Il “Parlamento" europeo, ovvero il Guardiano dei Trattati – l'unica scelta sensata è boicottare le elezioni europee

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55 Risposte

  1. rossana ha detto:

    Lettura illuminante. Ad ogni passo verso la comprensione della gabbia nella quale siamo rinchiusi, capiremo meglio che è solo affrontando la fatica del districarsi nell'analisi della struttura della sbarre, che troveremo la via d'uscita.

    E' solo su questo piano che è necessario concentrare la nostra attenzione, al momento. Gli shows nazionali ci distraggono con questioni prive di significato ai fini di un cambiamento di orizzonte, togliendoci tempo ed energie da dedicare alla comprensione della gabbia europea in cui i criminali nazionali ci hanno spinto a forza.

    Una cosa davvero non è più accettabile: l'accusare "gli italiani" di aver votato fino a ieri persone o partiti sbagliati, e quindi di essere corresponsabili di tutto questo.

    Non è corretto dimenticare che "gli italiani" sono stati (e continuano a essere) bombardati mediaticamente così da finire per adottare una visione dell'Unione Europea presentata costantemente come grassa di opportunità e sorretta da ideali umanitari condivisibili.

    Ci hanno mantito, sempre. Scientificamente, sapendo che solo la menzogna poteva consentir loro di realizzare la perfetta gabbia dentro la quale siamo finiti quasi contenti di entrarci.

    E' tempo di cercare una via d'uscita, di riconoscere la menzogna di cui siamo stati tutti vittime.

    Cercare una via d'uscita è considerare ogni aspetto, ogni idea, ogni possibilità.

    Qualcuno mi dice che perdo un sacco di tempo a leggere cose noiosissime. Rispondo che solo leggendo cose noiosissime posso capire dove può trovarsi quel punto debole che potrebbe far cadere di botto l'intera gabbia.

    Il tutto per dirti grazie di questa analisi sui Trattati.

    Chiarisce alcuni passaggi senza aver capito i quali non si procede.

  2. Andrea Franceschelli ha detto:

    Lo slogan potrebbe essere: "non esiste voto utile per un parlamento inutile".

  3. Vincenzo Cucinotta ha detto:

    Caro Stefano,

    ti trovo molto convincente e documentato nella parte in cui dimostri i poteri limitatissimi del parlamento europeo.

    Tuttavia, alla fine, quando tiri le conclusioni, mi pare che tu sia molto meno convincente.

    Tu sostieni che sia inutile andare lì perchè quella sede non è una sede di decisioni, e sostieni anzi che è solo una questione di visibilità. Già qui, mi pare che la tua conclusione sia alquanto azzardata. Secondo me, quella è una sede dove è possibile costruire delle alleaanze, dei collegamenti a livello europeo.

    Tu pensa ad esempio a quello che ammetto oggi è soltanto un sogno, che l'unica lista presente in tutti i paesi dell'unione fosse proprio quella schierata per il sovranismo: non ammetteresti anche tu che sarebbe un risultato clamoroso che a livello di opinione pubblica europea avrebbe un impatto formidabile? Si dimostrerebbe così che i sovranisti non sono nazionalisti sciovinisti, anzi sono gli unici veri internazionalisti, capaci di collegarsi oltre le frontiere, nello stesso momento in cui rivendicano le sovranità nazionali.

    Ancora di più, mi sembra che le tue conclusioni siano affrettate riguardo al vantaggio dell'astensionismo. Su questo, ormai sono convinto che ci sia in atto un piano chiaramente totalitario a cui l'astenersi alle elezioni sia esattamente il risultato a cui puntano: a forza di avere sempre meno votanti, costoro finiranno col raggiungere l'obiettivo di abrogarne perfino l'esistenza. In ogni caso, non riesco a capire a chi possa fregare se i rappresentanti italiani a Strasburgo siano stati eletti dal 70% o dal 30% dei votanti. Forse sarà poco piacevole per i partiti, ma i partiti ormai contano ben poco, sono solo i servetti dei veri poteri che saranno ben lieti di registrare la crescente disaffezione per gli organismi elettivi: essi non li vogliono, puntano ad eleiminarli, anche quando dotati di poteri così limitati!

  4. Mauro Poggi ha detto:

    Il ragionamento è più che fondato. Tuttavia vedo un problema: il 35% che andasse a votare sarebbe logicamente  filo-europeo, e ciò darebbe ai media la possibilità di annunciare trionfalmente che il 100% dei votanti si è espresso per l'Europa, contro un fronte anti-europeo rivelatosi inesistente; la disfatta degli euroscettici.
     E ribattere (ma ribattere con che mezzi, poi?) che il 65% che non ha votato è anti-euro verrebbe liquidato per indimostrabile e antifattuale.
    Il che mi rode, anche per le ricadute psicologiche di una tale campagna trionfale nei confronti degli indecisi o i dubbiosi – che in quanto tali sono portati in genere a scegliere per le maggioranze, reali o propagandate che siano.  

    • Pao de Açucar ha detto:

      Infatti, e' abbastanza ovvio che sia come dice Mauro.

       

      Ma la cosa divertente sara' se il M5S dovesse fare un nuovo botto elettorale magari superando il 30%, ma basterebbe un 25%.

      Chi si sara' astenuto verra' giustamente considerato acquiescente e schifato come un paria per i prossimi 14 turni elettorali.

       

      Mi raccomdando ARS, astenetevi che vi eliminate da soli, ci conto.

      • Tonino ha detto:

        La mia posizione è che per l'ars non è necessario esprimere una posizione ufficiale circa il voto alle europee. Quella di Stefano D'andrea espressa nel post  è un punto di vista ragionato e personale. Altri potrebbero trovare motivazioni diverse e concludere differentemente. Molti punti di vista potenzialmente esprimibili sarebbero plausibili. Sarebbe utile secondo voi dedicare energie per arrivare ad una soluzione condivisa? Che utilità avrebbe per noi e soprattutto per l'esito del voto? Siamo numericamente irrilevanti e irrelevante è ad oggi la possibilità che abbiamo di orientare il voto. Apriamo un dibattito per capire le nostre capacità tattiche, strategiche, di ragionamento politico? Spesso abbiamo taciuto su   alcune questioni perchè ci è sembrato non opportuno farlo o perchè abbiamo ritenuto non fosse il momento giusto. Vedo molti motivi per applicare questa scelta anche in questo caso.

        O vogliamo aprire una discussione sulla base di una affermazione come questa:

        " Chi si sara' astenuto verra' giustamente considerato acquiescente e schifato come un paria per i prossimi 14 turni elettorali.

        Mi raccomdando ARS, astenetevi che vi eliminate da soli, ci conto."

        Non si commenta proprio.

         

        Tonino Bianchi

         

        • Pao de Açucar ha detto:

          Ma ti puoi arrabbiare con me quanto ti pare; vedrai che l’astensione vi si ritorcerà contro.
          Non posso dimostrare ciò che deve ancora verificarsi ma ti accorgerai di quanto terreno perderete se Grillo farà un grande risultato.
          Viceversa sareste considerati degli interlocutori affidabili e siccome le politiche europee dei 5 Stelle non sono ancora ben definite trovereste mille spazi per inserirvi nella discussione.
          Poi fate come vi pare, io ho espresso la mia opinione molto francamente, tutto qua.

  5. stefano.dandrea ha detto:

    Vincenzo,  scrivi "quella è una sede dove è possibile costruire delle alleaanze, dei collegamenti a livello europeo".

    Francamente mi sembra una frase vuota. Sia perché l'Unione europea, come ho osservato, si cambia o con il consenso unanime di tutti gli Stati o con il coraggio di uno Stato importante, sia perché le elezioni rilevanti sono quelle nazionali. La "sinistra europea" l'aveva pensata tempo fa l'ingenuotta rifondazione e si è rivelata fuffa, come tutto ciò che è "europeo" (i socialisti europei, i popolari europei, e così via). Anche l'eurocomunismo è stato fuffa: che è rimasto? che ha significato? Il problema non è soltanto l'euro ma l'eurocomunismo,l'eurosocialismo, la sinistra europea. Solo la cultura europea ha un senso, perché è la storia di un insieme di culture che si sono contaminate, incontrate e scontrate e che sono sempre comunque nazionali.

