Taggato: cosmopolitismo

0

Ragioni di sovranismo

di ALESSANDRO CASTELLI (FSI Trento) Negli articoli precedenti [qui e qui, ndr] si era cercato tra le altre cose di dare conto della difficoltà di governare un territorio in vista del bene comune nel momento in cui si allunga la linea di comando ben al di fuori da quelli che sono i confini di Stato. In questa occasione, in una sorta di detour rispetto al filo conduttore dei primi interventi, vorrei invece concentrarmi su una...

0

Insegnare la chimica in inglese? (1a parte)

di ENRICO PRENESTI (Università di Torino) Il momento storico-sociale nel quale ci troviamo è particolare – soprattutto per la velocità di cambiamento cui le persone sono sottoposte sul lavoro come nella vita privata – ma alcuni fenomeni che sembrano legati alla novità della globalizzazione si sono già visti nel corso della storia e ora, semplicemente, si ripresentano attualizzati rispetto ai mezzi impiegati per sostenerli e propagarli. Per quanto d’interesse specifico per l’area accademica, la globalizzazione...

2

La prostituzione cosmopolita degli inellettuali italiani, la Patria e la disgregazione

di FEDERICO MONEGAGLIA (FSI Trento) La funzione cosmopolita degli intellettuali italiani è il sintomo più evidente dello stato di disgregazione del Popolo Italiano. La funzione cosmopolita degli intellettuali, che si sviluppò a partire dal ‘400 e fu riassorbita nel processo del Risorgimento, trovava al tempo di quest’ultimo uno dei suoi ultimi esponenti in Pellegrino Rossi, il quale non a caso divenne Ministro dell’Interno del Governo Pontificio nel 1848, dopo un passato di mercenario intellettuale alla...

2

Accoglienza negata e solidarietà “fica”

di LORENZO D’ONOFRIO (FSI Pescara) Mi rendo conto che oggi è estremamente difficile parlare di profughi, rifugiati e accoglienza, districandosi fra il becero fascioleghismo a scopo prettamente elettorale e la tendenza, molto globalisteggiante, a trattare la questione con quei paraocchi, più o meno consapevoli, che garantiscono di concentrarsi sui drammatici (e sin troppo reali) aspetti umanitari e sentirsi davvero “fichi”. Sia chiaro, non accetto che si possa discutere del diritto all’accoglienza: va assolutamente garantito, così...

0

Per la critica dell’etica moderna

di PAOLO DI REMIGIO (FSI Teramo) È nota la differenza tra giudizi di fatto e giudizi di valore: un giudizio di fatto è vero se corrisponde al fatto, falso se non gli corrisponde; invece un giudizio di valore non può essere né vero né falso perché non cerca di esprimere quello che i fatti sono ma quello che i fatti devono essere. Questo ‘dovere’ ha un significato particolare: indica non un’ineludibilità, ma un’esigenza soggettiva, alla...

3

Né cosmopoliti né xenofobi

di ALAIN DE BENOIST La questione dell’identità (nazionale, culturale, ecc.) ha un ruolo centrale nel dibattito sull’immigrazione. A questo proposito, si impongono di primo acchito due osservazioni. La prima consiste nell’osservare che, se si parla molto dell’identità della popolazione d’accoglienza, si parla in generale molto meno di quella degli immigrati stessi, che sembra tuttavia, e di gran lunga, la più minacciata dal fatto stesso dell’immigrazione. In quanto minoranza, gli immigrati subiscono infatti direttamente la pressione...

0

Danilo Zolo: Cosmopolis

di LUCA BETTARELLI (economista; Università Statale di Milano) L’analisi del libro Cosmopolis di Danilo Zolo [ed. Feltrinelli, 2002, ndr] ci permetterà di entrare nel vivo di un dibattito – tanto filosofico, quanto pratico – che contrappone una visione del mondo “cosmopolitica”, che vede nella costituzione di un governo sovranazionale e universale la soluzione ai particolarismi nazionali – e a tutte le derive che ne discendono – ad una invece che identifica nel riconoscimento della varietà...

3

Sul cosmopolitismo

di LUCIANO DEL VECCHIO (ARS Emilia-Romagna) Il cosmopolitismo (dal greco kòsmos, mondo, e politès, cittadino) tradizionalmente definisce la dottrina che attribuisce a ogni individuo la cittadinanza del mondo; e presenta tre caratteri essenziali, sia come condizioni che come necessarie conseguenze: un assunto individualistico che considera l’uomo autonomo dai vincoli culturali, sociali e politici; l’affermazione di eguaglianza tra gli uomini in virtù di un condiviso elemento unitario come la natura umana o la ragione; e un...

13

Il vero potere

di STEFANO D’ANDREA (ARS Abruzzo; Università della Tuscia) Si è diffuso il convincimento che il “vero potere” sia internazionale o comunque non nazionale. Talvolta il vero potere è identificato senz’altro con lo stato imperiale, talaltra si affiancano a quel centro di potere altri poteri, cosmopoliti, costituiti da titolari e gestori del grande capitale e dei grandi strumenti di propaganda. Questo punto di vista, che contiene, indubbiamente, una parte di verità, è foriero di molte conseguenze...

1

I due avversari ideologici

di STEFANO D’ANDREA (ARS Abruzzo; Università di Perugia) Globalisti La contraddizione fondamentale del nostro tempo è sovranisti/globalisti Se ciò è vero, ne deriva che tutti i globalisti (quindi tutti gli unionisti, federalisti o meno), di destra, di centrodestra, di centro, di centrosinistra e di sinistra sono avversari dei sovranisti. Tutti in egual modo, fino a quando resteranno globalisti. Al contrario, i sovranisti democratici e repubblicani che si riconosconano nella Costituzione – veramente e non per...

0

Su Mazzini e l’idea di Nazione

Nel periodo in cui lo Stato nazionale non si era ancora affermato e gli imperi multietnici dominavano in vaste aree dell’Europa, il pensiero e l’azione di Giuseppe Mazzini influirono idealmente e ideologicamente sui singoli movimenti risorgimentali e dell’Italia e degli altri Paesi. Questi recepirono il messaggio mazziniano, adattandolo alle esigenze locali così come adeguarono tattiche, indirizzi ed esiti delle lotte per l’indipendenza a vari e altri fattori, sia interni sia esteri. L’equilibrio tra le Potenze,...

0

L’origine ambigua del termine “sinistra”

L’origine ambigua del termine “sinistra” di Luciano Del Vecchio La dicotomia destra-sinistra viene di solito fatta risalire agli anni della Rivoluzione francese, quando a una nobiltà terriera che esercitava il potere politico si contrappose una borghesia mercantile convertita alle idee liberali. Sono appunto i liberali a rappresentare, per quasi tutto quel secolo, la «sinistra», cioè il gruppo politico che nei parlamenti siede alla sinistra del presidente. Questa borghesia, al potere con la III Repubblica, espresse...