Categoria: Editoriale quotidiano
di LUCA RUSSI (FSI Arezzo) È un’impresa (quasi) impossibile, di portata storica, pochissimi ci sono riusciti. Moltissimi hanno fallito, nonostante un nome altisonante e parecchie risorse economiche.
Come si fa a non arrendersi?
È questione di PROSPETTIVA: bisogna essere disposti a lavorare per tutta la vita, accettando che potrebbe non bastare. Le persone che non sono dotate delle necessarie virtù di pazienza, umiltà, senso della misura (e anche consapevolezza del fatto che la vita sulla Terra...
di STEFANO ROSATI (FSI Rieti) Nell’Eurozona ci sono “troppe banche” e ciò produce “una competizione feroce e bassi margini” di guadagno e dunque “è necessario un consolidamento” nel settore. (E. Nouy, Chair of the Supervisory Board at the European Central Bank) Gli ordinamenti giuridici storicamente esistiti basati sul principio di concorrenza hanno – sempre e immancabilmente – prodotto monopoli. La realizzazione di monopoli, quale risultato dell’operare del principio di concorrenza, è assolutamente coerente con il...
di ANDREA ZHOK (FSI Trieste) Recentemente un amico mi ha fatto notare, ragionevolmente, come l’Italia sia stata piena di problemi anche prima dell’ingresso nell’euro (terrorismo, corruzione, mafia, burocrazia asfissiante, ecc.), e che perciò le accuse all’UE e ai suoi vincoli rischino di apparire come mere scuse. Ebbene, non c’è alcun dubbio che l’Italia non era il giardino dell’Eden prima del trattato di Maastricht e che non si trasformerà in una valle di latte e miele...
di STEFANO ROSATI (FSI Rieti) Guy Verhofstadt, paladino del liberismo Eurounitario (quello con cui i 5 stelle volevano associarsi) ripete che non ci può essere una politica sociale senza crescita. ‘Croissance’, la crescita in francese, suona come ‘croyance’ fede, credo, religione. L’idea di fondo è sempre la stessa: lo Stato non si deve indebitare perché è come una famiglia. Questo, come noto, è vero solo nel sistema realizzato dai Trattati dove l’indebitamento pubblico deve finanziarsi...
di STEFANO D’ANDREA Prima di un Governo sovranista, serve (almeno) un partito sovranista. L’ingenuità dei sovranisti che vorrebbero un governo sovranista, prima di aver lavorato anni o decenni a un partito sovranista, è mastodontica. Siccome gli avversari dei sovranisti sono tutti i non sovranisti – siano europeisti o altreuropeisti che meglio andrebbero detti sovranari, si auto-qualifichino di destra di sinistra o di centro, fascisti o antifascisti, sedicenti socialisti o dichiarati liberali – è evidente che...
di STEFANO D’ANDREA Dunque, immaginiamo che i sovranari italiani, i liberal-etnicisti ungheresi, Alleanza confindustriale per la Germania, i comunisti e i socialisti portoghesi, Alba Dorata in Grecia, i nazionalisti svedesi e danesi, l’alleanza di sinistra e il Front National in Francia, i liberali non cosmopoliti austriaci, gli opportunisti (sedicenti sovranisti) reazionari polacchi, e alcuni altri gruppi politici variamente critici nei confronti dell’Unione Europea, ottengano il 35% dei seggi nel Parlamento europeo. Poniamo pure che ottengano...
Partendo dal concetto di moneta immaginaria, lo scrittore Giuseppe Masala, invitato dal Centro Studi sulla Costituzione e la Prima Repubblica a svolgere una relazione nel corso del seminario “Idee per ricostruire l’Italia” organizzato in collaborazione con il Fronte Sovranista Italiano e tenutosi a Padova lo scorso 17 novembre, offre un interessante punto di vista sulla differenza tra le vecchie e le nuove criptomonete: le prime erano monete pensate dai “cyber-punk”, anarchici e sovversivi, le nuove...
di JACOPO D’ALESSIO (FSI Siena) Una parte consistente della Lega desidera emulare il modello mercantilistico tedesco. Difatti, nell’attuale regime di austerità, il quale esige importanti riduzioni della spesa pubblica, cui segue la distruzione della domanda aggregata (1), solo le imprese esportatrici del Lombardo-Veneto, sopravvissute a questa selezione del Capitale, riescono a massimizzare i profitti proprio a causa di una moneta stabile e alla bassa inflazione imposte dall’Europa, e dunque grazie all’euro. L’idea, allora, di un...
di IACOPO BIONDI BARTOLINI (FSI Firenze) Smettetela di pensarvi come consumatori. Ricominciate a pensarvi come lavoratori. Dimenticate i diritti dei consumatori e, se siete ancora capaci, cercate di ricordare quelli dei lavoratori. Per i diritti dei consumatori, non ci sono mai stati morti: vi sono stati regalati. Per quelli dei lavoratori e per la loro conquista sono state necessarie rivoluzioni e morti. Riflettete su questo e sul suo significato.
di FIORELLA SUSY FOGLI (FSI Ferrara) Vedo… Elettori delusi dal governo in carica che si iscrivono con entusiasmo alla pagina FB dei Gilet Gialli Italiani anziché realizzare che l’unica via di uscita è contribuire a far nascere e crescere partiti popolari socialdemocratici costituzionalisti, formati da una classe dirigente preparata, che abbiano come obiettivo il recesso dai trattati UE. Forse non è ancora ben chiaro che chi sta lavorando da decenni (per la verità da sempre)...
di GIANLUCA BALDINI (FSI Pescara) Nell’ufficio in cui lavoro siamo quasi tutti precari, eccezion fatta per il personale prossimo alla quiescenza. Ovunque mi giro vedo coetanei o disoccupati o appesi a un filo e con retribuzioni miserevoli. E siamo i fortunati, in quanto lavoratori dipendenti. Chi esercita la libera professione non guadagna neanche a sufficienza da potersi pagare i contributi della cassa professionale o dell’INPS. Non c’è nulla di accidentale o di casuale in tutto...
di STEFANO D’ANDREA Dopo il 1929 il diritto della crisi fu soprattutto un diritto pubblico dell’economia e servì a rimuovere le condizioni che avevano consentito e promosso la crisi, oltre che a nazionalizzare le banche entrate in crisi, e con esse le società delle quali le banche detenevano quote e nei confronti delle quali vantavano crediti insoddisfatti. Oggi il diritto della crisi non rimuove le condizioni che hanno consentito e promosso la crisi, non nazionalizza...
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