Categoria: L’Italia e il popolo italiano

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Fuori dai denti

Di Claudio Martini è mia abitudine, il lunedì sera, auto-punirmi guardando "l'infedele" di Gad Lerner. Non so perché mi ostini a farlo. Di solito la conduzione è disgustosa, turpe, ripugnante (cit), e l'insieme del programma appare come un vero e proprio postribolo televisivo (ari-cit). Credevo che il peggio, da quelle parti, fosse stato raggiunto con l'interminabile serie di puntate scandalistico-giaculatorie su quanto il berlusconismo offenda il genere femminile, in genere rappresentato in studio da facoltose giornaliste,...

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Metternich è vivo e lotta contro di noi

di Claudio Martini        Il cosa   A partire dal secondo dopoguerra fino ad oggi, l'Europa è stata teatro di una grande costruzione politico-istituzionale, un'opera che, per le sue caratteristiche interne, non ha paragoni nella storia: questa costruzione è l'Unione Europea. Questo grandioso organismo sovranazionale è il frutto della sintesi delle precedenti Comunità europee, quella del carbone e dell'acciao, nata dal trattato di Parigi del 1951 rimasto in vigore fino al 2002, e quella economica, prevista...

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Sovranità nazionale ed europea? No: sovranità nazionale o sovranità europea

di Stefano D’Andrea Alcuni invocano la “sovranità nazionale ed europea”, una sovranità che dovrebbe essere conquistata nei confronti degli Stati Uniti. Sovranità è termine impreciso ma la proposta politica è chiara. Si vogliono ricollocare geopoliticamente e militarmente l’Europa e gli Stati nazionali che la costituiscono, con tutte le conseguenze che ne derivano per i vecchi trattati internazionali, in primo luogo quelli relativi alla NATO. Si propone una indipendenza di giudizio che è prima di tutto...

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Chiamata alle armi

Il disonorevole Silvio Berlusconi ha deciso di sviare l'attenzione dai suoi processi e dalle sue orge  giocando a fare il Reagan italiano, e inaugurando una nuova crociata anti-sovietica con la proposta di modifica dall'art 41 Cost. I più non lo prendono sul serio, e i poteri forti e i loro rappresentanti (da Bersani a Fini) tuttalpiù rispondono che tale iniziativa "non serve a nulla". Serve, invece. Serve a consolidare l'egemonia del pensiero liberale nel  nostro disgraziato...

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Perché dico "No al federalismo"

di Stefano D'Andrea      Il federalismo rischia di essere come il bipolarismo, come il maggioritario; come l’indicazione del nome del candidato presidente del consiglio sulla scheda elettorale; come la “libera concorrenza” e la svendita delle aziende pubbliche; come i contratti atipici, sorti in ambiente angloamericano, entrati nel nostro ordinamento per agevolare il commercio internazionale e infine  approdati stabilmente nel commercio nazionale; come le “autorità indipendenti”( da chi?); come l’abolizione delle licenze commerciali; come l’abolizione dei minimi...

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L'esercito delle mille camicie rosse

di Maria R. Calderoni Liberazione  (titolo originario: "Il romanzo dei mille"); a seguire Camicie rosse, cantata da Fiorella Mannoia Quel piccolo esercito di operai e artigiani, colto e battagliero. Il libro di Claudio Fracassi "Il romanzo dei Millle" Centosessantatré venivano dalla provincia di Bergamo, più di un centinaio erano i sudditi borbonici, provenienti in maggioranza dalla Sicilia, dalla Calabria, dal Napoletano, sessantadue i milanesi, cinquantanove i bresciani, cinquantotto i pavesi, trentacinque livornesi erano partiti da...

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Afghanistan: i nostri soldati in guerra per gli interessi altrui

di Cavallo Pazzo Cent’anni fa, l’Italia era una modesta potenza coloniale, relativamente sovrana, e nel nostro esercito, agli ordini dei nostri generali e per i nostri interessi nazionali, servivano reparti di combattenti africani, tra i quali i famosi Ascari. Queste truppe coloniali ogni tanto combattevano e morivano al servizio del padrone, che eravamo noi. Poi la ruota del destino ha fatto un giro completo, ed oggi siamo noi a fornire truppe coloniali per i nostri...

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Il ricatto lo fa il mondo

di Stefano D’Andrea Ho ascoltato un’intervista televisiva a Sergio Chiamparino, nella quale il sindaco di Torino, spiegando il proprio punto di vista a favore del si nel referendum di Mirafiori, argomentava così: “La FIOM deve capire che il ricatto lo fa il mondo, non Marchionne. Il ricatto lo fa il mondo”. Credo che Chiamparino abbia ragione. In certo senso il ricatto lo fa il mondo. Tuttavia da questa importante constatazione un politico  vero – determinato, coraggioso,...

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Lettere dal fronte

di Massimo Fini ilfattoquotidiano Alle penose diatribe fra il ministro della Difesa Ignazio La Russa e il generale Vincenzo Camporini, così tristemente tipiche dell’Italia di oggi, preferisco l’umanità, la sensibilità e la profondità della lettera che Matteo Miotto, l’alpino ucciso in combattimento in Afghanistan, scrisse un paio di mesi fa dopo la morte di quattro suoi commilitoni. Una lettera che sembra venire da un mondo lontano, antico, da una “razza Piave” che pur è esistita...

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Il punto di vista di Mazzini sull'accordo di Mirafiori

  Oggi il “capitale” – e questa è la piaga della Società economica attuale – è despota del lavoro. Delle tre classi che oggi formano, economicamente, la Società – “capitalisti”, cioè detentori dei mezzi o strumenti del lavoro, terre fattorie, numerario, materie prime – imprenditori, capi-lavoro, commercianti, che rappresentano o dovrebbero rappresentare l'intelletto – e operai che rappresentano il lavoro manuale – la prima, sola, è padrona del campo, padrona di promuovere, indugiare, accelerare, dirigere...

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Rapporto su Bologna: Uniti e Diversi

  apparso anche su www.nomoskaidike.blogspot.com   Sabato 18 dicembre, a Bologna, si è svolta la prima assemblea nazionale di “Uniti e Diversi: per un nuovo soggetto politico che governi la transizione”. I soggetti promotori erano Per il Bene Comune (PBC), Movimento Decrescita Felice (MDF), Rete Provinciale torinese dei Movimenti e Liste di Cittadinanza (RPMLC), Movimento Zero di Massimo Fini e naturalmente Alternativa. Erano presenti molti “osservatori”, rappresentanti di movimenti e associazioni che si pongono quali...

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Intervista a Giuseppe Mazzini

di Giancarlo De Cataldo L’autore di “Romanzo Criminale” ha incontrato a Londra uno dei Padri dell’Unità O meglio, ha immaginato di incontrarlo. Per farsi raccontare un po’ di storia del Paese. Con una domanda finale: ma lei era un terrorista?    Una stanza a Londra, un pomeriggio d’inverno. Mazzini veste di nero e ha un sigaro fra le mani, o fra i denti. E, di tanto in tanto tossisce. Le cronache tramandano che Mazzini aveva...