    Se gli unici eletti fossero sovranisti dovrebbero dedicare il 100% del loro tempo a decidere se attuare in un modo o nell'altro i Trattati che intendono distruggere. Credo che si suiciderebbero!

    Ovvio che l'astensionismo del 35% non avrebbe conseguenze. In molti stati europei l'affluenza è già molto più bassa. Gli altri popoli sanno in maggior misura che il Parlamento europeo è un non parlamento, che non serve a un cacchio, se non a legittimare l'Unione europea. Ogni voto dato legittima l'Unione europea e serve soltanto ad eleggere persone che sono chiamate esclusivamente, sia pure con pochi poteri, a dare attuazione ai Trattati, ossia a rifinire la gabbia nella quale siamo prigionieri. Quando voterà soltanto il 10% ciò significherà qualche cosa: in particolare che i sovranisti sono probabilmente pronti aprendere il potere in uno stato, che è l'unica cosa che conta.

    Mauro, non è che il 65% che non ha votato è antieuro; questo non sarebbe vero. Semplicemente significherebbe che sono aumentati coloro che non si fanno più prendere per il culo e in questa occasione non si fanno prendere in giro dai vari Salvini, Grillo, Casaleggio, Gallino, Vendola e Ferrero.

    Pao de Acuar,

    Tu ormai sei venuto a sapere che quando la Lista Tsipras, la Lega e il M5S dicono che vogliono andare al parlamento europeo per cambiare i trattati o addirittura per cambiare il fiascal compact ti stanno prendendo per il culo.

    A questo punto sei libero di votare gente che ti sta prendendo per il culo, nonostante tu abbia ormai scoperto che ti stanno prendendo per il culo.

    Ovviamente qualsiasi persona di buon senso (per esempio io) ha ragione di credere che una persona che vota coloro che lo stanno prendendo per il culo pur avendo scoperto che lo stanno prendendo per il culo è un povero idiota che merita la situazione di schiavitu' nella quale eventualmente si trova.

    Ho votato il M5S alle elezioni nazionali, perché avevo ragioni per farlo e l'ho dichiarato pubblicamente prima delle elezioni in un articolo che trovi su questo sito.

    Non esiste nessuna ragione per votare il M5S alle elezioni europee, perché ho scoperto che non esiste alcuna ragione per votare alle elezioni europee: io quando scopro qualche cosa ne tengo conto.

    • Pao de Açucar ha detto:

      No scusa, sto parlando di tutt’altro.
      Prima di tutto sono contrario alla lista Tsipras e questo è il tuo primo fraintendimento sul quale ti sei arbitrariamente basato per inquadrare i mio discorso.
      Il secondo punto è che come tutti possono vedere i 5 Stelle non sanno nemmeno loro cosa vogliono sull’Europa; da un lato parlano di Eurobond dall’altro di referendum contro l’euro. Capisci che c’è una lieve contraddizione.
      Il dato di fatto però è che in Parlamento i grillini si sono dati da fare parecchio e sono l’unica forza di opposizione attiva che rappresenta milioni di italiani.
      ARS in questo momento non esiste dal punto di vista della presenza come lista elettorale (mi auguro che ci arriviate presto) quindi se di fronte all’estremo impegno di quei ragazzi di Grillo e Casaleggio ossia i rappresentanti di ben il 25% degli italiani ARS propone l’astensione sta dicendo a tutta quella gente a cui in seguito chiederà il voto:”Di voi non ci interessa niente finché non state dalla nostra parte”
      Voi alle europee non ci andate quindi il vostro impegno per un voto cinque stelle, per di più non vincolato da scelte programmatiche che al momento non sono definite, non vi costringe a snaturare la vostra posizione ma metterà in grande evidenza il vostro rispetto per chiunque si dia da fare in concreto contro il sistema liberista dell’Europa tecnocratica.
      Voi vi potete anche seccare con me come quell’altro utente ma la realtà è che con la scelta dell’astensione fareste una brutta falsa partenza.
      Non sono un grillino e credetemi che il mio è solo un banalissimo ragionamento di buon senso strategico; far vedere che non si offre solidarietà a chi sta lottando verrà considerata una grave mancanza.

      • stefano.dandrea ha detto:

        Pao,

        c'era seccatura soltanto perché eri entrato a gamba tesa.

        Più giu' ti ha risposto Fiorenzo.

        Comunque:

        1) Per me gli attuali deputati del M5S sono per due terzi un branco di imbecilli. E poi, deputati che "lottano" come leoni ti sembra una frase sensata? i deputati lottano? mica, liberatici dall'immaginario mainstream dobbiamo entrare per forza in quello di Casaleggio-Grillo! Non sento alcun dovere di solidarietà e credo sia pazzesco che altri avverta questo assurdo sentimento.

        2) Non apartengo al M5S né sono un simpatizzante. L'ho votato alle elezioni per  OPPORTUNITA' (non solidarietà). Per adesso non so ancora che cosa sia. Quindi non ho verso M5S la stima che hai tu pur non essendo un pentastellato. Ho stima soltanto di alcuni (non pochi) militanti del M5S nei quali mi sono imbattuto.

        Nonostante ciò, se si trattasse di elezioni nazionali valuterei di nuovo l'opportunità di votare M5S, pur senza avvertire alcuna solidarietà

        3) In ogni caso ripeto che siamo su un piano diverso da quello delle  elezioni politiche, dove ciò che tu dici ha un senso. Le elezioni europee sono un rito per legittimare l'UE che noi vogliamo distruggere. Fiorenzo lo ha scritto benissimo nel suo commento. 

        Il dovere di delegittimare prevale largamente sul senso di opportunità, che è nullo, visto che si tratterebbe di successo simbolico, perché il parlamento europeo non è un parlamento.

  6. GAMoN ha detto:

    Come ha già scritto un attento lettore in un precedente commento, il parlamento europeo è uno straordinario posto per stringere alleanze ma soprattutto per dare visibilità al popolo che vuole dire basta a questa moneta distruttrice di economie e a questi trattati che costringono interi popoli alla fame.
    Come credete che verrà celebrata secondo voi un'astensione massiccia, come l'esplosione del movimento sovranista?
    E' una pia illusione! Chi tace non dice nulla!
    Sarebbe un clamoroso assist per dare al governo l'opportunità di dire che il popolo è fortemente europeista (sono le uniche opinioni che verranno rappresentate e che emergeranno), mentre il calo di voti verrà imputato alla solita endemica e naturale disaffezione per la politica.
    Vi chiedo allora, perché la battaglia è comune, di ripensarci e di usare qualsiasi opportunità, anche questa delle elezioni europee, per dare visibilità al movimento sovranista e al profondo disagio della gente (che magari non sa nemmeno che cosa voglia dire sovranista ma è profondamente confuso e deluso dalle istituzioni europee). Portiamo lo scompiglio al parlamento, diamo visibilità del dissenso ai cittadini italiani ed europei. Facciamogli capire che non sono loro i matti a dubitare del dogma di fede ma che ormai siamo in tanti a voler cambiare questo stato di cose.

  7. stefano.dandrea ha detto:

    Tonino,

    seppure il Comitato direttivo, convocato per martedì prossimo, decidesse di lanciare una campagna per il boicottaggio delle elezioni europee, certamente i soci che non volessero partecipare resterebbero liberi di votare scheda bianca, scheda nulla, M5S, lista tsipras, Lega o magari altro ancora.

    Di necessario non vi è nulla. Di utile potenzialmente tutto. l'ARS, che è una semplice associazione con circa 250 iscritti, non prenderebbe certamente posizione a favore di uno o altro partito. Quindi, l'alternativa è disinteressarci alle elezioni europee. Perciò la domanda è: dobbiamo disinteressarci alle elezioni europee o dobbiamo divulgare che il Parlamento non ha alcun potere di modificare i trattati, che chi si candida dicendo che vuole andare a modificare i trattati è un paraculo, che l'Unione europea si cambia o si distrugge soltanto prendendo il potere negli stati nazionali, che l'organo legislativo è in realtà il Consiglio (assemblea degli stati che sono i partecipanti) mentre il Parlamento è soltanto un guardiano della Unione europea, che quindi non è il Parlamento europeo ad essere un'anomalia (i partecipanti a una organizzazione internazionale sono ovviamente, logicamente e indubitabilmente gli Stati, non i cittadini) ma è il nome di Parlamento ad essere un inganno?

