O la Costituzione della Repubblica Italiana o l’Unione Europea

Potrebbero interessarti anche...

17 Risposte

  1. Claudio Martini ha detto:

    Una cosa che mi ha sempre fatto sorridere è la "lotta di liberazione" dei paesi dell'Est Europa dal terribile "giogo sovietico". L'anelito di sovranità e indipendenza dei capi di quella "lotta" era talmente sincera da far sì che questi paesi, liberi dal "giogo", abbiano oggi la politica economica stabilita a Bruxelles, e la politica estera decisa a Washington.
    Scriveva Paolo Flores D'Arcais nell 199: "siamo [intendeva l'Italia] l'ultimo paese dell'Est". Per una volta disse qualcosa di corretto. Le similitudini tra l'Italia e le nazioni orientali abbondano; ma la più vistosa è sicuramente quella costituita dai rispettivi partiti comunisti. Non tutti sanno che la transizione dal socialismo brezhneviano al capitalismo reaganiano fu gestita interamente, tranne rare eccezioni, dalle stesse élite comuniste. E cosa abbiamo avuto noi, con Napolitano, Veltroni e D'alema? Il più forte partito comunista d'occidente si è comportato come il più squallido partito comunista d'oriente.  Da noi la "normalizzazione" liberista e anglomane fu materialmente effettuata da "tecnici" come Ciampi, Draghi, Dini, Prodi (oggi Monti). Ma senza i voti dei comunisti, senza le truppe di fanteria mobilitate da chi aveva radicamento nelle classi popolari, senza il loro sostegno, quella normalizzazione non avrebbe mai potuto avere luogo.
    i Napolitano, Veltroni, D'alema hanno sempre agito in nome (e spesso per conto) dell'Europa. A questa idea hanno sacrificato le proprie identità e affidato i propri destini (Monnet al posto di Marx, Spinelli invece che Gramsci). Quando l'Euro fatalmente crollerà, portando con sé l'Europa Unita, anche la Sinistra italiana sarà travolta, in quanto verranno meno sia i riferimenti ideologici, sia il contesto politico che le hanno permesso di riciclarsi e sopravvivere nel post-89. Prepariamoci, dunque; perché io non so che aspetto avrà l'Italia senza la sua Sinistra. Non necessariamente migliore, temo.

  2. Alberto Bagnai ha detto:

    Ma appunto l'Italia non ha più una sinistra da quando un governo di sinistra a guida democristiana la ha fatta entrare nell'euro. Senza questa "sinistra" l'Italia avrà un aspetto molto migliore. Posto, però, che si riescano a mobilitare delle forze di sinistra senza virgolette…

  3. Antonio Patania ha detto:

    nessuno ha stabilito di chi e la proprietà dell.euro all.atto dell.emissione .Dunque non comprendo da dove si evince la legalità dell euro .Se gli stati europei non sarebbero i veri proprietari dell.euro dato che l hanno loro stessi istituito ci ritroveremo di essere dei popoli senza stato.Di conseguenza i popoli senza stato potrebbero autodeterminarsi in vari modi: o eleggendo un partito che finalmente fa rispettare la nostra costituzione oppure rinunciare tutti alla cittadinanza italiana rivolgendosi alla corte di giustizia civile internazionale per chiedere il riconoscimento per avere uno stato indipendente dalla unione europea e per avere una propria moneta sovrana.Si potrebbe tentare anche un referendum interno di indipendenza o ancora far dichiarare incostituzionali le leggi di ratifica dei trattati o tentare un referendum istituzionale simile a quello del 46 .Le cessioni di sovranità dovrebbero essere illegali sotto il profilo costituzionale e penale ma ahimè purtroppo siamo tornati peggio del medioevo

  4. Antonio Patania ha detto:

    La cosa grottesca e assurda che ci dichiarano padroni dei trattati ma non della moneta euro .Mi domando quando finirà questa commedia e si liberano i popoli dal cappio del debito causato da una moneta non sovrana?

  1. 28 dicembre 2011

    […] […]

  2. 28 dicembre 2011

    […] […]

  3. 31 gennaio 2012

    […] ragioni della mia proposta le ho espresse in precedenti articoli, che qui mi limito a richiamare: O la Costituzione della Repubblica Italiana o l’Unione Europea e L’Unione europea è il regno della irresponsabilità […]

  4. 19 aprile 2012

    […] come questo, pubblicato da Stefano D’Andrea sia su Appello al Popolo che su Indipendenza http://www.appelloalpopolo.it/?p=5334 . Eh già… i “fascisti” Stefano D'Andrea e di Indipendenza che si […]

  5. 15 ottobre 2012

    […] […]

  6. 17 dicembre 2012

    […] sociale” e deve, altresì, “essere indirizzata e coordinata a fini sociali”). Secondo l’economista Stefano D’Andrea, le basi di quest’Articolo risulterebbero insidiate sin dal 7 febbraio 1992, ovvero sin dalla […]

  7. 12 giugno 2013

    […] modello neoliberista anglosassone e l’americanizzazione delle nostre società. Con conseguente svuotamento delle promesse progressive presenti nella nostra Costituzione e riduzione della democrazia al collasso. All’interno di questo processo, è sempre più evidente […]

  8. 27 febbraio 2017

    […] di sostanziale disapplicazione del modello voluto dai Padri Costituenti e alla denuncia dell’insanabile contrasto tra Costituzione della Repubblica italiana e Trattati dell’Unione europea, tema sul quale il FSI prende una netta posizione nel suo Documento di Analisi e […]

  9. 7 giugno 2017

    […] quindi un sistema in assoluto contrasto con la nostra Costituzione; anche questo mi sembra […]

  10. 7 giugno 2017

    […] quindi un sistema in assoluto contrasto con la nostra Costituzione; anche questo mi sembra […]

  11. 21 luglio 2017

    […] aver assistito all’annullamento, con i Trattati europei, della Costituzione economica, dopo aver visto snaturare e tentare di mortificare definitivamente l’assetto istituzionale […]

  12. 21 luglio 2017

    […] aver assistito all’annullamento, con i Trattati europei, della Costituzione economica, dopo aver visto snaturare e tentare di mortificare definitivamente l’assetto istituzionale della […]

  13. 8 settembre 2017

    […] Analizzare le cause di questo stato di cose, certamente determinato da una pluralità di fattori, sia pur ricollegabili, richiede la rinuncia ad alcuni pregiudizi e a convinzioni stratificate, spesso derivanti dall’adesione a quel generalizzato atteggiamento di favore che ha accompagnato, nell’opinione pubblica, il processo di unificazione europea e, conseguentemente, da una acritica accettazione della asserita positività del fenomeno concorrenziale, che dell’Unione è caposaldo imprescindibile: un professionista del diritto, in grado di conoscere e leggere le norme, non può permettersi di ignorare la assoluta incompatibilità fra il nostro sistema costituzionale e l’impianto dell’Unione europea. […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *