Taggato: francia

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L’Unione europea è una fiction di quarta serie

di Simone Garilli (FSI Mantova) La principale dimostrazione che l’Unione Europea è solo un dispositivo di limitazione delle sovranità nazionali altrui, governato più o meno conflittualmente da due potenze regionali (Francia e Germania) e dalla superpotenza globale (Stati Uniti), sta nella qualità media miserrima del personale politico chiamato a gestirla. Come afferma Stefano Rosati, in effetti, “Il livello dei politici espressi dall’unione europea è di una penosa mediocrità. Di quattordici presidenti della commissione solo Delors ha...

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Democrazia francese: morta o viva?

di DIANA JOHNSTONE  Traduzione a cura di Leone Calza (FSI Avellino) Parigi, Francia, 9 Gennaio 2019 Democrazia francese, morta o viva? O forse bisognerebbe dire, sepolta e resuscitata? Perché, per la massa delle persone comuni, lontane dai centri del potere politico, finanziario e mediatico di Parigi, la democrazia è già in fin di vita e il movimento è un tentativo di salvarla. Da quando Margaret Thatcher decretò che “there is no alternative” (non c’è alternativa,...

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L’Europa sotto il Merkel IV: un bilancio di impotenza (parte 3)

di WOLFGANG STREECK Traduzione a cura di Massimiliano Sist (FSI Latina)   Rifondare l’Europa? La politica organizzata a livello europeo è sempre stata condotta attraverso due canali, uno sovranazionale e uno intergovernativo. La Germania ha tradizionalmente preferito il sovranazionalismo, visto il suo desiderio di evitare il conflitto e nascondere la sua influenza dietro regole che rendono superflue le trattative. Anche l’Intergovernamentalismo ha resistito perché potrebbe dar vita a un’Europa à la carte, a “geometria variabile” o...

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L’Europa sotto il Merkel IV: un bilancio di impotenza (parte 2)

di WOLFGANG STREECK Traduzione a cura di Massimiliano Sist (FSI Latina)   Passività in scadenza   Tra i lasciti del Merkel III c’è una frammentazione senza precedenti del sistema dei partiti politici tedeschi, con l’AfD che ottiene una presenza consistente nel Bundestag, e l’FDP appena un po’ minore. Entrambi sono arrivati ​​sulla scia dell’apertura dei confini della Merkel nel 2015. Rispetto ad altri paesi, i sei o sette partiti parlamentari tedeschi (a seconda di come si...

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Mélenchon: Il movimento rivoluzionario in giallo

di JEAN-LUC MÉLENCHON Traduzione a cura di Sergio Giraldo (FSI Monza) 17 e 18 novembre: queste due date hanno segnato la transizione di un’epoca. Ci sono stati il movimento di giubbotti gialli e anche i primi incontri nazionali dei quartieri della classe operaia. E, naturalmente, il braccio di ferro elettorale nel collegio elettorale di Valls. Dirò la mia su questi argomenti nelle prossime ore. Qui discuto l’azione dei gilets jaunes. Dopo essersi sviluppata e messa in...

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Considerazioni sul movimento dei Gilet gialli

di STEFANO D’ANDREA 1. Anche questo volantino, uno dei tanti, dimostra che i Gilet Gialli sono un movimento giallo-verde. Certamente, c’è un bel po’ di radicalità in più rispetto al Governo giallo-verde ma l’uomo di minima intelligenza pratica ormai sa che un conto è scrivere e diffondere un volantino, un conto è proporre un programma politico pre-elettorale, un conto scrivere un programma di governo, un conto è il concreto esercizio del potere politico di governare....

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L’Europa sotto il Merkel IV: un bilancio di impotenza (parte 1)

di WOLFGANG STREECK Traduzione a cura di Massimiliano Sist (FSI Latina)   Introduzione L’Europa organizzata, o disorganizzata, nell’Unione europea (UE), è una strana bestia politica. Consiste, in primo luogo, nelle politiche interne dei suoi stati membri che, nel tempo, si sono profondamente intrecciate. In secondo luogo, gli stati membri, che sono ancora Stati sovrani, perseguono interessi definiti a livello di singola nazione attraverso le politiche estere, ancora nazionali, all’interno di relazioni internazionali intraeuropee. Qui, in...

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L’Unione disunita

di LUCIANO DEL VECCHIO (FSI Bologna) Attualmente c’è uno scontro in atto tra Roma e Bruxelles, che non sappiamo fino che punto possa spingersi. Quali e quante opzioni ha l’Italia per resistere alle intimidazioni della cupola eurocratica, almeno fino alle elezioni europee? Un eventuale successo dei “populisti” metterebbe a rischio la sopravvivenza dell’Unione? Gli eurocrati lo temono, ma nessuna previsione è oggi affidabile. L’UE, come ammucchiata di Stati nazionali in selvaggia competizione liberista tra di...

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Il dramma geopolitico

di LUCIANO DEL VECCHIO (FSI Bologna) Per non farsi travolgere da una storia che, al contrario di quanto teorizzava il politologo americano Francis Fukuyama, non s’è mai fermata e che, in questi anni, ha accelerato drammaticamente il suo corso, dovremmo provare a ragionare di politica non solo con ideologie o categorie sociologiche, ma anche in termini di fattori geografico-storici e fisico-ambientali, che la geopolitica studia e interpreta come elementi che condizionano la storia. L’Italia, dopo...

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Fine di campagna e secessioni

In un articolo sconsolato Sapir, dando ormai per scontata la vittoria di Emmanuel Macron alle elezioni presidenziali francesi, deplora il cinismo dell’oligarchia neoliberale che ha proposto il suo candidato con tecniche di marketing e l’irresponsabilità di Marine Le Pen scettica sul suo stesso programma. Di qui il suo timore di una spirale di disgregazione sociale che potrebbe portare la Francia anche a una guerra civile. Fine di campagna e secessioni Di Jacques Sapir 5 maggio...

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Il primo turno delle elezioni francesi sulla stampa

Un’intervista di Sapir sulla necessità e le prospettive francesi di un’uscita dall’euro. Il primo turno sulla stampa di Jacques Sapir,  27 aprile 2017 L’originale dell’intervista è disponibile al seguente indirizzo: http://russeurope.hypotheses.org/5944 Traduzione di Paolo Di Remigio In questi ultimi giorni ho accordato diverse interviste ai media internazionali sulla situazione in Francia dopo il primo turno delle elezioni presidenziali. Si potranno così trovare: • un’intervista di una dozzina di minuti in francese a RT; la si...

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Francia: le lezioni del primo turno

La delusione per il risultato di Macron, che, come servitore dell’oligarchia finanziaria, in un mondo ideale non sarebbe dovuto andare al di là dell’1% dei consensi, potrebbe impedire di vedere gli importanti cambiamenti politici sui quali Sapir dirige l’attenzione: scompare il bipolarismo francese in cui due partiti fingevano di duellare, perché non solo si disfa un altro pezzo della sinistra europea traditrice dei popoli e dei lavoratori, ma subisce una sconfitta decisiva la stessa destra...