    Che utilità ne ricava l'ARS dall'astenersi dal dire la verità? Quando poi si vedrà che i "partiti critici" dei diversi paesi sono molto diversi tra loro e non si alleeranno e che quelli che si "alleeranno" costituiranno una bella… fuffa e realizzeranno un bel niente, che dopo una decina di giorni dalle elezioni il parlamento europeo scomparirà dall'immaginario della massa (costituito dai media mainstream), che i parlamentari europei si troveranno a lavorare il 99% del loro tempo per attuare i Trattati e cioè saranno costretti a fare i guardiani dei Trattati, salvo mettere in piedi qualche show da mostrare su youtube in modo che gli ingenui dicano che i parlametari di Tsipras, Lega e M5S sono "coraggiosi" e "le hanno cantate" a uno o altro membro della commissione, quandoaccadrà tutto ciò – e tutto ciò accadrà –  noi saremo gli unici ad aver promosso una posizione sensata.

    Non c'è libertà senza verità. E la verità è che il Parlamento di una organizzazione internazionale (il cosiddetto Parlamento europeo) – in particolare di un ordinamento fondato su trattati modificabili soltanto all'unanimità dei veri partecipanti (che sono gli Stati, non i cittadini) – è un non senso, un inganno, è metadone. Accertata la verità, mi sembra doveroso disconoscere ogni legittimità a questo organo farsesco. Prova ad immaginare quante risate si sono fatti coloro che lo hanno inventato, strutturato e inserito nell'ordinamento europeo. Sarebbe stato molto più "democratico" (nel senso di onesto) non prevedere affatto un parlamento. Perciò lo hanno inserito.

     

    • Pao de Açucar ha detto:

      I grillini stanno lottando in Parlamento da soli contro tutti; il loro programma europeo è vago e indefinito ma stanno combattendo per tutti noi.
      ARS non si presenta e con l’astensione dirà in pubblico che non sente la minima riconoscenza per l’unica forza politica che si impegna a contrastare il governo fantoccio della Troika.
      Scegliete l’astensione e direte a milioni di italiani che di loro non vi interessa niente. Una scelta peggiore non la potreste fare (e non sono un grillino).
      Un successo di Grillo cambierebbe le carte in tavola e negli spazi che si aprirebbero trovereste dei varchi anche voi, ma succederà solo se vi sarete pronunciati dimostrando concretamente che siete dalla parte di chi lotta.

    • Pao de Açucar ha detto:

      Ops, mi ero perso la perla.

      “Ovviamente qualsiasi persona di buon senso (per esempio io) ha ragione di credere che una persona che vota coloro che lo stanno prendendo per il culo pur avendo scoperto che lo stanno prendendo per il culo è un povero idiota che merita la situazione di schiavitu’ nella quale eventualmente si trova”

      Sí, ma farebbe a gara per chi è più idiota con quello che non capisce cosa gli sta dicendo l’interlocutore.
      Hai capito che voterei Tsipras o Grillo per questioni programmatiche pur sapendo che non le realizzeranno.
      Purtroppo ho detto un’altra cosa e cioè che sul voto di Grillo a queste europee (non per Tsipras, come hai pensato tu mettendo tutto nello stesso claderone) si creerebbe un punto di incontro delle forze di opposizione.
      Dopodiché, una volta affermato il fronte anti sistema, si potrebbe cominciare coi distinguo che invece senza la costituzione di questo fronte si limiterebbero a essere discussioni sterili fonte di ulteriori divisioni e frantumazioni.
      Mancano pochi mesi e poi vedremo chi aveva ragione.

  8. Fiorenzo Fraioli ha detto:

    Le elezioni per il "parlamento" europeo sono un rito di autolegittimazione della tecnocrazia antidemocratica che vuole distruggere gli Stati europei. Se noi vogliamo distruggere l'UE dobbiamo rifiutare questo rito.

    Capisco la tentazione di partecipare per ottenere un risultato che potrebbe essere interpretato come un segnale di dissenso, ma riflettiamo sui seguenti punti:

    a) Chi "dissente" non vuole "distruggere", ma solo "cambiare". Ebbene, noi vogliamo "distruggere l'Unione Europea", non "cambiarla". Se sbalio corigeteme.

    b) Più che la (eventuale) affermazione dei "dissidenti", l'informazione mainstream porrebbe in evidenza la partecipazione e il (sicuro) successo dei partiti euristi

    c) Anche in caso di vittoria dei partiti cosiddetti antieuro, domandiamoci: chi sono questi partiti? Ce n'è uno che dica, chiaro e tondo, che l'Unione Europea deve essere distrutta? A me non risulta, comizi alla Di Battista a parte.

    Per finire: ve li immaginate i patrioti risorgimentali italiani che avessero partecipato all'elezione di un qualche organo del regno asburgico? Secondo voi, gli Asburgo erano meno invasori di quanto lo sia oggi la casta eurota? 

    Io a votare a queste elezioni farsa, vero e proprio rito farlocco di autolegittimazione dell'UE, non ci vado nemmeno se mi pagano. Voi fate come ve pare, ma io non ci vado.

    Saluti sovranisti.
    p.s. altro discorso è appoggiare, a titolo personale, chiunque critichi e si batta contro l'UE, seppure da posizioni meno radicali di ARS. Ma cribbio! Qualcuno che adotti una posizione radicale ci vuole! Ci vuole! E sarà, mi auguro, l'ARS. In caso contrario sarò io stesso a farlo, "di pirsona pirsonalmente".

  9. Lorenzo D'Onofrio ha detto:

    Ve li immaginate i partigiani a votare per ipotetiche elezioni del Reichstag?

    • Pao de Açucar ha detto:

      Ma è interessante…le ipotetiche elezioni democratiche in un regime che però era notoriamente dittatoriale e che come sanno tutti accettava eventualmente solo liste uniche…e a queste ipotetiche elezioni democratiche per il Reichstag nazionale (coi nazisti il Reichstag non contava più nulla ma facciamo finta che…) indette dal partito dittatoriale verrebbero chiamati a votare anche gli stranieri non residenti…un’ipotesi ben congegnata, non c’è che dire…
      Anche perché qui alle europee la lista non è unica e una vittoria delle forze non allineate alla Troika avrebbe un enorme significato.
      Vediamo come andranno le cose; può anche essere che questa scelta si riveli pagante per voi.

  10. gios ha detto:

    ARS, Aventino per Riconquistare la Sovranità … solo che 90 anni fa non ha funzionato

  11. stefano.dandrea ha detto:

    Gios,

    un conto è ritirarsi dai luoghi del potere. Un conto è prendere atto che ci fanno votare per scegliere coloro che devono accedere in un luogo di non potere e disprezzare i partiti che, anziché dire la verità e boicottare l'Unione europea, si candidano al "parlamento" europeo per "andare a cambiare i trattati o l'Unione europea". Poi noi, per ora e per un po' di tempo, siamo semplici elettori, non un partito che si candida. Il nostro compito è diffondere disprezzo nei confronti dei partiti e movimenti che si candidano prendendo in giro gli elettori, segnalare che la soluzione non è cambiare i trattati o "uscire dall'euro" ma uscire dall'unione europea e distruggerla, suscitare odio e disprezzo per le istutizioni unioniste.

    Nel nostro piccolo, se il Comitato direttivo deciderà così, possiamo svolgere questa funzione che altrimenti non sarebbe adempiuta da nessuno. A votare i partiti che dichiarano di voler andare a cambiare i trattati quando si sa che non avranno i poteri per cambiarli, e che quindi stanno prendendo in giro gli elettori, penseranno milioni di persone, che poi tra qualche anno si sentiranno deluse, senza mai indagare i propri limiti e le proprie responsabilità (l'elettore è sempre innocente).

    Io spero che il comitato direttivo dell'ARS deciderà di svolgere questa campagna, che non recherà alcun male al paese o a una o altra classe sociale e che eleverà la consapevolezza dei migliori cittadini con i quali entreremo in contatto (molti diranno che avevamo ragione tra qualche mese).

