Su Wikileaks
Attraverso l’eco mediatico di Wikileaks, scrive Maurizio Blondet, l’Impero Terminale giudica il mondo. Visti dai funzionari imperiali, non ci sono “amici” (Italia, Germania, Francia, Turchia, Russia, Gran Bretagna etc…) ma servi irritanti, tardi e pigri, non “alleati” ma clienti ridicoli e potenziali traditori da sorvegliare; i "clienti" sono schiavi sfruttabili e sacrificabili. Entrambi, alla luce dei documenti di Wikileaks, ugualmente spregevoli, senza distinzione tra antichi alleati e nuovi domestici. E ovviamente, nella sequela di oltraggi...




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