Autore: Tonguessy

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Su Wikileaks

Attraverso l’eco mediatico di Wikileaks, scrive Maurizio Blondet, l’Impero Terminale giudica il mondo. Visti dai funzionari imperiali, non ci sono “amici” (Italia, Germania, Francia, Turchia, Russia, Gran Bretagna etc…) ma servi irritanti, tardi e pigri, non “alleati” ma clienti ridicoli e potenziali traditori da sorvegliare; i "clienti" sono schiavi sfruttabili e sacrificabili. Entrambi, alla luce dei documenti di Wikileaks, ugualmente spregevoli, senza distinzione tra antichi alleati e nuovi domestici. E ovviamente, nella sequela di oltraggi...

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Zanzare tigre

Sudo. E’ Luglio e fa caldo, ma questo e’ il tempo giusto per vangare il terreno e seminare il radicchio. Sono vestito di tutto punto, camicia a maniche lunghe e pantaloni lunghi con calzini. Credete che sia pazzo? No! E’ la globalizzazione che secondo Kissinger (Nobel per la “pace”) “non è che il nuovo nome della politica egemonica americana” , per Chomsky e’ solo “integrazione internazionale” mentre per me, zappatore sotto la canicola, significa zanzare...

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Nobiltà o Borghesia?

di Tonguessy Durante il XV secolo diverse potenze si contesero il predominio dei mari. Stranamente la Cina, che partiva con notevole vantaggio sulle avversarie, abbandonò quasi subito la sfida. Com'è che la più imponente flotta che avesse mai solcati i mari (almeno fino alla prima guerra mondiale, asserisce l'esperta di storia navale Louise Levathes) sia stata ingoiata dalla Storia lasciando campo libero a flotte decisamente più scalcagnate ed improvvisate come quelle europee? Stiamo parlando di...

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Polenta e zucchero

E' un episodio strampalato che ogni tanto mi torna in mente. Siamo agli inizi degli anni '60, quando frequentavo le scuole elementari. La scuola era frequentata da gente che abitava in un popoloso quartiere popolare, edificato durante il fascismo. Proletari, si diceva allora. E qualche sottoproletario, mi viene da aggiungere. Lunghe ringhiere di ferro che costeggiavano la serie di porte di ingresso, corti che in qualche modo ricordavano le aie dei casolari di campagna e...

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Cartello petrolchimico-parte9: conclusioni

Tentiamo di ripercorrere brevemente il percorso sin qui fatto. A seguito del progressivo impoverimento della Germania del dopo- Versailles, nasce e si sviluppa il partito nazionalsocialista (NSDAP). L'ascesa del NSDAP diventa irresistibile grazie ai cospicui finanziamenti garantiti da imprenditori nazionali ed USA. La presa del potere da parte dei nazisti non è scindibile dai rapporti strettissimi che essi avevano con il cartello petrolchimico IG Farben e dalla fitta rete di interessi e comunanze ideologiche (leggi...

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Cartello petrolchimico-parte8: Neuordnung

Martin Bormann faceva parte della direzione del NSDAP (partito nazista); era il segretario personale di Hitler, il suo consigliere nonchè l’amministratore dei beni del partito e di quelli personali di Hitler. Istruito dal Fuhrer, Martin Bormann aveva elaborato un piano segreto per la sopravvivenza postbellica nazista e la sua rinascita economica. A tal fine organizzò un incontro segreto il 10 agosto 1944 presso la Rotes Haus di Strasburgo a cui parteciparono tutti i vertici militari,...

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Cartello petrolchimico-parte7: il dopoguerra

Il 1945, come ben sappiamo, decreta la fine della guerra. E la fine della dittatura nazista. Ne siamo proprio sicuri? In realtà con la fine della SGM si aprono scenari abbastanza inquietanti. Il primo scenario riguarda la tecnologia nazista, oggetto di intense ricerche da parte degli Alleati che avevano tutte le intenzioni di accaparrarsele. Operation Paperclip fu il nome in codice del reclutamento di scienziati nazisti, bypassando qualsiasi tribunale internazionale. W. von Braun era membro...

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Cartello petrolchimico-parte6: Dow Chemical e ALCOA

Ci furono oltre 2000 accordi industriali (cartelli) tra la IG Farben e industrie straniere, incluse la Standard Oil, DuPont, Alcoa, Dow Chemical. La vera storia della IG Farben e delle sue attività prima e durante la Seconda Guerra Mondiale non potrà mai essere conosciuta fino in fondo, in quanto tutti i documenti furono distrutti nel 1945, immediatamente prima della vittoria alleata sui nazisti. [1] La Dow Chemical si era impegnata ad estrarre magnesio già nel...

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Cartello petrolchimico-parte5: DuPont

La DuPont fu fondata nel Delaware nel 1802. Specializzata in polvere da sparo ed esplosivi, nel 1902 rappresentava il 75% del mercato degli esplosivi USA. Si ritiene che la DuPont avesse rifornito il 40% di tutti gli esplosivi usati nella Prima Guerra Mondiale, qualcosa come 684 milioni di kg.[1] Successivamente la DuPont entrò nel mercato della plastica e dei coloranti. Irenée DuPont fu una sostenitrice della prima ora di Hitler, assieme ad Henry Ford. Rappresentanti...

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Cartello petrolchimico-parte 4: Monsanto

di Tonguessy La Monsanto nasce nel 1901 a St. Louis, Missouri, come produttrice di saccarina diventando ben presto un grosso produttore di acido solforico. Negli anni '30 mentre milioni di americani senza lavoro non riescono a mangiare, si accorpa la ditta che ha messo a punto un nuovo composto: i policlorobifenili, detti PCB. Sono inerti, resistenti al calore, utili alle industrie come lubrificanti, liquidi idraulici, da taglio e refrigeranti, sigillanti e sono potenti agenti cancerogeni...

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Cartello petrolchimico-parte 3: Rumsfeld

di Tonguessy Vi ricordate Donald Rumsfeld? Si, il fondatore del Project for a New American Century (PNAC), il falco dell’invasione dell’Iraq nel nome della democrazia. Il perenne effettivo della Casa Bianca, con Nixon, Ford, Reagan, Bush padre e figlio. Fu proprio quest’ultimo che lo nominò Defense Secretary, cosa che fece benissimo essendo lui Segretario anche del gruppo Carlysle (società di forniture militari nel cui consiglio di amministrazione sedevano i due Bush oltre che a Shafig...

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Cartello petrolchimico-parte 2: aiuti USA ai nazisti

di Tonguessy Qualsiasi macchina bellica necessita di benzina. Molta benzina. La Germania nazista non ne aveva. Nel’34 ad esempio importò l’85% di prodotti raffinati. Questa dipendenza estera che non evrebbe permesso nessun avvio di attività belliche, fu drasticamente ridimensionata allorchè la Standard Oil americana e la IG Farben finanziarono e svilupparono il processo di idrogenazione che trasformava il carbone presente in notevoli quantità nel territorio tedesco in benzina per autotrazione. Nel precedente articolo si citava...