi. Questo lo si...
Se nel referendum vincono i si, Syriza si troverà ad attuare il piano europeo di austerità e impoverimento. Tsipras ha promesso nel discorso che ha annunciato il referendum che egli si sarebbe attenuto all’esito. Tuttavia, non dubiterei che un terzo del partito – l’ala sinistra – vada via o si tiri indietro. Quindi o ci sarà un governo di unità nazionale o si andrà alle elezioni. Se vincono i no, o Syriza accetterà le prevedibili...
Estratti da un articolo pubblicato nel 2011 sul n. 2 della rivista “La comunità internazionale”. L’autore, allievo di Renzo De Felice, è docente di storia contemporanea alla LUISS Guido Carli di Roma. L’uscita di scena di De Gasperi, e quindi la fine della stagione del centrismo classico e l’ingresso in un periodo di “centrismo instabile” proiettato verso la ricerca di nuovi equilibri, non mancò di riverberarsi sul dibattito riguardante il futuro e le scelte di...
Le notizie che vengono dalla Grecia sono molto buone. Sembra che le banche resteranno chiuse fino al 5 luglio e la borsa chiuderà. In qualunque modo finirà questa fase della crisi dell’Unione europea, il momento dello sgretolamento dell’Unione europea sarà più vicino. Nel peggiore dei casi – vincita del si nel referendum, con seguente capitolazione greca (capitolazione che è, ovviamente, soltanto eventuale) – in Grecia avremo crescenti deflazione, disoccupazione e povertà per un altro paio...
Si è conclusa agli inizi di giugno la prima riunione 2015 del Gruppo dei Sette, il vertice delle nazioni più industrializzate: Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Canada (più Commissione Europea e FMI). Il G7 è tornato a essere tale dopo che l’allargamento alla Russia, in vigore dal 1998, è stato sospeso a seguito della politica putiniana che mira a “ricreare i fasti dell’impero sovietico”, secondo le parole di Obama alla conferenza di chiusura. Sentire...
Non è serio il moralismo contro la Troika o contro i terzetto (USA Germania e Francia) o contro la sola Germania. La Grecia ha la possibilità di essere libera e indipendente. La libertà, come sempre, ha un costo. Certamente nel primo anno dopo l’uscita, quando ci sarebbe un crollo del pil, ma probabilmente anche in seguito, quando vi sarebbero rischi di conflitto civile accesso e di golpe, quindi problemi di ordine pubblico. Gli avversari della...
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