  12. Vincenzo Cucinotta ha detto:

    @Fraioli

    Dici che ha senso andare al parlamento europeo solo per esprimere dissenso e quindi cmabire la UE, non distruggerla.

    Dato il tuo stile assertivo, potrei sapere perchè non si può andare lì per distruggere, uno straccio di argomentazione, no?

    • Fiorenzo Fraioli ha detto:

      Chiedo scusa per il tono assertivo. Il fatto è che, talvolta, si commenta avendo poco tempo. E se uno deve essere "rapido", per forza di cose finisce con l'apparire "assertivo", specialmente se il vizietto un po' ce l'ha… come tutti i prof d'altronde. 

      Argomenterò non appena avrò un po' di tempo (la militanza l'è dura ragazzi, abbiamo due impegni per venerdì e sabato prossimi). Bye.

  13. Vincenzo Cucinotta ha detto:

    Mi rendo conto che c'è un'incomprensione o forse una differenza di opinione.

    A mio parere, il sovranismo ha senso solo se lo si considera come un traguardo buono per tutti i paesi, e non solo per l'Italia.

    Non voglio certo dire che se altri paesi fanno scelte differenti, noi rinunciamo, naturalmente no, dico soltanto che il progetto è in sè adatto per tutti i paesi.

    Ciò non è una differenza di poco conto, significa appunto che i sovranisti non sono nazionalisti sciovinisti che pensano solo alla propria nazione e la ritengono la migliore, e che debba prevalere sulla scena mondiale.

    Quanto poi all'importanza dell'astensionismo, vi confesso che non mi avete convinto. Francamente, mi pare una forma alquanto infantile di consolazione. Il punto fondamentale è che ai sovranisti non verrà iscritta neanche una singola astensione, scordatevelo.

    Alla fine, è possibile che io stesso mi astenga, ma non mi potrò spingere fino al punto di celebrarne l'apoteosi. Io una lista antiglobalista l'avrei provato ad organizzarla (e naturalmente parlo di un ambito ben più vasto di questa cerchia di interlocutori), e non capisco come si possa considerare l'astensione uan soluzione migliore. Non sarebbe un messaggio più chiaro e più propositivo per tutti se si dicesse che purtroppo una lista che ci rappresenta non c'è e siamo costretti ad astenerci?

    • stefano.dandrea ha detto:

      Vincenzo,

      la lista ideale secondo me sarebbe quella che sotto propone Adriano Ottaviani ma non c'è. Francamente, dopo aver riflettuto e studiato nozioni apprese tempo addietro e quindi dopo aver capito che non si tratta di un Parlamento con pochi poteri ma di un non-parlamento, non me la sentirei di candidarmi per dire ai cittadini "andremo a cambiare questo o quello o a distruggere (fisicamente i banchi?) l'Unione europea. Cosa dovremmo dire che ci candidiamo per andare ad offendere i membri della commissione quando vengono in Parlamento? Che ce ne infischieremo di regolamenti e direttive della pesca che avranno comunque per base i trattati ultra-neoliberisti e globalisti? Davvero quella di Adriano mi sembra un'idea geniale. Ecco a quella lista darei il mio contributo.

      Per quanto riguarda l'internazionalismo, ad un'analisi concreta della situazione concreta, credo che alla fine la miccia dell'implosione la accenderà la Francia della Le Pen, non proprio una forza politica internazionalistica, almeno stando alla tradizione (però le ultime posizioni sulle guerre di Libia e di Siria sono state buone, a differenza di quelle assunte da forze politiche di tradizione internazionalista). Eppure, se il fatto accadesse, si aprirebbe una nuova era, anche per i sovranisti di matrice o provenienza internazionalista, compresi i comunisti portoghesi che hanno il 10%. Se la UE implode tutti riconquisteranno la libertà. Poi ovviamente ci sarà chi la userà male e chi bene ma questa è la libertà: la possibilità di costruire una grande civiltà e quella di distruggere ciò che esiste. Rispettare le altrui nazionalità, salvo che al potere vadano partiti violenti e razzisti, è il vero internazionalismo. Quindi, dialogare, imparare, insegnare, avere rapporti con gli altri. Ma è qua su questa terra che noi siamo chiamati a fare qualche cosa.

    • Pao de Açucar ha detto:

      Vincenzo Cucinotta scrive

      "il sovranismo ha senso solo se lo si considera come un traguardo buono per tutti i paesi, e non solo per l'Italia."

      A queste condizioni mi iscriverei all'ARS

      Siccome prevarra' la linea opposta con la quale non andrete da nessuna parte non mi iscrivo.

      Si', Srefano D'Andrea, tu giustamente dici "Me ne frego!", ma questo e' un blog dove si viene a dire ognuno la propria e io dico la mia.

       

      Quindi se non impostate il sovranismo come dice Vincenzo sarete dei perdenti e se porporrete l'astensione alle prossime europee dimostrerete a tutti di essere degli ingenui inaffidabili.

       

      Vediamo che succede, mancano pochi mesi e poi ci divertiamo a verificare.

       

      • stefano.dandrea ha detto:

        A me sembra oggettivo che gli ingenui siano quelli che credono a Salvini e Di Battista quando dicono che vanno al parlamento europeo per riprendersi la sovranità. Coloro che sanno che è falso e impossibile e li votano ugualmente non sono ingenui sono privi di ragione e ragionevolezza.

        • Pao de Açucar ha detto:

          Stefano io non voglio convincerti però è strano che tu continui ad attribuirmi cose che non ho detto.
          Ho scritto chiaramente che 5 Stelle è molto vago nei programmi.
          Fatto sta che è l’unica opposizione in parlamento e fanno paura al potere.
          Astenersi alle elezioni europee invece che dargli un sostegno è un errore perché se faranno un grande risultato dopo (dopo, non prima) saranno costretti a definire la loro posizione e lí, se avrete dato un segno con il supporto del voto, voi diventerete degli interlocutori credibiili ai loro occhi e potrete tentare di far passare la vostra linea.
          Se vi asterrete vi metterete fuori gioco da soli.
          Non dare retta a me ma rifletti che tre persone, Mauro, Gamon e Vincenzo hanno espresso dei dubbi sull’astensione.

  14. Adriano Ottaviani ha detto:

    Non capisco il motivo di tanta rigidità in entrambe le posizioni .
    Il fatto che le elezioni siano inutili non implica che sia inutile parteciparvi, infatti stiamo parlando di due piani concettuali  diversi , da un lato il piano della teoria politica che giustamente coglie il fatto dell'inutilità del parlamento e dall'altra stiamo parlando di strategia politica.
    Mi sembra ovvio infatti che dal punto di vista strategico nulla vieterebbe di presentare una lista no-euro-no-ue anche se potrebbe sembrare un ossimoro politico, ma di ossimori politici ne è piena la storia…
    Forse ormai è troppo tardi ma se si potessero raggiungere le firme necessarie in una o due circoscrizioni forse si avrebbe diritto di tribuna e forse si avrebbe l'occasione da parte delle forze proponenti  di far conoscere le proprie opinioni, trasmettendo magari il messaggio un  paradossale ma dirompente :  "Non votateci perché ci stanno prendendo per il…".
     

     

    • stefano.dandrea ha detto:

      La lista "Non votateci perché ci stanno prendendo per il cu…" la voterei a spada tratta. Sarebbe la strategia più sensata per dare voce agli anti-unionisti. E se esistesse una massa critica di militanti disposti a raccogliere le firme proporrei all'ARS di partecipare.

      Però non c'è e non credo che esista la massa critica sufficiente. Servirebbero 150.000 firme, 30.000 per ognuna delle cinque circoscrizioni. E in ogni regione occorre raccogliere il 10% (mi sembra) delle firme, sicché se non si raccolgono 3000 firme in valle d'aosta, salta il nord-ovest e se non si raccolgono le firme necessarie in Friuli salta il nord-est. E se non si raccolgono i Molise salta l'Italia meridionale. L'eccezione è prevista per il caso in cui la lista abbia partecipato con il proprio simbolo, ottenendo almeno un seggio, alle precedenti elezioni al Parlamento italiano o europeo (non so però se in questo caso serva comunque un numero più limitato di firme). Se esistesse un deputato che si prestasse, per non fare i pagliacci ma organizzare una cosa seria, direi che servirebbero 5000 militanti validi e motivati (anche 4000 mi starebbero bene).

