Categoria: Rivista

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Stato Islamico, cos'era, cos'è, cosa sarà: un esperimento di maoismo islamista

di KYLE ORTON (traduzione di Federico Monegaglia, FSI Trento) Only the dead (Solo i morti) documenta l’esperienza di Michael Ware, giornalista australiano giunto agli inizi del 2003 in Iraq, nel quale ha trascorso undici mesi all’anno per sette anni. Poco dopo la caduta di Saddam Hussein, Ware riuscì a prendere contatti con i resistenti al nuovo ordine, nel periodo in cui gli americani ancora faticavano a mapparli. Ware riuscì dunque a stabilire una rete di...

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Dall’Associazione al Governo sociale: la via mazziniana alla risorgenza nazionale

di BRUNO FARINELLI (FSI Torino) «Le grandi rivoluzioni si compiono più coi principii, che colle baionette: dapprima nell’ordine morale, poi nel materiale. Le baionette non valgono, se non quando rivendicano, o tutelano un diritto: e diritti e doveri nella società emergono tutti da una coscienza profonda, radicata ne’ più». Era il 1831 e a Marsiglia Mazzini vergava il Manifesto che diede vita a una delle più celebri organizzazioni patriottiche italiane. Tutta la lungimiranza politica e...

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OSS, CIA e Unità Europea: il Comitato Americano per l’Europa Unita, 1948-60 (1a parte)

di RICHARD J. ALDRICH  [traduzione di Domenico Cortese (Josh Mirante) – FSI Vibo Valentia] Durante gli ultimi dieci anni gli storici della diplomazia hanno attribuito un’importanza crescente all’intelligence e al relativo tema delle operazioni segrete, in quanto sempre più ineludibili per capire il primo periodo della guerra fredda[1]. Dopo il 1945, un certo numero di organizzazioni occidentali, non soltanto agenzie di intelligence, stilarono programmi di operazioni segrete finalizzate a scalzare l’influenza comunista in Europa e...

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Federico Caffè sul rischio di «germanizzazione» economica dell'Italia

Da un tavola rotonda con F. Caffè, A. Lettieri, N. Cacace, M. D’Antonio, L. Frey, P. Leon, F. Vianello, nell’ambito di un seminario sulla contrattazione (in «Sinistra ’78», n. 5-6, ottobre 1978). ­ Introduzione di Antonio Lettieri È in corso un attacco non solo all’autonomia del sindacato, ma al suo ruolo di contrattazione. Uno dei punti centrali della relazione del governatore della Banca d’Italia è l’attacco alla scala mobile. Nelle 24 ore successive, il professor...

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La sovranità culturale come fondamento della sovranità politica

di DAVIDE PARASCANDOLO (FSI L’Aquila) Gli ultimi bagliori dell’estate stanno ormai per spegnersi. La quiete rasserenante di un pomeriggio settembrino, assaporata lentamente su di un terrazzo appartato di una casa di campagna, fa da sfondo a piacevoli letture. Ad un tratto, immerso tra le altezze della cultura patria, sovviene un pensiero, come un lampo: la presa di coscienza di essere tra gli eredi di un patrimonio spirituale che nessun popolo al mondo può vantare di...

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La "nuova età imperiale" e la dittatura della finanza

di NOAM CHOMSKY A volte si sente parlare di “declino dell’America”, e se si osserva la quota mondiale di produzione che viene effettuata sul territorio degli Stati Uniti, è vero, è in declino. Ma se si considera la quota di produzione mondiale delle aziende che hanno sede negli Stati Uniti, ci si accorgerà che non c’è alcun declino, anzi, le cose vanno per il meglio. Il fatto è che questa produzione ha luogo soprattutto nel...

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La loro restaurazione ci rende rivoluzionari!

di LUCA MANCINI (FSI Roma) Talvolta, intorno al Fronte Sovranista Italiano c’è un gran rumore, un forte vociare dal quale esce il termine “reazionario”. I liberali, ad esempio, non fanno altro che accusarci di voler rimettere in piedi un sistema che è obsoleto, anti-storico e contro un presunto progresso. Vediamo di fare un po’ di chiarezza in questo marasma. In politica con il termine “reazionario” s’intende qualcuno dichiaratamente favorevole al ripristino di un assetto sociale...

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M5S: le tre grandi falsità

di STEFANO D’ANDREA Il M5S, per diventare, eventualmente, un partito serio, deve sconfessare le tre grandi falsità sulle quali è stato costruito. Le tre falsità sono: 1) non esiste il potere, perché il movimento si può organizzare in modo che gli atti compiuti dai rappresentanti siano tutti esercizio del dovere. Al contrario, il potere esiste e sindaci, assessori, consiglieri regionali, assessori regionali, presidenti del consiglio, ministri, vertici di nomina politica delle autorità indipendenti, del CSM,...

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La governabilità come strumento per colonizzarci

di STEFANO D’ANDREA L’Italia ha avuto 58 governi dal 1860 al 1922 (3 durante la prima guerra mondiale); dunque 58 governi in 62 anni. Un solo governo dal 1922 al 1943. 9 governi di transizione dal 1943 al 1948, ossia in 6 anni 45 governi dal 1945 al 1992, ossia in 47 anni (la stessa identica media che si è avuta nell’età liberale). Poi alcuni pretesi intellettuali e modesti politici, secondo i quali saremmo stati...

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Il Padre, l'assente inaccettabile: intervista a Claudio Risè

Intervista a cura di Anna Riva; fonte: “Il filo di Arianna”, ottobre-dicembre 2004. Nel suo libro Il Padre. L’assente inaccettabile [ed. San Paolo, 2013, ndr] sostiene che la figura del padre sia stata rimossa dalla nostra società e quindi dall’educazione dei figli lasciando un grande vuoto. Ci può spiegare meglio quali conseguenze comporta per l’individuo questa ”inaccettabile assenza”?  In prima istanza il padre rappresenta la figura del creatore. Venendo meno la figura paterna viene a...

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La questione vitale

di LUCIANO DEL VECCHIO (FSI Bologna) Per vagare da uno spazio a un altro i popoli nomadi non hanno bisogno di leggi scritte, ma di tradizioni e consuetudini, inconsistenti come polvere e transeunti come passi. In generale, quanto più essi praticano il nomadismo, tanto più lasciano fluida la loro organizzazione economica e sociale, e non arrivano a costituirsi Stato, per cui nella storia accade che possono dar vita ad imperi anche molto vasti ma altrettanto...

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La "nuova cosa" del cinema Italiano

di RICCARDO PACCOSI (FSI Bologna) Con un certo ritardo, ho finalmente visto anch’io il film italiano di cui più si è parlato negli ultimi mesi, ovvero “Lo chiamavano Jeeg Robot”. Beh, sono rimasto letteralmente SCONVOLTO dalla visione di quest’opera. Non mi pare il caso di aggiungere una recensione alle tantissime che già sono state scritte, però mi premono quattro considerazioni generali: 1) Ritengo che “Lo chiamavano Jeeg Robot” sia il più grande film italiano degli...