Autore: Stefano D'Andrea

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Contro "il manifesto della rivolta in Spagna": Rivoltosi spagnoli, rivoltatevi contro voi stessi!

di Stefano D’Andrea Ho letto il “manifesto della rivolta in Spagna” pubblicato su Megachip e sono rimasto stupefatto. E’ il manifesto del brav’uomo, che si assolve da ogni colpa per la situazione economica, politica, sociale e morale della sua nazione e che contesta la corruzione dei politici, degli imprenditori e dei banchieri. Il manifesto dell’integrato capitalista vagamente anticapitalista. Dello sprovvisto di religione – si sa, ormai, che Dio è morto -, il quale chiede alla...

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Appunti sui risultati delle elezioni amministrative

di Stefano D’Andrea Il dato più rilevante uscito dalle urne del primo turno delle elezioni amministrative è il successo del movimento 5 stelle. Un successo che ci fa piacere e ci dà speranza. In questo blog abbiamo sovente manifestato l’importanza che assumono temi che il movimento 5 stelle non reputa rilevanti. Su altri punti potremmo evidenziare palesi contrasti. Ciò non toglie, tuttavia, che il movimento 5 stelle sia portatore di temi nuovi, sostenitore di molte idee importanti e...

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L'uccisione di Osama Bin Laden: riflessioni su un simulacro

di Stefano D’Andrea L’evento che si è verificato pochi giorni or sono e relativo alla pretesa uccisione di Osama Bin Laden è un evento mediatico. Un simulacro. E come tale un evento reale. L’evento mediatico è che gli Stati Uniti sostengono di aver ucciso Osama Bin Laden. Non che  abbiano ucciso Osama Bin Laden. Bensì che gli Stati Uniti sostengano di aver ucciso Bin Laden. Questo è l’evento intorno al quale e per mezzo del quale,...

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Note per un programma di politica economica e morale

di Stefano D’Andrea   Allego un elenco di obiettivi e soprattutto di concrete proposte che, a mio avviso, consentirebbero di promuovere: 1) una maggiore equità nella redistribuzione delle risorse; 2) l’autonomia e l’indipendenza del popolo e della nazione; 3) un riavvicinamento dei cittadini italiani alla loro Terra; 4) una concezione e una prassi della vita lente; e 5) la tutela sacra dell’infanzia. Poi svolgo poche brevi considerazioni sul complesso delle proposte.   ***   Un contadino siciliano...

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Mi dichiaro studente lavoratore: la "cultura" della precarietà

di Stefano D’Andrea Cresce il numero degli studenti lavoratori o meglio di coloro che, sedendosi dinanzi al docente per sostenere un esame universitario, si dichiarano tali. Questa, almeno, è la mia esperienza. Quasi mai gli “studenti lavoratori” dimostrano di essere bravi. Sia perché raramente hanno studiato. Sia perché rivelano scarse capacità linguistiche e quindi di elaborazione critica dei testi che sovente hanno appena sfogliato. Perciò cerco sempre di capire che lavoro svolga e quanto tempo...

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Nichi Vendola, la poesia e la politica

Un video che rivela chi è Nichi Vendola, l’affabulatore di SEL. Dopo Berlusconi un Berluschino? di Stefano D’Andrea La posizione assunta dal Partito Democratico sulla guerra contro la Repubblica di Libia segna la definitiva collocazione di questo partito al centro dello scacchiere politico. Un centro che non ha idee. Scrivo centro e non destra, perché tengo conto delle posizioni degli altri partiti presenti in Parlamento. Se confrontassimo le posizioni del PD con quelle che aveva...

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Quando le mele sono marce devono cadere

di Stefano D’Andrea Asor Rosa ha invocato un golpe. Ecco cosa scrive il sempre confuso intellettuale: “Ciò cui io penso è invece una prova di forza che, con l'autorevolezza e le ragioni inconfutabili che promanano dalla difesa dei capisaldi irrinunciabili del sistema repubblicano, scenda dall'alto, instaura quello che io definirei un normale «stato d'emergenza», si avvale, più che di manifestanti generosi, dei Carabinieri e della Polizia di Stato congela le Camere, sospende tutte le immunità...

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Calpestare l'oblio ed Elogiare la dimenticanza

di Stefano D’Andrea I poeti italiani tentano di calpestare l’oblio. E giustamente è stato osservato che l’oblio deve essere calpestato non soltanto dai poeti ma dal popolo. Direi dagli uomini italiani. Almeno da una buona parte degli uomini italiani. Tuttavia, non possiamo calpestare alcun oblio se prima non proviamo orrore di noi stessi. Se prima non abbiamo dimenticato. L’oblio da calpestare è l’oblio del tempo che fu, perché torni la memoria. Ma, dimenticando, siamo diventati...

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Lettera agli interventisti umanitari

di Stefano D'Andrea Spregevoli interventisti umanitari, capirei se voi foste favorevoli a costituire una brigata di volontari e a partire per la cirenaica al fine di combattere accanto ai ribelli libici. Vi considererei degli stupidi ma capirei. Vi considererei stupidi, in primo luogo, perché sareste mossi dalla falsa convinzione che coloro che combattono per liberarsi di un governo autoritario lo fanno sempre per instaurare una forma di governo democratica. Invece la logica e la storia ci dicono...

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Come abbiamo fatto ad affidare la sorte del mondo agli economisti?

di Stefano D’Andrea Apprendiamo, leggendo casualmente il numero del 12 novembre 2010 del settimanale Internazionale, che una lettrice del Financial Times, la signora Sylvia Graham, ha posto ad un economista di nome Tim Harford, il quale “risponde alle domande dei lettori del Financial Times”, la seguente domanda: “Io e mio marito abbiamo due bambini e un terzo in arrivo. Alasdair, il più grande, si comporta male. Minacciamo di punirlo, ma non abbiamo il coraggio di...

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L’ONU che vorremmo: Risoluzione 1974/2011

  di Stefano D’Andrea  Il Consiglio di Sicurezza   Richiamando la risoluzione ONU sulla Libia n. 1973/2011    Deplorando il mancato rispetto della medesima da parte delle autorità Francesi, Inglesi, Statunitensi, Italiane e degli altri membri della coalizione dei volenterosi di fare quello vogliono di un paese sovrano come la Libia;     Deplorando il contegno degli inqualificabili cittadini degli Stati testé indicati, cittadini i quali hanno approvato i comportamenti tenuti dai loro governi ed eserciti senza...

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Le forze del Male contro i popoli della terra

di Stefano D’Andrea Quasi tutto è incomprensibile nella guerra che Francia, Inghilterra, Stati Uniti e il folcloristico codazzo italiano hanno dichiarato contro la Libia. Le notizie sulle fosse comuni, sui bombardamenti aerei contro "folle di manifestanti", sulle stesse folle di manifestanti e sul numero dei morti erano false. Ormai tutti sanno che erano false, anche se, per convenienza o viltà, alcuni fingono di crederle vere. La cosa incomprensibile, tuttavia, è che sebbene quelle notizie fossero assurde, inverosimili e...