  15. sollevazione ha detto:

    Che fare alle europee?

    Argomento certamente scottante e divisorio. Lo sarà tanto più in viste di QUESTE europee, le prime veramente importanti sin da quell del 1979 —perché le prime dopo la grande crisi. Ho la sensazione che chi si sbaglia a questo giro la paga a caro prezzo.

    Dico subito che proporrò al Mpl e al neonato Coordinamento della sinistra contro l'euro, di votare per le liste di M5S. Premesso che il campo da gioco e le regole li scelgono sempre i dominanti; la possiamo girare come la vogliamo, ma il nemico eurista vorrà fare di queste elezioni un referendum pro e contro euro e Unione. Hanno già diviso il campo da gioco tra pro e anti-euro. I dominanti, si sono allineati da una parte e, dall'altra, hanno spinto a forza (spesso loro malgrado, vedi Syriza) tutti gli altri, euroscettici e anti-euro.

    Questa è la partita, e considero un errore gravissimo starsene alla finestra.

    M5S magari non dirà apertamente usciamo dall'Unione e dall'euro, ma quel che conta è (1) la percezione delle masse (2) che dipende da cosa faranno credere alle masse coloro che detengono il monopolio dei media. Per come stanno messe le cose i dominanti scateneranno una campagna formidabile pro-euro dipingendo l'uscita come catastrofe e i grillini come disfattisti. Ovvero vorranno vincere e schiantare M5S. Se questa è la posta in palio non ho dubbi su quale sia la giusta scelta elettorale la quale, è solo scelta tattica —e l'obbiettivo tattico adesso è indebolire il fronte eurista.

    Comprendo le ragioni di Stefano, ma hanno il difetto del formalismo giuridico,* e quindi poca sostanza politica.

    Formale per formale: è proprio vero che il Parlamento europeo ha solo poteri consultivi?

    Era così fino al dicembre 2009 fino all'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, il quale ha conferito numerosi poteri legislativi al Parlamento europeo. Oltre 40 nuovi campi ricadono adesso sotto la procedura di co-decisione fra il Parlamento e il Consiglio dei ministri. Fra questi, l'agricoltura, la politica energetica, l'immigrazione e i fondi strutturali. Il Parlamento ha anche l'ultima parola sul bilancio dell'UE. 

    Moreno Pasquinelli

    *[Per la cronaca: ho fatto parte per decenni di un'organizzazione d'estrema sinistra che sin dal lontano 1979 e costantemente ha chiamato  al boicottaggio delle elezioni europee in base all'argomento (1) che il Parlamento di Strasburgo era un organo solo consulitivo e qundi elezioni truffa (2) che l'Unione era un consorzio imperialistico]

     

    • stefano.dandrea ha detto:

      Moreno e chi ha detto che staremo alla finestra? Se dovessimo stare alla finestra e limitarci a dire in un post "non votate", allora sarei favorevole a ignorare la questione e ognuno fa ciò che vuole. Se sceglieremo il boicottaggio, lo faremo per andare all'attacco.

    • Pao de Açucar ha detto:

      Bravo Moreno.
      Sei da molto tempo quello che ci vede più chiaro.
      Con molta stima mi permetto solo di suggerire che dovreste limare certi atteggiamenti che al di fuori (non solo da me quindi) sono considerati un po’autoreferenziali, cioè sembrate dire il celebre “Fasso tutto mi”.
      Secondo me se in un primo periodo di pochi anni saprete mettervi in secondo piano lasciando che il fronte comune si solidifichi senza dover per forza imporre delle linee e delle leadership andrete lontano.
      Per la definizione dei ruoli di ognuno c’è tempo e quando la situazione sarà in ebollizione uscirete fuori senza sforzo.
      Se CLN avrà l’intelligenza strategica di votare compattamente per Grillo DICHIARANDOLO APERTAMENTE CON ANTICIPO io sarò sicuramente dei vostri.
      Forza.

  16. AdrianOttaviani ha detto:

    Pasquinelli ha ragione ma anche torto, ha ragione perché tra i voti a disposizione quello al M5S è quello ce dà più fastidio al PUDE ma secondo me ha pure torto perché un movimento politico non può ragionare come farebbe un individuo isolato e con le spalle al muro.
    E' chiaro, se la priorità e l'antieurismo preferisco mandare in parlamento i meno euristi,  ma allora perché non votare Lega ? O Fratelli d'Italia ?
    Se parliamo di antieurismo ti fidi di più di Salvini o di Casaleggio ?
    Piuttosto, tutti insieme con Sollevazione, MPL , ARS , etc etc, perché non spendersi per una raccolta d firme per una lista No-Euro-No-Ue ?
    Fallirà , quasi certamente, ma perché non fare dei banchetti sovranisti di raccolta firme dove è possibile ?
    Io penso che sarebbe un'occasione di visibilità e di crescita più utile sia rispetto all'astensione che rispetto al voto-utile europeo.
    Dopo di che se falliremo nella raccolta firme ognuno si farà i propri ragionamenti "nel segreto dell'urna" , ma perché non cogliere l'occasione di mettersi in campo tra la gente e fare politica ?

  17. Vincenzo Cucinotta ha detto:

    Caro Ottaviano,

    questo era il senso del mio intervento e mi fa piacere che almeno noi due concordiamo.

  18. stefano.dandrea ha detto:

    Cari Vincenzo e Ottaviano,

    la lista no euro no ue, dopo aver svolto le riflessioni che ho messo per iscritto, mi sarebbe piaciuta soltanto con il tono ironico e distruttivo ipotizzato da Adriano. Tuttavia, le europee richiedono moltissime firme, raccolte in modo molto capillare. L'ARS in questo momento è costituita da 1/20 delle forze minime necessarie per tentare (5000 militanti) e spera di arrivare all'assemblea di giugno raddoppiando gli iscritti. Per ora però siamo soltanto 250 e 20-30, come sempre succede, sono piuttosto dormienti. Servono perciò altri 19 gruppi come l'ARS e non ce n'è nemmeno l'ombra, essendovi un numero più piccolo di frazioncine e gruppetti, spesso virtuali, nel senso che non ho mai visto un video di un'assemblea nella quale erano almeno 50. Quindi noi abbiamo valutato che non ci siano le condizioni minime per tentare e che i risultati per l'ARS in termini di aggregazione sarebbero inferiori rispetto allo svolgimento di altre attività (e a mio avviso della campagna di boicottaggio; ma se faremo questa campagna deve essere ancora deciso). Quindi, se tentassimo, falliremmo certamente (e i fallimenti non danno entusiasmo) e indeboliremmo o rallenteremmo la realizzazione del nostro progetto. Capisco che la posizione degli antiunionisti isolati è diversa; però voi dovete capire la nostra. D'altra parte, se mancano le forze è perché molti antiunionisti non si decidono a militare in una o altra formazione e non danno vita a nuove formazioni.

  19. Aaron ha detto:

    " Cambiare l'Unione Europea da dentro "

    un po come chiedere a Felice Orsini di convincere Napoleone III, mentre sorseggiano insieme caffè in uno qualsiasi dei bistrot di Parigi..

     

    mi astengo, non voto, ormai i traguardi sociali per la quale nella mia famiglia si contano i caduti e gli eroi sono stati stracciati in gran parte anche da coloro che si definiscono i "portatori dei valori del socialismo e della democrazia".

    ora esiste solo una scelta, dura e difficile, per la quale noi di ARS ci stiamo impegnando ogni giorno, cioè quella di sfruttare questa Crisi per rimettere in gioco tutto, dai modelli economici a quelli produttivi, sociali e culturali.

