La Rivista di Riconquistare l'Italia

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Calpestare l'oblio ed Elogiare la dimenticanza

di Stefano D’Andrea I poeti italiani tentano di calpestare l’oblio. E giustamente è stato osservato che l’oblio deve essere calpestato non soltanto dai poeti ma dal popolo. Direi dagli uomini italiani. Almeno da una buona parte degli uomini italiani. Tuttavia, non possiamo calpestare alcun oblio se prima non proviamo orrore di noi stessi. Se prima non abbiamo dimenticato. L’oblio da calpestare è l’oblio del tempo che fu, perché torni la memoria. Ma, dimenticando, siamo diventati...

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La Libia e il diritto internazionale

Originale di Curtis Doebbler, consultabile attraverso queso link  http://www.uruknet.info/?p=m76302&hd=&size=1&l=e,   Traduzione di Claudio Martini     Il 19 marzo 2011 le nazioni occidentali hanno intrapreso il terzo conflitto armato contro un paese musulmano nel giro di dieci anni. Hanno provato in tutti i modi di dimostrare che l'uso della forza contro la Libia era legale, ma l'applicazione ai fatti del diritto internazionale chiarisce che non lo è. Questo breve intervento analizza l'uso della forza contro la...

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Politically ready-made in Italy

"La sinistra diventa destra, l'effetto diventa causa, l'onestà diventa frode, l'amicizia è odio, la guerra è pace, la pazzia è normalità e le parole, dopo tutto questo spezzatino semantico, diventano vili. Parole che tradiscono, così come gli atti di un demente tradiscono la sua malattia".   "il nostro Paese importa all’incirca 75,60 miliardi di metri cubi di gas e circa 2,137 milioni di barili al giorno di petrolio. E di queste quantità – grazie alla lungimiranza politica ed...

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Sulla Libia ci nascondono un certo numero di realtà…

di Luis Dalmas mondialisation.ca scelto e tradotto per comedonchisciotte da Filippo 1) La "rivolta" in Libia non ha nulla a che fare con la non-violenta rivolta popolare in Tunisia, Egitto e altri paesi arabi. Si tratta di una opposizione politica di rivali di Gheddafi, preparata, mantenuta e rafforzata oltreoceano per ragioni strategiche (come "rivoluzioni colorate" in Medio Oriente), e molto diversa dalle manifestazioni spontanee di massa – e giustificate – contro ingiustizie e le disuguaglianze sociali...

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Identità ostrica

di Tino Di Cicco   Ci sono persone legate alla propria identità, come l’ostrica allo scoglio: temono di perdersi se si lasciano andare in mare aperto. Intuiscono che senza una qualche struttura ideologica che li sostenga, possa vacillare la loro consistenza. Si chiudono perciò a riccio dentro il carcere di un pensiero unico, amputandosi “volontariamente” degli strumenti umani per esplorare la realtà. Meglio un carcere piccolo ma rassicurante, pensano  senza dirselo, che l’oceano temibile del...

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L'Euro e l'area di libero scambio

Parte seconda.     Dall’avvento della moneta unica a oggi.  di Andrea Mensa Dato che l’adozione dell’euro ha suscitato, soprattutto ora che è sotto attacco, molte critiche, voglio descrivere quanto e perché tali critiche siano fondate, prima di passare ad analizzare l’accaduto nel dettaglio.  Innanzitutto parlo solo di denaro “fiat” perché quello a base aurea o a riserva 100%, i cui vantaggi e svantaggi ho già descritto in altri post, e nei quali la massa monetaria è...

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Lettera agli interventisti umanitari

di Stefano D'Andrea Spregevoli interventisti umanitari, capirei se voi foste favorevoli a costituire una brigata di volontari e a partire per la cirenaica al fine di combattere accanto ai ribelli libici. Vi considererei degli stupidi ma capirei. Vi considererei stupidi, in primo luogo, perché sareste mossi dalla falsa convinzione che coloro che combattono per liberarsi di un governo autoritario lo fanno sempre per instaurare una forma di governo democratica. Invece la logica e la storia ci dicono...

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Come abbiamo fatto ad affidare la sorte del mondo agli economisti?

di Stefano D’Andrea Apprendiamo, leggendo casualmente il numero del 12 novembre 2010 del settimanale Internazionale, che una lettrice del Financial Times, la signora Sylvia Graham, ha posto ad un economista di nome Tim Harford, il quale “risponde alle domande dei lettori del Financial Times”, la seguente domanda: “Io e mio marito abbiamo due bambini e un terzo in arrivo. Alasdair, il più grande, si comporta male. Minacciamo di punirlo, ma non abbiamo il coraggio di...

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Qual è il ruolo di Al Jazeera e Qatar nel caso libico?

Al Jazeera è nata grazie alla volontà dell'emiro Hamad bin Khalifa Al Thani ed è la maggiore emittente televisiva del Qatar, da dove trasmette. Wiki ci informa che questa emittente è da sempre gran poco allineata con i media arabi e che il suo successo è dovuto ad "una informazione televisiva non censurata né addolcita". Al punto da essere costantemente discriminata e determinare la nascita di Al Arabiya, l'emittente saudita che vuole limitarne il pericoloso...

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L’Euro e l’area di libero scambio

Parte prima.     Situazione al tempo della introduzione della moneta unica di Andrea Mensa  Sicuramente l’introduzione della moneta unica ha risposto ad un’esigenza di mercato, ma forse ha anche rappresentato la necessità di creare un nuovo e più saldo legame tra paesi diversi. Come nel diciannovesimo secolo l’Italia dovette unirsi per competere con le altre potenze nazionali d’Europa, così la dissoluzione del sistema bipolare impose alle nazioni europee la necessità di creare una realtà che potesse...

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Bombe illegali

di Claudio Martini Con questo scritto cercherò di sintetizzare i motivi per cui l'attacco contro la Libia viola la legalità internazionale e come le principali forze politiche italiane stiano, in questo momento, calpestando la Costituzione italiana. Cominciamo dalle irregolarità nell'ambito normativo interno. Il governo italiano sta violando, o ha violato, gli articoli 10, 11, 78 e 80 della carta costituzionale.    Iniziamo dalla violazione più ovvia, quella dell'art 11. Esso stabilisce un principio fondamentale, di natura assiologica/valoriale:...

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La Libia che non si legge sui giornali

di Guido Nardo Ingegnere Gruppo ENI commento letto su Conflittiestrategie Sono stato in Libia, da lavoratore, fino al 21 febbraio scorso quando, costretto dagli eventi, ho dovuto abbandonarla con l’ultimo volo di linea Alitalia. Ho avuto modo di conoscere gran parte del Paese, da Tripoli a Bengasi, a Ras Lanuf a Marsa El Brega a Gadames, non frequentando gli ambienti dorati, ovattati e distaccati dei grandi alberghi, ma vivendo da lavoratore tra lavoratori e a...