Taggato: narcisismo

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Il mito di Narciso, paradigma dell’era post-moderna

di FEDERICA FRANCESCONI Se c’è un mito che rappresenta bene la deriva autarchica dell’età post-moderna, questo è quello di Narciso, l’eterno giovane che vive della sua sola immagine riflessa, senza curarsi di ciò che gli sta attorno. Ogni aspetto dell’attuale vita politica, sociale e culturale ha un qualcosa che richiama il narcisismo patologico, dallo scollamento di gran parte della classe dei governanti dai reali bisogni della gente, spregiativamente chiamato il popolino fannullone, alla una figura...

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Per finirla con il XXI secolo (1a parte)

di JEAN-CLAUDE MICHÉA All’inizio del suo meraviglioso libretto su George Orwell,  Simon Leys fa notare, e a ragione, che ci troviamo davanti a un autore che “continua a parlarci con una chiarezza e una forza di gran lunga superiore alla prosa che opinionisti e politici ci fanno leggere sui quotidiani ogni giorno“. Con le giuste proporzioni del caso, un tale giudizio lo si può applicare perfettamente all’opera di Lasch e in particolare a La Cultura del narcisismo,...

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Che fine ha fatto la scuola pubblica?

di ROBERTO RENZETTI I marxisti, me compreso, avevano sopravvalutato il capitalismo (l’unico che non aveva fatto un tale errore era Gramsci). Credevano fosse penetrato dovunque e pervaso con la sua ideologia ogni struttura, corrompendola. Sbagliavamo. La scuola era rimasta fuori ed era forse l’unico luogo dove non era potuta penetrare la società dei consumi e del facile successo. Inconsciamente tutte le forze politiche fino al 1968 avevano spinto per una scuola sempre più selettiva. La...

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Contro la visibilità

di STEFANO D’ANDREA Un pittore deve pensare a dipingere quadri, un docente ad insegnare, un poeta a scrivere poesie, un pensatore a pensare e scrivere. Poi le opere si diffondono, prima o dopo la morte dell’autore e l’autore acquisisce notorietà. Chi è noto oggi è anche molto “visto”. Non è facile sfuggire alle telecamere ma le immagini pubbliche possono essere ridotte se si agisce con accortezza. La visibilità è invece un’altra cosa. È l’obiettivo di chi...

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Donald Trump. Che cosa avrebbe detto Lasch?

di CLAUDIO GIUNTA (italianista; Università di Trento) Christopher Lasch aveva capito tutto? Chi ha letto i suoi libri se lo sta domandando da qualche tempo, a mano a mano che in Occidente i partiti di sinistra hanno perso appeal sul loro elettorato tradizionale, e soprattutto dopo che un mese fa Donald Trump è stato eletto presidente degli Stati Uniti. Lasch (1932-1994) è stato uno dei più originali e influenti intellettuali americani della seconda metà del...

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Il Padre, l'assente inaccettabile: intervista a Claudio Risè

Intervista a cura di Anna Riva; fonte: “Il filo di Arianna”, ottobre-dicembre 2004. Nel suo libro Il Padre. L’assente inaccettabile [ed. San Paolo, 2013, ndr] sostiene che la figura del padre sia stata rimossa dalla nostra società e quindi dall’educazione dei figli lasciando un grande vuoto. Ci può spiegare meglio quali conseguenze comporta per l’individuo questa ”inaccettabile assenza”?  In prima istanza il padre rappresenta la figura del creatore. Venendo meno la figura paterna viene a...

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Il nuovo ordine

di MARIO PEZZELLA (filosofo; Scuola Normale Superiore di Pisa) Dopo la caduta del muro di Berlino, è nata la grande illusione di un capitalismo ormai libero di realizzare compiutamente la sua missione di progresso. L’Altro, il nemico, il male, non esistevano più. Nel decennio precedente, i limiti e le contraddizioni del mondo libero erano stati giustificati dalla presenza di quell’ombra minacciosa. Si potevano appoggiare dittature e colpi di stato; si doveva impoverire una parte della...

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La "rivoluzione" sessuale

di CHRISTOPHER LASCH  (storico e sociologo; 1932-1994) La demistificazione della femminilità procede parallelamente alla desublimazione della sessualità. L’”abolizione della riservatezza” ha dissolto l’atmosfera di mistero che circondava il sesso e ha tolto di mezzo gran parte degli ostacoli che precludevano le sue manifestazioni in pubblico. L’efficacia dei contraccettivi, l’aborto legale e una “sana” e “realistica” accettazione del proprio corpo hanno indebolito i legami che univano il sesso all’amore, al matrimonio e alla procreazione. Uomini e...

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Alberto Biuso: Contro il Sessantotto

di CATENO TEMPIO (saggista; www.sitosophia.org) Lucido, disincantato, critico: così si presenta Contro il Sessantotto di Alberto Biuso [prefazione di E. Mazzarella, Villaggio Maori, Catania 2012 (prima ed. 1998), ndr.]. Tuttavia non si tratta di un semplicistico revisionismo storico, ma di molto di più e di meglio. Infatti, portando alla luce le radici ideologiche, filosofiche ed antropologiche di questo movimento, il saggio si propone di mostrare che «intessuto della dismisura dell’utopia, il Sessantotto è l’ultimo rampollo...

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Narciso e il ritorno alla Lira

Qualche giorno fa, qui su AAP, Marino Badiale ipotizzava come possibile spiegazione della mancanza di ribellione dei popoli europei all’austerity, una causa psicologica e/o antropologica. La sua analisi partiva da due saggi che dimostravano come la società capitalistica stia mirando a inoculare sempre più l’ideologia consumistica già nei bambini, che ne sono inevitabilmente corrotti. In questo post vorrei brevemente affrontare un’altra caratteristica della società dei consumi che potrebbe in parte rispondere alla domanda iniziale: la...

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E’ il narcisismo a generare l’individualismo

da Christopher Lasch, La cultura del narcisismo, 1979 (Bompiani 2001) "Invece di farci guidare dall'esperienza, lasciamo che siano gli esperti a dirci quali siano i nostri bisogni per poi chiederci come mai quei bisogni non ci sembrino mai soddisfatti. Il clima contemporaneo è terapeutico, non religioso. La gente oggi non aspira alla salvazione personale, e tanto meno al ritorno a una primitive età dell'oro, ma alla sensazione, alla illusione momentanea di benessere personale, di salute...

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L’armadio ed il materasso

  Era un armadio piccolino rispetto ai giganti che sono messi in bella mostra nei vari centri espositivi di cui è costellata la nostra penisola. Anzi era un armadio piccolino in senso assoluto. Alto neanche due metri, largo circa uno, arredava la stanza si direbbe oggi. Palle. Espletava il compito per cui era stato costruito: conteneva i vestiti miei e di mia sorella. Era in compensato tamburato, come si usava allora. Tinta miele. Addossato alla...