    In direzione ostinata e contraria

     

    aaron

  20. GAMoN ha detto:

     

    Aaron,

    non si tratta di cambiare l'Europa da dentro ma di usare le istituzioni europee per dare la percezione al popolo che la causa sovranista è presente e diffusa nel territorio.
    Il parlamento europeo è un posto su cui si concentrano i riflettori e l'attenzione mediatica. Non sfruttarlo è un'opportunità mancata.
    Avere tanti Nigel Farage pronti a denunciare il danno causato dall'euro darebbe all'oponione pubblica una percezione diversa. Farebbe capire che i sovranisti non sono persone eccentriche con un'idea strampalata e "nazionalista" (nell'accezione negativa che in molte persone evoca questo termine). Farebbe capire invece che il popolo sta prendendo coscienza.
    Non sottovalutate l'istinto conformista della gente. L'opinione di massa si forma fondamentalmente per condensazione verso un modello comunemente accettato. Non importa se razionale. Per favorire questa condensazione, bisogna dare il più possibile visibilità all'idea e farlo in quei contesti che la massa considera "seri".
    In quest'ottica, mandare al parlamento europeo quanti più antieuristi possibile, evitando quindi di lasciare che a esprimere i propri rappresentanti siano solo gli euristi, trovo che sia un elemento di "marketing" cruciale.
    Sarebbe un grosso errore non sfruttarlo.

    Ciao.

    G.

    • stefano.dandrea ha detto:

      Caro GAMoN

      "dare la percezione al popolo che la causa sovranista è presente e diffusa nel territorio"

      è un eccellente obiettivo ma non vedo per quale ragione bisognerebbe utilizzare le istituzioni unioniste, ossia antisovraniste, in particolare la foglia di fico o specchietto delle allodole costituito dal parlamento europeo.

      Noi poi non siamo ancora in grado di fare una vera campagna sul territorio, perciò la campagna la faremo (se decideremo di farla), per forza di cose, almeno al 90%, online.

      "Il parlamento europeo è un posto su cui si concentrano i riflettori e l'attenzione mediatica".

      Non mi sembra vero. Quanto spazio è dedicato dalle televisioni, le radio e la stampa mainstream al parlamento europeo? Pochissimo.

      "Avere tanti Nigel Farage pronti a denunciare il danno causato dall'euro darebbe all'oponione pubblica una percezione diversa".

      Mi sai dire il nome e cognome di un Nigel Farage che verrà certamente o molto probabilmente candidato? Perché hai deciso di votare se ancora non sai se ne verrà candidato uno? E comunque, visto che il manistream giustamente non considera il parlamento europeo (giustamente perché non conta un tubo), che facciamo, liberatici dall'immaginario berlusconiano-antiberlusconiano entriamo nell'immaginario collettivo che vogliono creare Grillo e Casaleggio? Ci mettiamo ad apprezzare parlamentari, che magari saranno emeriti deficienti (non lo possiamo sapere), facendo come gli ingenui che si esaltano per "la lotta" dei parlamentari pentastellati o per il loro "coraggio", quando i pentastellati faranno i loro show, sapendo di andare a finire su youtube, contro uno o altro membro della commissione europea, dopo essersi candidati per cambiare trattati che non hanno il potere di cambiatre? Davvero pensiamo che una rivoluzione possa prendere le mosse da questo livello infimo e squallido?

      "mandare al parlamento europeo quanti più antieuristi possibile".

      L'ARS non è antieurista. L'ARS è antiunionista. L'ARS vuole estinguere e sostituire il mercato unico (questo significa che vuole distruggere l'Unione europea) con un mercato comune con minori stati rispetto a quelli che oggi fanno parte dell'Unione europea, minori vincoli economici rispetto a quelli previsti nel 1956 dal Trattato di Roma (istitutivo del mercato comune: la CEE) e alcuni nuovi vincoli di alleanza militare tra eserciti separati e indipendenti, alleanza che devrà sostituire la NATO. Che ce ne facciamo di ingenui e talvolta ipocriti antieuristi che militano assieme a euristi e che si candidano per fare ciò che non possono fare?

      "marketing"?

      Fino a quando non disprezzeremo il markting politico non potrà esserci nessuna liberazione. Comunicare bene si ma il marketing politico dobbiamo lasciarlo a Berlusconi, Renzi, Grillo e Casaleggio.

      • GAMoN ha detto:

        Caro Stefano,

        so benissimo che l'euro è solo uno strumento (fondamentale peraltro) che serve a realizzare la libera circolazione dei capitali e il livellamento dei diritti e del benessere dei lavoratori al più basso fra quelli disponibili sul mercato unico. Un meccanismo di competitività al ribasso che tende ad allargare sempre di più le diseguaglianze sociali, al punto da renderle intollerabili per le fasce più deboli.
        Il caso Electrolux è emblematico in questo senso.
        Quindi non sto mettendo in discussione l'obiettivo strategico. Sono antiunionista quanto te in questo senso.

        Quello che contesto è la tattica.

        Forse ho usato un termine troppo aziendalista, che evoca rigurgiti antiberlusconiani, dicendo "marketing". Usiamo un termine più tradizionale: propaganda.

        La propaganda è l'operazione con cui si diffonde una causa e si ricerca il consenso. E per quanto un'idea possa essere razionale, concreta ed etica ha sempre bisogno di strumenti di propaganda per potersi affermare.
        In questo senso, ribadisco che l'idea di promuovere uan forza antieurista (forse antiunionista è prematuro rispetto a ciò che ci offre il panorama politico) alle elezioni europee, non deve avere necessariamente lo scopo di modificare le cose dall'interno ma quello di avviare un processo di diffusione della consapevolezza. Occupare gli spazi per dire: "non siamo tutti come voi. C'è molta gente che pensa che l'euro e l'Unione Europea debbano essere smantellati".
        Capisco (e condivido) il fatto che nella nostra offerta politica non esista una personalità della caratura di Nigel Farage. Ma se non possiamo proporre il nostro candidato, dobbiamo accontentarci di appoggiare ciò che offre la politica attuale.

        Non capisco né quali possano essere i vantaggi nel non essere presenti "nei luoghi del nemico", né quali possano essere gli svantaggi dell'esserci.
        Il non riuscire a incidere per nulla può essere il più grande dei rischi. Cioè, al peggio non ci perdiamo.

        Allora che senso ha negare questa visibilità e l'occasione di mettere il bastone fra le ruote al meccanismo di omologazione europeo, ad ogni opportunità che ci viene offerta?

        G.

        • stefano.dandrea ha detto:

          Caro GAMoN,

          ho già risposto a Moreno Pasquinelli che se decideremo di boicottare è perché decieremo di andare all'attacco, non di stare alla finestra.

          Se ci comportassimo come alle politiche (ogni iscritto fa ciò che vuole) in che modo andremmo all'attacco?

          Se pensassimo di vincolare gli iscritti a votare uno o altro gruppo, andremmo a spaccarci e a dividerci. Ti sembra sensato che dopo aver messo faticosamente assieme 250 militanti, invece di impegnarci ad essere 400-500 nell'assemblea di giugno, per portare quattro voti al M5S, ci andiamo a dividere e spaccare? Per me è da matti. Anche a te dico che gli antiunionisti isolati noi li capiamo ma anche essi devono capire che noi siamo una organizzazione, sia pur piccola.

          Invece, se lanciamo la campagna di boicottaggio, possiamo agire e magari portare in tre mesi 50.000 persone a leggere il nostro proclama. Personalmente penso che difenderemmo e diffonderemmo il sovranismo 1000 volte di più lanciando la campagna di boicottaggio che limitandoci a non fare nulla o addirittura spaccandoci per regalare quattro voti a una o altra forza politica nelle quali non ci riconosciamo.

          • GAMoN ha detto:

            Cerco di capire…

            Lanciando una campagna di boicottaggio forse potremo spingere 50.000 persone a leggere il nostro proclama.
            Immagino si possa fare online e durante gli incontri organizzati. Bene ma… Non si può fare lo stesso anche lasciando liberi gli associati di appoggare il movimento (auspicabilmente antieurista e antiunionista) che preferiscono?
            Non è forse possibile trasmettere il nostro messaggio anche spingendo a una campagna di "boicottaggio degli euristi" anziché delle elezioni tout-court, senza rinunciare a dare visibilità al dissenso?

  21. aaron ha detto:

    La gente ha poca fiducia nelle elezioni politiche in Italia, figuriamoci di quelle Europee.

    Passerranno senza sconvolgere nessun assetto, al max dimostreranno l'ennessima figuraccia della "sinistra dell'ultimo minuto", quella che invece di lavorare preferisce fare le alleanze per mandare su una poltrona 4 dirigenti stantii di rifonda o comunisti italiani. Fanno il nostro gioco e lo scrivo qui, tra qualche anno qualcuno di loro verrà ad elemosinare un po di spazio mediatico alle iniziative di ARS pur di continuare a farsi vedere in giro.

