Categoria: Che fare?

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Da atomi a collettività, la sfida politica e filosofica del domani

di GIAMPIERO CINELLI (ARS Lazio)   Mi capita spesso si interrogarmi filosoficamente sul senso del nostro essere un tessuto sociale, sui suoi presupposti, i suoi valori e i diritti/doveri di chi fa parte di tale apparato. Il fatto che noi tutti apparteniamo a una collettività è vissuto con disagio da moltissime persone. Esistono in effetti diversi individui che non mancano mai di evidenziare il loro desiderio di affermarsi come entità distinte, indipendenti da un punto...

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La necessità di una nuova avanguardia storica e culturale

A parlare di storia e di cultura in un frangente come quello che stiamo vivendo, immersi come siamo da anni nella gabbia di vincoli intessuti in una impenetrabile tela formata da algidi numeri e illogici algoritmi, si rischia seriamente di non essere presi sul serio. E, francamente, dopo la recente, patetica e propagandistica scenetta da cabaret recitata dal Premier inerente il disegno di legge sulla scuola, verrebbe voglia di glissare. Ovviamente, la cultura è uno...

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Gianni Vattimo: L'Europa unita è una chimera

Alcuni brani di un’intervista uscita il 26 novembre 2013 sul sito “L’AntiDiplomatico” (www.lantidiplomatico.it) [gm]   Il pericolo più grande esistente oggi nella società è l’assuefazione di massa alla globalizzazione, all’intensificazione dei rapporti commerciali, all’integrazione, come se essi rappresentassero dei valori o degli obiettivi in sé. Io non ci credo più e ritengo che bisogna tornare a valorizzare le differenze. Basta vedere, del resto, gli effetti della politica europea verso l’Italia o i paesi dell’Europa del...

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Il dovere di critica

ll diritto di critica è disciplinato dall’art 21 della Costituzione Italiana il quale, nel primo comma, recita: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Ma questo articolo è disapplicato nel nostro modello sociale, e non perché sia formalmente vietata la libertà di espressione, ma perché noi stessi, in maniera passiva, semplicemente non la esercitiamo. Quindi non esercitiamo volontariamente un nostro diritto. La mia opinione è che...

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Il cambiamento

Perché il cambiamento? Come mai, nell’epoca in cui tutto cambia a gran velocità e in peggio, una moltitudine crescente continua ad invocare il cambiamento stringendolo come un feticcio (simbolo, direi, dell’eterna fuga dal presente) senza mai porsi il problema della guida? Si guarda con terrore alla prospettiva di “tornare indietro”. È bandita qualunque revisione critica del percorso imposto alla società. Ognuno è concentrato su se stesso mentre l’attesa dell’Epifania del Cambiamento, inteso come atto unico,...

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Un sovranista in regione (Post 2.0)

In primavera, 7 regioni e molti comuni andranno al voto. Per i partiti tradizionali è iniziata la campagna elettorale e si stanno definendo le varie liste con primarie, regionalie e quant’altro. Come al solito, questi appuntamenti sono visti più come sondaggi con indicazioni di voto per le future elezioni nazionali , con uno sguardo a possibili cambiamenti dei rapporti tra forze politiche all’interno del parlamento, che come possibilità per affrontare problemi locali. Il dibattito pubblico,...

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Preghiera per la Patria

Da qualche tempo sto riflettendo sulle eventuali responsabilità che le grandi narrazioni religiose possono aver avuto nell’affermazione del pensiero neoliberista nella società contemporanea. Per ovvi motivi storico-culturali, la religione che più ci interessa analizzare è il Cristianesimo, e in particolare il cattolicesimo (anche se sarebbe interessante analizzare il protestantesimo, culla del moderno capitalismo). Infatti, per quello che ho imparato da bambino, a rigor di logica, un cristiano cattolico è quanto di più distante ci possa...

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Né indolenza né rassegnazione

Né indolenza né rassegnazione di Luciano Del Vecchio John Locke (1632 – 1704), primo teorico del regime liberale, sosteneva che il popolo ha il diritto di ribellarsi contro il potere che viola i diritti naturali e osservava anche che gli oppressi tendono a sopportare a lungo senza rivoltarsi e che solo dopo una lunga serie di abusi si scuotono e si ribellano. Non quando ma perché il popolo non si ribella è la domanda che...

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Le ragioni di una militanza

Nel corso degli ultimi 10-15 anni è innegabile che la vita di ciascuno di noi, giovani e meno giovani, sia radicalmente cambiata, spesso in peggio. La mia generazione purtroppo non ha potuto nemmeno fare il confronto con il boom economico, siamo stati catapultati in questo mondo del lavoro sempre più flessibile con in testa le aspettative dei nostri genitori, credendo nella mobilità sociale se non addirittura nel sogno americano. Ma tutto questo non esiste. Secondo...

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Mary Kaldor: L’Europa e la “nuova guerra”

[Mary Kaldor, da alcuni considerata “una figura chiave nello sviluppo della democrazia cosmopolita”, insegna Global Governance alla London School of Economics.]   Ulrich Beck, nel suo meraviglioso libro German Europe, («L'Europa tedesca», Polity, 2013), sostiene che l'Europa non è stata fondata sulla logica della guerra, ma sulla logica del rischio. L'Unione europea – fa notare Beck – si regge su una rete di «non». Non è una nazione, non è uno stato e neppure un'organizzazione...

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Il magistrato e gli stregoni

  Riporto un mio commento alla proposta del prof. A. Giannuli di sostenere la candidatura del procuratore Raffaele Guariniello a Presidente della Repubblica [1].            L’onestà personale e l’indisponibilità a partecipare ai giochi sporchi del potere sono condizioni necessarie per la carica di Capo dello Stato. Averle soddisfatte, con Guariniello, avrebbe già del miracoloso; ma sarebbe sufficiente? Chi è nella stanza dei bottoni deve conoscere gli intricati circuiti che arrivano e partono...