Taggato: IRI

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Diario di una giornata che merita di essere vissuta: il racconto della 2ª Assemblea nazionale del Fronte Sovranista Italiano

di MATTEO ROSSINI (FSI Ravenna) * A seguire il servizio fotografico di Enrico Iapoce del FSI Roma (più qualche scatto dalla rete) al quale va il nostro sentitissimo ringraziamento. Sabato sera vado a letto presto. Non è mia consuetudine. La sveglia è puntata alle 5.00, nonostante sia domenica. Questa domenica non sarà una domenica come le altre, da passere in famiglia. Questa domenica la passione, ma soprattutto il senso di dovere verso il partito, verso il Paese,...

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Le imprese pubbliche (documento approvato dall’Assemblea nazionale del FSI – 24 settembre 2017)

LE IMPRESE PUBBLICHE INDICE PARTE PRIMA: ANALISI Premessa 1.a. Complessità e vastità del tema 1.b. Il ruolo dello Stato nell’economia Lineamenti di storia dell’Impresa pubblica in Italia 2.a. La costituzione dell’IRI durante il fascismo 2.b. L’Impresa pubblica nel dopoguerra 2.c. L’IRI del boom economico 2.d. L’IRI nella crisi petrolifera ed economica degli anni ‘70 2.e. Le privatizzazioni Valutazioni dell’agire dell’Impresa pubblica 3.a. Occupazione 3.b. Investimenti nel Sud 3.c. Relazioni industriali 3.d. Ricerca e sviluppo 3.e. Mezzi finanziari 3.f. Difesa dal capitale straniero e conseguenze fiscali PARTE SECONDA:...

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Breve storia triste dell’industria pubblica italiana

di ANDREA FRANCESCHELLI (FSI Pescara) L’IRI dava lavoro a mezzo milione di italiani, teneva lontane le multinazionali dalle acquisizioni, salvava dal fallimento le aziende private inefficienti, investiva nel mezzogiorno, aveva le migliori relazioni sindacali tanto da farsi definire da Confindustria “l’anello debole della catena”, e faceva utili, tassati nel nostro Paese, che venivano reinvestiti nella crescita economica dell’Italia. Poi arrivarono quelli delle privatizzazioni e delle liberalizzazioni e oggi abbiamo disoccupazione, fallimenti aziendali, acquisizioni straniere e...

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L’Italia degli anni ottanta e la “Galassia IRI”

di STEFANO D’ANDREA L’Italia degli anni ottanta sembrava una Repubblica socialista, perciò gli europeisti-liberali-federalisti (tre parole che, nel nostro caso, indicano un solo concetto) hanno voluto distruggerla. I risultati di quasi 30 anni di liberalismo economico e di Unione europea sono sotto gli occhi di tutti. Il massimo che abbiamo raggiunto è l’Italia del 1980. Perciò un uomo d’azione concreto che non abbia dimostrato di essere un grande teorico parte da là. Soprattutto parte da...

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Un “Toeplitz” al MEF

di ANDREA RIACA’ (FSI Roma) Il 12 gennaio 2017  il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, nel corso dell’audizione di fronte alle commissioni Finanze congiunte di Camera e Senato sul decreto banche, ha assicurato che  Mps “definitivamente risanata” (con i soldi pubblici) “tornerà al mercato”.  Senza che questa dichiarazione destasse quantomeno un po’ di imbarazzo in alcuno. Si tratta infatti di una rassicurazione gravissima. Da un lato il fallimento di MPS dimostra in maniera lampante che...

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Pasquale Saraceno: unità nazionale e Mezzogiorno

di GERARDO MAROTTA [Presidente dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici] Fu una costante del meridionalismo di Saraceno la ferma consapevolezza che la questione dell’unificazione economica dell’Italia fosse anche una questione di unificazione politica, perché l’obiettivo del superamento del divario tra il Nord e il Mezzogiorno chiamava in causa le responsabilità dello Stato e perché il permanere di quel divario poteva riflettersi negativamente sulla stessa unità nazionale, con conseguenze che a lungo andare potevano risultare esiziali...

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PROPOSTA DI RIFORMA DEL SISTEMA BANCARIO – Documento per l’assemblea nazionale dell’ARS-FSI (5 giugno 2016)

L’ANALISI ­ ­ 1. L’evoluzione del sistema bancario italiano ­ ­ a. Dalle origini alla fine della prima globalizzazione Nel rincorrere le origini del sistema bancario è agevole riscontrare come tale istituzione, pur avendo inequivocabile funzione di interesse pubblico, nacque per impulso di privati cittadini i quali, nel tardo Medioevo, arrivarono paradossalmente a finanziare i sovrani europei. Tale carattere privatistico venne mantenuto per diversi secoli in tutto il mondo. In Italia fu la crisi della...

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Un Paese ormai disfatto (3a parte)

di GIANFRANCO LA GRASSA (economista) Un sintomo, non fra i maggiori ma significativo, di quanto sta avvenendo in Italia è il rimaneggiamento subito via via dai settori dell’economia “pubblica”. L’IRI ebbe momenti di fulgore, fin dall’inizio sotto la presidenza di Beneduce. Dopo la guerra fu rafforzata con la Finmeccanica (1948), l’Eni (1953), l’Enel (1962-63). Negli anni ’80 (notate, come “coincidenza”, che ciò avvenne dopo il caso Moro, su cui mi sono diffuso più volte spiegando...

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Il contesto storico e ideologico che predispose lo sfacelo della scuola di Stato

Oggi i partiti e i mezzi di informazione tendono a rimuovere dalla memoria collettiva un periodo della storia dell’ltalia che ci si augura possa, un giorno, essere raccontato senza inganni. Tra il 1992 e il 1999 influenti politici italiani, privi di ogni concetto di interesse nazionale, perché americanizzati o corrotti o ignoranti, hanno dato in pasto interi settori dell’economia italiana all’avidità del profitto privato straniero. Nella lista nera di coloro che, nel silenzio, concorsero all’impossessamento...

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La Costituzione minacciata

La Costituzione minacciata di Luciano Del Vecchio Dal secondo dopoguerra i ceti dirigenti dei paesi occidentali contrapposero politicamente lo stato interventista in economia al modello sovietico del socialismo reale. In quel periodo di guerra fredda i politici, preoccupati di disinnescare i conflitti sociali e per tener lontani i lavoratori dalle suggestioni collettiviste dei regimi d’oltre cortina, si convertirono all’intervento statale sia negli investimenti produttivi sia a fini redistributivi del reddito. Tuttavia, nel caso italiano non...

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I veri responsabili della distruzione del sistema economico italiano

di A.D.G. La Voce del corsaro Titolo originale Lo scempio delle privatizzazioni in Italia Aggiungerei un sottotitolo: La verità che i militanti e i simpatizzanti di sinistra e del centrosinistra si ostinano a negare. E ciò è il più grave dei problemi. Perché essi restano prigionieri della logica bipolare; non comprendono che è importante dar vita al partito alternativo al partito unico delle due coalizioni; e non prendono atto che i principi comunemente accolti dalle due coalizioni...