    Peccato per loro che il nostro "vivaio" pulula di cittadini che si son rotti le palle di questi sistemi e iniziano a lavorare per un alternativa che valga la pena di essere percorsa e non per le solite alleanze arcobaleno ( e bastaaaa con sto immaginario dei puffi !!!!! rivoglio Garibaldi sui manifesti !!!! )

     

    Aaron

  22. stefano.dandrea ha detto:

    GAMoN

    noi come associazione abbiamo previsto, in una clausola dell'atto costitutivo, la doppia tessera e abbiamo come iscritti sei o sette pentastellati, un comunista e un leghista (per quanto ne so; magari c'è anche qualche altro). Quindi per statuto, finché siamo un'associazione e lasciamo questa regola (giugno 2015) non potremmo vincolare gli associati. Certamente, per coerenza, coloro che hanno la doppia tessera ma direi anche gli altri associati.

    Ciò che decideremo martedì è se lanciare la campagna e come organizzarla.

    Se decideremo di lanciarla, ci sarà un manifestino o proclama o una dichiarazione firmata  "comitato direttivo dell'ARS". Il comitato direttivo è un organo collegiale, quindi, nonostante qualche dissenso, che speriamo non ci sia (fino ad ora so che un membro è contrario mentre un altro è perplesso), firmeremo come "Comitato direttivo". Gli eventuali dissensi saranno messi a verbale e resi pubblici assieme ai verbali, che vengono tutti pubblicati sul sito dell'ARS.

    A quel punto raccoglieremo i militanti che vorranno dare una mano allo svolgimento della campagna e li coordineremo e dirigeremo. Mi sembra assurdo, però, che, se si decidesse di svolgere la campagna, la pagina dell'ARS facebook, il sito dell'ARS e Appello al Popolo possano diffondere opinioni diverse. Insomma, i militanti non sono vincolati, ma gli organi dell'ARS, tutti dirtti da membri del Comitato direttivo si.

    Preciso però che questa è la mia interpretazione dello statuto ed è la soluzione che mi appare più ragionevole. Tutto però dovrà essere discusso.

    • GAMoN ha detto:

      Stefano,

      la tua posizione riguardo l'associazione e la coerenza della comunicazione dei suoi organi ufficiali mi sembra assolutamente di buon senso.

      Io volevo solo porre alla vostra attenzione le mie critiche costruttive, poi ovviamente, decidete liberamente.

      Ricapitolando (e poi mi zittisco perché non avrei altro da aggiungere e non voglio creare entropia):

      – in occasione delle elezioni europee l'ARS vuole promuovere un'azione politica (boicottaggio) che diventa l'occasione per divulgare un messaggio, tramite un manifesto e immagino comunicazioni sul sito, l'e-zine, fb, ecc.

      – la mia perplessità è nell'utilità di un'astensione il cui effetto sarebbe quello di lasciare campo libero agli euristi, dando alla gente la (falsa) percezione che la stragrande maggioranza degli elettori (quindi del popolo) sia pro euro e pro UE.

      – la mia proposta è di boicottare i partiti euristi, anziché le elezioni, con lo scopo di dare massimo risalto al fatto che fra la gente l'insoddisfazione per l'UE e l'euro sono forti e manifesti, al punto da mandare i loro rappresentanti in seno stesso all'UE.

      – il messaggio sovranista, con un'invito alla ribellione, a manifestare il dissenso, ad associarsi e all'attivismo, può essere divulgato ugualmente. E a mio avviso avrebbe più forza perché un invito a esprimere il proprio dissenso dà più il senso della partecipazione attiva, rispetto all'invito al boicottaggio (che si spalma con i disinteressati, i disaffezionati e dunque è difficilmente individuabile e caratterizzabile come protesta sovranista).

      Concludo dicendo che la quantità di associati dell'ARS al momento è troppo esigua per avere successo in iniziative individuali come un boicottaggio elettorale. Quanto volete che incidano poche centinaia di voti su milioni di elettori? Spariscono come una goccia nel mare. Senza voler portare sfiga, nessuno parlerà del boicottaggio dell'ARS e noi stessi non avremo strumenti per misurare il successo di una tale iniziativa.
      Se invece riuscissimo a legare il nostro nome a un partito antieurista e appoggiarlo alle europee, magari riuscendo a partecipare a qualche sua iniziativa pubblica, otterremmo maggiore visibilità (e con noi le nostre idee) e potremmo collegare l'esplosione della protesta antieurista e antiUE anche alla nostra azione.
      Viceversa, avendo scelto il boicottaggio, la presunta affermazione dei movimenti antieuristi, nonostante sia comunque affine alla nostra battaglia, diventerebbe invece la nostra sconfitta.

      Io rifletterei seriamente su questo.

      Ora lascio spazio ad altri e vi saluto. Almeno per un po'. 🙂

      • stefano.dandrea ha detto:

        GamoN

        serve un esercito di 20.000 sovranisti, ossia serve costituire l'offerta politica. Alla domanda penseromo dopo.

        Io penso che per costruire questa offerta politica l'ARS, non alri ma l'ARS, debba promuovere questa campagna.

        Se dopo le elezioni avessimo in Italia 1000 miltanti sovranisti in più e 100 deputati europei del PD in più avremmo ottenuto un risultato migliore, molto ma molto migliore, rispetto all'ipotesi in cui non ci fossero i 1000 militanti sovanisti-antiunionisti in più ma ci fossero 100 deputati del PD in meno e 100 deuitati del M5S di Tsipras e Lega in più

        Questo è il mio punto di vista. Quindi agisco con coerenza in base a queste premesse.

        • Pao de Açucar ha detto:

          Quindi pensate a una politica dal lato dell’offerta e non della domanda…
          Interessante nel contesto della crisi attuale…

          • stefano.dandrea ha detto:

            In politica c'è un'offerta che si rivolge a una domanda che altrimenti ristagna e nemmeno si vede o addirittura non esiste. Senza il partito bolscevico, che contava qualche migliaio di membri, non si sarebbe mai fatta la rivoluzione d'ottobre. In politica funziona così sempre e in ogni caso. Non esiste mai una domanda politica prima dell'offerta. Chi è che domandava la politica grillina prima che i grillini la inventassero? Chi è che domandava la politica dei radicali negli anni settanta prima che i radicali la inventassero? Chi è che reclamava un partito ecologista negli anni cinquanta? Chi è che reclamava il federalismo negli anni settanta?

            Chi era sovranista cinque anni fa (a parte me e qualche altro paranoico, così mi consideravano)? Quando organizzammo il convegno a Chianciano nel 2011 Moreno e Mazzei vollero intitolarlo fuori dall'euro fuori dal debito, non proprio un titolo sovranista. Io invece intitolai la mia relazione "O la Costituzione della Repubblica italiana o l'Unione europea".

            Interessante un corno. E' interessante che ci siano sprovveduti che pensano persino di elargire consigli e non capiscono nemmeno l'ABC della politica.

            Torna a frequentare la prima elementare, che è meglio.

          • Pao de Açucar ha detto:

            Sí lo so che quando rimani senza argomenti diventi aggressivo.
            Continua che la gente ti legge e si fa un’opinione.

  23. Emilio ha detto:

    Caro Stefano,  nulla da eccepire circa le tue considerazioni giuridiche.

    E sono pure d’accordo con la tua : “A me sembra oggettivo che gli ingenui siano quelli che credono a Salvini e Di Battista quando dicono che vanno al parlamento europeo per riprendersi la sovranità. Coloro che sanno che è falso e impossibile e li votano ugualmente non sono ingenui sono privi di ragione e ragionevolezza.”

    Ma oltre alla ragionevolezza esiste anche un aspetto psicologico di cui tener conto.

    E oggi, giusto o meno che sia, il Mov5stelle viene percepito dalla massa come l’unica forza antisistema. E anche dallo stesso sistema, basti vedere come viene attaccato dalla nomenclatura.

