La Rivista di Riconquistare l'Italia
di EMILIO MARTINES (FSI Padova) Mentre a Parigi infuria la protesta dei “gilet jaunes”, è opportuno fare alcune considerazioni a partire da una infelice uscita di Benjamin Griveaux, portavoce del governo Macron, che a fronte dell’inizio delle proteste in seguito ad un rincaro dei carburanti, ha suggerito che i manifestanti avrebbero potuto trovare rimedio acquistando un’automobile elettrica. Stante l’elevato costo di acquisto di tali veicoli, questa affermazione è stata interpretata da molti come una versione...
di GIAMPIERO MARANO (FSI Varese) Non si contano ormai le aggressioni agli insegnanti da parte di genitori esagitati che pensano di vendicare con la violenza i presunti torti subiti dai propri rampolli. Uno degli ultimi episodi è accaduto poche settimane fa in una scuola elementare di Milano, dove (per ragioni non del tutto chiare) un maestro è stato brutalmente picchiato durante un colloquio, dopo aver ricevuto minacce di morte. Benché gravi, questi fatti di cronaca...
di GIANLUCA BALDINI (FSI Pescara) “Caro Babbo Natale, sono Alexis e sto facendo la quarta elementare. Sono stato un bambino bravo. Quest’anno vorrei che mi portassi molto cibo, così la mia mamma non dovrà più piangere. Non ha il lavoro. Se non puoi, vorrei che portassi un giocattolo a mio fratello che sta male. Ti voglio tanto bene”. Alexis non è del Congo-Kinshasa, né del Burundi. Non vive in Sierra Leone, nella Liberia o in...
di MARCELLO VEZZOLI (FSI Brescia) La sostituzione progressiva della figura antropologica del cittadino produttore pensante con il suddito consumatore depensante, pervenuta nella fase del suo estremo parossismo è la strada maestra dell’irresponsabilità politica generalizzata e della irresponsabilità tout court, in cui pare che l’infantilismo dilagante sia divenuta la cifra comune, contropartita naturale della cessione delle armi al dio mercato e alla sua schiavitù del desiderio ossessivo. E così abbiamo folle sterminate di individui, che agiscono...
di MASSIMILIANO CAPRIUOLI (FSI Forlì-Cesena) Il modello di società disegnato, previsto e, vorrei ricordarlo, imposto dalla nostra Costituzione è basato sulla piena occupazione. La Repubblica è infatti fondata sul lavoro (articolo 1), garantisce il diritto al lavoro (articolo 4) e garantisce anche al lavoratore un salario in grado di assicurare una vita dignitosa al lavoratore stesso e alla sua famiglia (articolo 36). Non solo: la Repubblica promuove le condizioni che rendono effettivo il diritto al...
di LUCA RUSSI (FSI Arezzo) È un’impresa (quasi) impossibile, di portata storica, pochissimi ci sono riusciti. Moltissimi hanno fallito, nonostante un nome altisonante e parecchie risorse economiche.
Come si fa a non arrendersi?
È questione di PROSPETTIVA: bisogna essere disposti a lavorare per tutta la vita, accettando che potrebbe non bastare. Le persone che non sono dotate delle necessarie virtù di pazienza, umiltà, senso della misura (e anche consapevolezza del fatto che la vita sulla Terra...
di STEFANO ROSATI (FSI Rieti) Nell’Eurozona ci sono “troppe banche” e ciò produce “una competizione feroce e bassi margini” di guadagno e dunque “è necessario un consolidamento” nel settore. (E. Nouy, Chair of the Supervisory Board at the European Central Bank) Gli ordinamenti giuridici storicamente esistiti basati sul principio di concorrenza hanno – sempre e immancabilmente – prodotto monopoli. La realizzazione di monopoli, quale risultato dell’operare del principio di concorrenza, è assolutamente coerente con il...
di WOLFGANG STREECK Traduzione a cura di Massimiliano Sist (FSI Latina) Passività in scadenza Tra i lasciti del Merkel III c’è una frammentazione senza precedenti del sistema dei partiti politici tedeschi, con l’AfD che ottiene una presenza consistente nel Bundestag, e l’FDP appena un po’ minore. Entrambi sono arrivati sulla scia dell’apertura dei confini della Merkel nel 2015. Rispetto ad altri paesi, i sei o sette partiti parlamentari tedeschi (a seconda di come si...
di ANDREA ZHOK (FSI Trieste) Recentemente un amico mi ha fatto notare, ragionevolmente, come l’Italia sia stata piena di problemi anche prima dell’ingresso nell’euro (terrorismo, corruzione, mafia, burocrazia asfissiante, ecc.), e che perciò le accuse all’UE e ai suoi vincoli rischino di apparire come mere scuse. Ebbene, non c’è alcun dubbio che l’Italia non era il giardino dell’Eden prima del trattato di Maastricht e che non si trasformerà in una valle di latte e miele...
di STEFANO ROSATI (FSI Rieti) Guy Verhofstadt, paladino del liberismo Eurounitario (quello con cui i 5 stelle volevano associarsi) ripete che non ci può essere una politica sociale senza crescita. ‘Croissance’, la crescita in francese, suona come ‘croyance’ fede, credo, religione. L’idea di fondo è sempre la stessa: lo Stato non si deve indebitare perché è come una famiglia. Questo, come noto, è vero solo nel sistema realizzato dai Trattati dove l’indebitamento pubblico deve finanziarsi...
di STEFANO D’ANDREA Prima di un Governo sovranista, serve (almeno) un partito sovranista. L’ingenuità dei sovranisti che vorrebbero un governo sovranista, prima di aver lavorato anni o decenni a un partito sovranista, è mastodontica. Siccome gli avversari dei sovranisti sono tutti i non sovranisti – siano europeisti o altreuropeisti che meglio andrebbero detti sovranari, si auto-qualifichino di destra di sinistra o di centro, fascisti o antifascisti, sedicenti socialisti o dichiarati liberali – è evidente che...
di STEFANO D’ANDREA Dunque, immaginiamo che i sovranari italiani, i liberal-etnicisti ungheresi, Alleanza confindustriale per la Germania, i comunisti e i socialisti portoghesi, Alba Dorata in Grecia, i nazionalisti svedesi e danesi, l’alleanza di sinistra e il Front National in Francia, i liberali non cosmopoliti austriaci, gli opportunisti (sedicenti sovranisti) reazionari polacchi, e alcuni altri gruppi politici variamente critici nei confronti dell’Unione Europea, ottengano il 35% dei seggi nel Parlamento europeo. Poniamo pure che ottengano...
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