Autore: Redazione

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Il più grande rivoluzionario italiano?

di Mirko Riazzoli fonte PDF   alterhistory@libero.it Felice Orsini Orsini è di taglia media; è vestito di nero; i suoi tratti sono pieni di distinzione e di nobiltà; ha la fronte alta e bella; gli occhi neri, pieni di fuoco, ma questo fuoco è tranquillo, contenuto; il naso un po' arcuato finisce in una punta troppo aguzza, ma è soprattutto ragguardevole per le narici mobili ed espressive; la bocca, dalle labbra sottili, è abile a esprimere...

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E’ il narcisismo a generare l’individualismo

da Christopher Lasch, La cultura del narcisismo, 1979 (Bompiani 2001) "Invece di farci guidare dall'esperienza, lasciamo che siano gli esperti a dirci quali siano i nostri bisogni per poi chiederci come mai quei bisogni non ci sembrino mai soddisfatti. Il clima contemporaneo è terapeutico, non religioso. La gente oggi non aspira alla salvazione personale, e tanto meno al ritorno a una primitive età dell'oro, ma alla sensazione, alla illusione momentanea di benessere personale, di salute...

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Diego Fusaro: Se il capitalismo diventa di sinistra

Sul fatto che alle elezioni la sinistra, a ogni latitudine e a ogni gradazione, sia andata incontro all’ennesima sonante sconfitta, non v’è dubbio e, di più, sarebbe una perdita di tempo ricordarlo, magari con documentatissimi grafici di riferimento. Più interessante, per uno sguardo filosoficamente educato, è invece ragionare sui motivi di questa catastrofe annunciata. E i motivi non sono congiunturali né occasionali, ma rispondono a una precisa e profonda logica di sviluppo del capitalismo quale...

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Mary Kaldor: L’Europa e la “nuova guerra”

[Mary Kaldor, da alcuni considerata “una figura chiave nello sviluppo della democrazia cosmopolita”, insegna Global Governance alla London School of Economics.]   Ulrich Beck, nel suo meraviglioso libro German Europe, («L'Europa tedesca», Polity, 2013), sostiene che l'Europa non è stata fondata sulla logica della guerra, ma sulla logica del rischio. L'Unione europea – fa notare Beck – si regge su una rete di «non». Non è una nazione, non è uno stato e neppure un'organizzazione...

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Berlino, Roma e i dolori del giovane euro

Le previsioni, contenute nella seconda parte, contengono osservazioni importanti ma anche punti opinabili e qualche lacuna. Al contrario, l'analisi, contenuta nella prima parte dell'articolo, è profondissima. Keynesblog Berlino, Roma e i dolori del giovane euro I guai dell’Eurozona originano da una grave anomalia: l’essere imperniata su un paese esportatore, che drena valuta invece di crearla. Il ritorno della Mitteleuropa. Il bluff delle ‘triple A’. Se la moneta comune salta, un’Italia senza timoniere rischia la deriva. di Marcello De...

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Reddito si, ma da lavoro

Giorgio Lunghini Sbilanciamoci L’autonomia economica e politica delle persone presuppone un reddito da lavoro. Il reddito di cittadinanza corre il rischio di far aumentare il numero dei non occupati e la loro l’emarginazione, lasciando irrisolta la questione dei bisogni sociali insoddisfatti Forse per ragioni di età, sono ancora affezionato alla idea di Adam Smith e alla Costituzione. Secondo Smith, “Il lavoro svolto in un anno è il fondo da cui ogni nazione trae in ultima...

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Ignazio Visco confessa

  Ignazio Visco, attuale Governatore della Banca D'Italia, in occasione del convegno "Andreatta economista" del 13/02/2008 "confessa": 1) che negli anni '80 "il venir meno dell'inflazione generò il debito pubblico." 2) che Beniamino Andreatta voleva ridurlo grazie alle privatizzazioni (di cui Draghi e Prodi furono gli esecutori) e tentando di alienare il demanio pubblico. Ricapitolando: la politica monetarista del Governatore Ciampi e di Beniamino Andreatta generarono il debito pubblico che poi doveva essere abbattuto mediante...

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Ci libereremo (video)

Video realizzato in occasione della 2° assemblea nazionale dell’ARS – Associazione Riconquistare la Sovranità, svoltasi a Pescara il 15 e 16 giugno 2013. 35 anni di scelte politiche sbagliate, effettuate da una classe dirigente consapevole dei disastri che avrebbe provocato al proprio Popolo (quello con la P maiuscola, quello a cui la Costituzione Italiana assegna la Sovranità) ci hanno condotto nella prigione dell’Unione Europea e dell’Euro. Tocca al Popolo Italiano liberarsi dall’oppressione. Tocca al Popolo...

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Oneto e Pagliarini: L’Italia è un’imposizione artificiosa

  Nel marzo del 1998 il quotidiano “La Padania” uscì con un supplemento intitolato Le cinquanta ragioni della Padania, autori Gilberto Oneto e Giancarlo Pagliarini. La pubblicazione, priva di valore scientifico e culturale, è invece un notevole documento politico, che esemplifica il tentativo leghista di manipolare, 'germanizzandole', la storia e l'antropologia dell'Italia settentrionale. Riporto qui di seguito alcuni estratti. L'Italia non è mai esistita nella storia. Essa è stata unita prima del 1860 solo sotto...

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Lega Nord: Costruire la nuova Europa, distruggere l’Italia

  Alcune 'perle' tratte dal documento ufficiale del 2012 che la Lega Nord ha dedicato all'Europa delle regioni e dei popoli: un'ulteriore conferma della pericolosità del progetto unionista, foriero di guerre civili nei paesi più fragili.     La Lega Nord non è mai stata contraria all’idea di Europa in sé. La Lega Nord, infatti, è un Movimento politico neo europeista e che basa la propria forza sulla vicinanza ai bisogni dei cittadini.   È...

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Follie teoriche di Bruxelles

di Paolo Savona Deve essermi sfuggita qualche lezione o lettura in materia economica per poter aderire alle manifestazioni di quasi esultanza per l'uscita dell'Italia dalla vigilanza stretta sulla sua situazione di grave squilibrio macroeconomico deciso nel maggio 2012. Il rapporto dei Servizi della Commissione conferma che l'Italia presenta ancora gli stessi squilibri macroeconomici (carenze strutturali di lunga data, elevato debito pubblico, perdita di competitività, bassa produttività, specializzazione produttiva da paese emergente, pubblica amministrazione inefficiente), ai...

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Niall Ferguson: L’esperimento europeo è fallito

  [Niall Ferguson, storico britannico di orientamento conservatore, insegna all’Università di Harvard. L’articolo che segue è apparso sul “Sole 24ore” lo scorso 9 maggio].   Thank you. Merci. Grazie. Gracias. Grazzi. Go raibh maith agat. Dziękuję. Danke. Aitäh. Köszönöm. Mulţumesc. Děkuji. Paldies. Ačiū. Ďakujem. Obrigado. Hvala. Dank u. Kiitti. Blagodarja. Tack. Efharistò. E il mio preferito, tak. Ci sono ventitré modi per dire "grazie" nell'Unione europea e a mio parere basta questo per far capire...