    Ora, una forte affermazione dei 5stelle amplificherebbe lo spirito di rivolta – proprio perché,psicologicamente, la vittoria esalta e la sconfitta deprime – e porrebbe il sistema nella difficoltà, temendo una replica del successo alle elezioni nazionali, di procedere sulla via dello stravolgimento della Costituzione ( poi questo rinnovato spirito di rivolta occorrerà canalizzarlo correttamente ).

    Per questo, pur essendo quasi in antitesi culturale con 5stelle, sono fortemente tentato di votarlo.

    Potrei ripiegare sulla Lega ma Tosi ha già risposto a Salvini e poi sono certo che i numeri della Lega non spaventeranno nessuno

    Con l’occasione ti ringrazio per la consueta preparazione e coerenza.

    Emilio.

    • Durga ha detto:

      Ma secondo me proprio il M5S, se avra' molto successo, tendera' a sovrapporsi a tutti i movimenti sovranisti e a schiacciarli..

  24. Luigi ha detto:

    Mi ritrovo d’accordo con le posizioni del post, perché effettivamente in un contesto del genere una fiducia semplicemente tattica e non strategica è a mio avviso inutile. Siamo seri, chiedere a un patriota italiano di votare alle elezioni europee è come chiedere ad un nazionalista scozzese di votare per il parlamento britannico. Lo hanno fatto è vero, il National Scottish Party si è presentato nel Parlamento inglese, e che ci ha guadagnato? Nulla, infatti stanno facendo un referendum per chiedere l’indipendenza.
    Mi permetto di rivolgere una critica al post di Pasquinelli. Giustamente lui rammenta che il Parlamento europeo nel corso degli anni ha acquisito maggiori poteri. Tuttavia vi è un aspetto che non è stato considerato. In ogni democrazia parlamentare nel momento in cui si elegge un parlamento si realizza una maggioranza ed un’opposizione. Il Parlamento europeo è, se non erro, l’unico caso al mondo in cui non si costituisce né una maggioranza né un’opposizione, creando un sistema totalmente confusionario in cui da una parte i parlamentari delle stesse nazionalità si uniscono per proposte a favore del proprio paese e dall’altra parte si vota in maniera quasi unanime ogni proposta di legge.
    Bisogna poi considerare il nodo alleanze. Il 5 stelle pare abbia detto di no alla Le Pen, restano così due possibili sbocchi: o si uniscono con i verdi o si uniscono con Farage*. Nel primo caso le proposte si relegheranno alle tipiche battaglie ambientaliste che avranno una loro importanza ma che col tema della sovranità centrano relativamente. Resta quindi l’opzione Farage, ma se dovesse realizzarsi tale ipotesi la posizione del MPL quale sarà? Perché Farage, voi saprete meglio di me ha posizioni molto simili alla Le Pen. E’ un convinto antifederalista (l’ultima volta che è andato in Scozia per poco non lo inseguivano con le torce e i forconi), crede nel libero mercato e nel suo programma ha proposto investimenti massicci nelle spese militari.
    Insomma parafrasando un vecchio rivoluzionario cinese:
    “Grande è la confusione sotto il cielo, ma la situazione non è buona”
    Un’ultima postilla a quelli che propongono di votare 5 stelle per sperare in un ritorno futuro. Gli accordi alla cieca non hanno mai portato bene, quindi penso che se proprio volete che si voti 5 stelle non c’è problema: si va dai candidati e si chiede espressamente di voler portare al parlamento i punti reclamati dal movimento sovranista. Se accetteranno senza tentennamenti il problema non si pone. In fondo la filosofia del 5 stelle è che il cittadino deve comandare. Benissimo, che si applichi tale filosofia.

  25. fla ha detto:

    Signori, meno feticismo elettorale o anti-elettorale, please! Il nostro avversario, vale a dire le elites, hanno "decretato" la UE e si sono "inventate" l'euro, senza chiedere il permesso a nessuno, senza nessun mandato degli elettori! Agiscono sempre nell'ombra, a colpi di "minoranza", alle spalle e sulla testa di tutti!

    L'hanno anche confessato apertamente: hanno bisogno di crisi sempre più traumatiche e paralizzanti, per imporre quel che tramano in segreto. Non è tempo di ulteriori ingenuità: il voto o l'astensione -senza un possente movimento di rifiuto- non sono l'arma decisiva!  Occorre fare in modo che lo scandalo sia più scandaloso, e la protesta (non solo in cabina elettorale) sia tale da non poter essere più occultata e derisa. 

    Nemmeno un eventuale 40% di deputati anti-euro a Strasburgo, se non vengono accompagnati dalla protesta delle Piazze d'Europa, potrebbero fare qualcosa di positivo (come un maggior accesso ai mezzi di comunicazione pubblici).

    Non è saggio dividersi in nome dell'astensionismo; questa ingenuità potrebbe fuorviare in una sterile discussione. Non vorrei che arrivasse la lugubre sorpresa, la carta segreta che hanno in serbo gli "euro-atlantisti". Prima di luglio, vogliono varare contro venti e maree il TTPI, ossia il liberismo assoluto tra USA e UE.

    La partita decisiva non si gioca a Strasburgo, però è positivo se fosse almeno possibile l'ostruzionismo, e non fosse un "approvificio" automatico dei dikat di Francoforte e Washington.

     

     

    E'  utile ricordare che grava sulla nostra testa il TTPI

     

  26. Giancarlo Matta ha detto:

    Desidero anche qui ribadire iI principio già esposto in varie sedi. I deputati al “Parlamento europeo” – beninteso si intende quelli dei partiti che esprimono il senso della difesa di interessi nazionali – tengano ora bene presente che saranno eletti a quella istituzione non già per rafforzarla, bensì per limitarla severamente e in prospettiva per demolirla (giacché essa non è riformabile). Avranno un incarico preciso e a tempo limitato. Viva l'Italia. L'abbandono della attuale maledetta "u e" è la condizione preliminare indispensabile (non già la certezza = anche questo deve essere ben chiaro) per il rinascimento del nostro Paese.
    PRECISAZIONI.
    Per ciò che attiene al risultato del voto al parlamento europeo, la condizione ideale sarebbe:
    una percentuale del 40 ÷ 45 percento di NON VOTANTI, SCHEDE NULLE, SCHEDE BIANCHE. E così la "elezione" sarà politicamente fallita.
    Relativamente ai voti validi, almeno un terzo di essi ai partiti "euroscettici" o "sovranisti" (chiamateli come vi pare) e così sarà fallita la "u e".
    In un "parlamento" delegittimato dal 40÷45 % di "non voti" i soli parlamentari validi saranno coloro che lo vogliono sopprimere. Anche se saranno circa soltanto un terzo degli eletti. E così suonerà il "LIBERI TUTTI". Le divergenze dei vari gruppi parlamentari su tanti altri temi -sebbene importanti- a quel punto saranno solo una ulteriore spinta a salutarsi per sempre. Salvo -e non necessariamente in ogni caso- eventuali specifiche o contingenti alleanze militari.

  27. Antonio Patania ha detto:

    Senza sovranità monetaria e indipendenza politica lo stato perde il suo potere e la sua entità.e questa la repubblica che volevamo?la politica e sovrana nessuno può impedire un popolo di autodeterminarsi quando non ha più la sua indipendenza.ci vorrebbe la maturità politica per un referendum istituzionale per eleggere una nuova repubblica più democratica e con una propria moneta di stato .nessun debito può essere pagato con altri debiti.l.unione europea e fondata su una moneta che crea debiti non pagabili e altresì senza giusta causa

  28. antonio ha detto:

    Gli articoli della costituzione sarebbero in contraddizione con i primi 12 articoli fondamentali…si poteva veramente attuare la Repubblica democratica ma non è stato fatto…Non è assolutamente anticostituzionale istituire i referendum propositivi poiché sono in sintonia con i primi 12 articoli altresì in sintonia con il diritto internazionale sull.eguaglianza sovrana degli stati e dei popoli che devono avere stessi diritti e doveri,e altresì con l.autodeterminazione stessa dei popoli che possono decidere come meglio gestire il proprio territorio ,la banca pubblica e non Spa,ecc ecc e ancora la presentazione delle leggi costituzionali di modifica e applicativi della costituzione direttamente dal popolo sovrano i cui limiti sono solo non scavalcare i diritti inviolabili…dunque non capisco perché il popolo non può vivere in democrazia

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