Taggato: pubblicità

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Il marketing della sofferenza e le nuove frontiere dell’imbarbarimento

di GUIDO CARLOMAGNO (FSI Riconquistare l’Italia Roma) Chiunque abbia avuto la sventura di cadere nelle grinfie dei diabolici algoritmi di targetizzazione pubblicitaria, avrà notato come pochi minuti di scorrimento della propria bacheca social siano sufficienti per essere inondati da un fiume di spot finalizzati a promuovere azioni di beneficienza di vario tipo, tendenzialmente a scopo umanitario. Il trend è in sensibile e quasi fuori controllo aumento negli ultimi anni. Sempre più frequente è anche l’utilizzo di...

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Il grande capitale ci dona quotidianamente la vasellina

Il grande capitale ha bisogno di un tipo di “uomo”, il cliente-consumatore-spettatore, infantile, narcotizzato, sedotto, sprovvisto di volontà, di determinazione, di capacità di stare solo senza consumare (anche immagini, letture e suoni), carente di senso di auto-responsabilità e di pazienza; un essere ovviamente incapace di esser parte di un progetto umano che lo trascenda. Per questa ragione l’epoca del neo-liberismo, se si preferisce dell’ordo-liberismo, è stata l’epoca della tutela del consumatore contro le pubblicità ingannevole,...

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La propaganda dei beni di consumo

di CHRISTOPHER LASCH Agli albori del capitalismo industriale, i datori di lavoro consideravano l’operaio una bestia da soma o poco più – “della razza del bue”, sono le testuali parole di Frederick W. Taylor, specialista dell’efficienza. I capitalisti vedevano nel lavoratore soltanto una forza produttiva; non si curavano minimamente delle attività a cui egli si dedicava nel tempo libero – quel poco che gli restava dopo le dodici oquattordici ore passate in fabbrica. I padroni cercavano...

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La Lega di Salvini e il Fronte Sovranista Italiano

Mi chiedono di chiarire quali punti programmatici dovrebbero differenziare, secondo il mio punto di vista, il partito sovranista che l’ARS desidera e vuole concorrere a creare, da un lato, e la Lega, dall’altro. Molti no-euro che ci conoscono e credo ci stimino, infatti, non comprendono l’atteggiamento severo dell’ARS nei confronti della Lega. Mi limito soltanto ad alcuni punti. Il partito sovranista dovrebbe sostenere: 1) lo statismo socialista nei settori strategici, che andrebbero nazionalizzati, socializzati, o...

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Una norma socialista nella nostra Costituzione

UNA NORMA SOCIALISTA DELLA NOSTRA COSTITUZIONE: Art. 31. La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la FORMAZIONE della famiglia e l'ADEMPIMENTO dei compiti relativi, con particolare riguardo alle FAMIGLIE NUMEROSE. Protegge la MATERNITA', l'INFANZIA e la GIOVENTU', favorendo gli ISTITUTI necessari a tale scopo. La tutela dell'infanzia impone che sia vietata ogni pubblicità televisiva fino alle ore 21,00 e che le strade siano sottratte alle automobili e restituite ai bambini. A me sembra...

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Il Progetto dell’Associazione Riconquistare la Sovranità

di Stefano D'Andrea Illustro il progetto dell’Associazione Riconquistare la Sovranità e fornisco anticipatamente alcune delucidazioni utili per chi avesse dubbi*. *** 1. L’analisi della situazione politica e l'obiettivo finale. Alcuni credono che non abbiamo molto tempo; che le cose stiano per precipitare; che già alle prossime elezioni il popolo riuscirà, dietro la spinta di forti movimenti di protesta,  a presentare liste popolari nazionali che sfidino il partito unico delle due coalizioni. Purtroppo, non credo che...

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Ci libereremo

di Stefano D’Andrea Ci libereremo dai vincoli dell'unione europea, propagandati come libertà: di circolazione delle persone, dei capitali, dei servizi e delle merci. Ci libereremo dall’imposizione della diabolica concorrenza, che non è sana competizione, la quale, tra l'altro, deve talvolta lasciare il campo ora alla cooperazione ora al monopolio. Ci libereremo dalla fiducia nichilistica nel mercato e dalla diffidenza verso l'umanistica programmazione. Ci libereremo dal credito al consumo. Ci libereremo dalla televisione commerciale nazionale, dalla...

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La patente

E' sufficientemente ovvio a tutti che per poter guidare un'auto senza creare situazioni di pericolo occorre la patente, che viene rilasciata dopo avere correttamente risposto a 40 domande ed avere dimostrato di sapere guidare il mezzo di trasporto per cui si chiede l'abilitazione alla guida. Il senso di questa pratica è ridurre il più possibile i danni che una guida scorretta può causare. Tutto sensato.

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Pubblicità, concorrenza, antitrust e degradazione antropologica

di Lorenzo Dorato Comunismo e Comunità Non appartengo alla schiera di coloro che credono che il capitalismo possa essere moralizzato. Lo credono in molti e in molti propongono la moralizzazione dei “costumi” capitalistici come la soluzione alle ingiustizie, agli eccessi e persino alle crisi ricorrenti del sistema economico. Il capitalismo in quanto tale non si può moralizzare, poiché è strutturalmente immorale. Produce immoralità per sua stessa natura, dal momento in cui tende all’illimitato mentre qualunque...

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Le forze del Male contro i popoli della terra

di Stefano D’Andrea Quasi tutto è incomprensibile nella guerra che Francia, Inghilterra, Stati Uniti e il folcloristico codazzo italiano hanno dichiarato contro la Libia. Le notizie sulle fosse comuni, sui bombardamenti aerei contro "folle di manifestanti", sulle stesse folle di manifestanti e sul numero dei morti erano false. Ormai tutti sanno che erano false, anche se, per convenienza o viltà, alcuni fingono di crederle vere. La cosa incomprensibile, tuttavia, è che sebbene quelle notizie fossero assurde, inverosimili e...

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Imparino dagli Ayatollah

dI Giulietto Chiesa Fonte megachip In Iran hanno intuito per tempo che lo sbarco di Murdoch era il cavallo di Troia per cloroformizzare l’opinione pubblica e le coscienze. La sinistra italiana, che ha regalato a Berlusconi il controllo dell’etere, invece di capire che fa più male “C’è posta per te” delle dichiarazioni di Cicchitto, continua ad inseguire le tv del Cavaliere sul terreno dei pollai televisivi. Farebbero meglio a mandare una delegazione in Iran per...

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Il fondamento dell'inganno pubblicitario

di Tonino Fabbri   Stefano D’Andrea ci ha ricordato che secondo Baudrillard gli uomini privati della pubblicità si sentirebbero frustrati come se fossero posti di fronte a “muri vuoti” come se fossero privati di una possibilità  (Le teorie politiche radicali e la pubblicità).   Baudrillard è stato un abile manipolatore di concetti, al pari di un bravo pubblicitario; ma le sue manipolazioni sono ingenue, almeno quanto egli ritenga ingenui i poveri consumatori che sarebbero posti di...